Testamento Biologico: arrivano emendamenti in odor di inciucio, il M5S non ci stà.

Una dichiarazione anticipata di trattamento (detta anche testamento biologico, o più variamente testamento di vita, direttive anticipate, volontà previe di trattamento) è l’espressione della volontà da parte di una persona (testatore), fornita in condizioni di lucidità mentale, in merito alle terapie che intende o non intende accettare nell’eventualità in cui dovesse trovarsi nella condizione di incapacità di esprimere il proprio diritto di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte (consenso informato) per malattie o lesioni traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti, malattie che costringano a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una sia pur minima vita di relazione.

Testamento biologico ormai indispensabile.

Testamento biologico: ormai indispensabile.

“Sul testamento biologico lo ribadiamo: facciamo sul serio e non siamo disponibili a votare una legge che venga annacquata e svuotata solo per tutelare gli equilibri tra le varie anime della maggioranza. La specifica si rende necessaria alla luce del fatto che in commissione Affari Sociali della Camera, dove il testo è in fase di discussione, stanno arrivando emendamenti in odor di retromarcia rispetto al testo originale, frutto di un lungo confronto da vari gruppi politici. Sia chiaro che a eventuali inciuci su questa materia non ci stiamo”.

Così deputati M5S in commissione Affari Sociali.

“Ci riferiamo in particolare ad alcuni emendamenti a prima firma Roccella, Gigli e altri che puntano su un aspetto: “la presente legge, nel rispetto dei diritti (…) Tutela la vita e la salute del cittadino e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se provo del consenso libero e informato della persona interessata”. L’aggiunta della frase “tutela la vita” appare più che sospetta. Perché questa precisazione, visto che i riferimenti normativi già includono la tutela alla vita? Speriamo di sbagliarci, ma questo ci sembra un segnale politico del Pd verso il centrodestra e per cercare di imbonirsi quella parte politica attraverso elementi che rendano la legge meno definita e, dunque, suscettibile di diverse interpretazioni. Tutto questo accade mentre stiamo ancora discutendo l’articolo 1: che cosa ci dobbiamo aspettare ancora? La risposta ce la deve fornire il Pd”.

Dibattito politico in Italia sul Testamento Biologico

L’argomento, “eticamente sensibile”, è oggetto di posizioni differenti fra correnti di pensiero di tipo laico, radicale comprese discussioni di ispirazione cristiana sull’eutanasia e di forte difesa della vita.

Per quanto riguarda l’eutanasia il Comitato Nazionale di Bioetica si è espresso nel dicembre 2003 con un documento, di 19 pagine, contenente un’analisi delle problematiche connesse e terminante con una serie di raccomandazioni, il cui rispetto garantisce la legittimità delle dichiarazioni anticipate. Nel documento si afferma che le dichiarazioni anticipate non possono contenere indicazioni «in contraddizione col diritto positivo, le regole di pratica medica, la deontologia […] il medico non può essere costretto a fare nulla che vada contro la sua scienza e la sua coscienza» e che «il diritto che si vuol riconoscere al paziente di orientare i trattamenti a cui potrebbe essere sottoposto, ove divenuto incapace di intendere e di volere, non è un diritto all’eutanasia, né un diritto soggettivo a morire che il paziente possa far valere nel rapporto col medico […] ma esclusivamente il diritto di richiedere ai medici la sospensione o la non attivazione di pratiche terapeutiche anche nei casi più estremi e tragici di sostegno vitale, pratiche che il paziente avrebbe il pieno diritto morale e giuridico di rifiutare, ove capace».

Il documento del Comitato Nazionale di Bioetica afferma inoltre che i medici dovranno non solo tenere in considerazione le direttive anticipate scritte su un foglio firmato dall’interessato, ma anche documentare per iscritto nella cartella clinica le sue azioni rispetto alle dichiarazioni anticipate, sia che vengano attuate o disattese.

Di tanto in tanto alcuni casi di morte per termine o rifiuto del trattamento medico (come quelli di Luca Coscioni e Eluana Englaro) pongono all’attenzione della politica e dell’opinione pubblica la necessità di legiferare in maniera chiara sull’argomento.

  • In attesa di una legge che regoli Testamento Biologico e la materia è in atto, in molti comuni italiani, la raccolta della dichiarazione anticipata di trattamento dei cittadini residenti nel territorio interessato. Per i promotori di queste iniziative questi atti non eludono e non anticipano le iniziative legislative, ma sono l’azione necessaria perché, in caso di bisogno, non sia necessario ricostruire, a posteriori, le volontà dell’interessato, come è successo nel caso di Eluana Englaro.