COME DOVREBBE ESSERE LA ZONA STADIO

Stadio della Roma: Raggi attenta alle fregature.

Stadio della Roma: Raggi attenta alle fregature. Per il M5S e soprattutto per i romani. Si ritroveranno con 3 grattacieli che deturperanno per sempre la città di Roma. UN DANNO INCALCOLABILE.

COME DOVREBBE ESSERE LA ZONA STADIO

COME DOVREBBE ESSERE LA ZONA STADIO

COME AL SOLITO IL M5S E La RAGGI PECCANO DI COMUNICAZIONE.

Si sta sfruttando per l’ennesima volta, la scarsissima tendenza della Raggi a parlare con la gente e spiegare, attraverso la quale i giornalisti prezzolati SGUAZZANO ALLA GRANDE.

Onestamente non è facile capire come stanno realmente le cose, ve lo dico non da attivista ma da cittadino qualunque.

Nell’articolo de IL FATTO QUOTIDIANO, che potete leggere “qui sotto” potete apprezzare come si possano far passare notizie sbagliate. Il giornalista che ha fatto questo articolo, di certo non aiuta a capire.

Lo stesso Fatto Quotidiano negli ultimi 15 gg ha fatto tantissimi articoli ed ognuno slegato dal quadro generale.

CERCHIAMO DI RICAPITOLARE NOI.

  1. Tempo fa la giunta si è espressa in modo negativo, in relazione al progetto presentato dalla società costruttrice.
  2. Motivo della decisione negativa e l’IMMENSA QUANTITA’ DI CEMENTIFICAZIONE prevista, per un totale di 1.000.000 metri cubi e per i 3 grattacieli che facevano a pugni con Roma e la sua storia.
  3. Quindi la giunta chiama la società appaltatrice e la Roma Calcio dicendo loro che non è possibile accettare quel progetto che prevede 1.000.000 metri cubi di fabbricati (dei quali lo stadio rappresenta solo il 15%). Quindi chiama la Roma Calcio e la suddetta ditta, per trovare una soluzione accettabile.
  4. Non iniziano nemmeno le discussioni, che interviene la SOVRAINTENDENZA belle arti e toglie di mano dalla Raggi e dal comune ogni possibile decisione e avoca a se stessa la decisione e cioè che quella zona e soggetta a vincolo già dal 2008 rinnovato da Marino nel 2014.
  5. A QUESTO PUNTO INIZIA LA PARTE CHE POTREBBE CREARE LA SCAPPATOIA PER PERMETTERE AGLI SPECULATORI DI “TRAFFICARE”.
  6. Entro il 3 Marzo scade il parere positivo dato da Marino e dal comune, per la costruzione delle stadio.
  7. In questi giorni è scattata la PRESSIONE SULLA RAGGI E GIUNTA che spingono a prendere una decisione SULLA BASE DEL NULLA DI CERTO.
  8. Infatti se dicono di NO, faranno passare come se fosse stato il M5S e la Raggi a NON VOLERE LO STADIO. NON RESISTENDO ALLE PRESSIONI E PER EVITARE CIO’, LA RAGGI E LA GIUNTA NON SI METTONO AL SICURO DA RESPONSABILITA’ MA CREERANNO UN VERO DISASTRO. Ho la sensazione che il Comune si dichiari d’accordo allo stadio, senza aver potuto discutere delle questioni di una mastodontica speculazione. PENSANDO DI ESSERE AL SICURO E CHE LA Sovraintendenza (CHE HA BLOCCATO TUTTO.) agisca come garante di speculazioni e costruzione selvaggia.
  9. E QUI SCATTA IL TRAPPOLONE: LA GIUNTA CONFIDA SUL CONTROLLO E LA RESPONSABILITA’ DELLA DECISIONE DA PARTE DELLE BELLE ARTI
  10. FATTO QUESTO, DALLE BELLE ARTI PREVEDO UN BEL VOLTAFACCIA E DICHIARI AMMISSIBILE COSTRUIRE IN QUELLA ZONA, ED ECCO A VOI CARI ROMANI UNA BELLISSIMA GETTATA DI CEMENTO CON 3 GRATTACIELI CHE DETURPANO ROMA E TANTI SOLDI DA SPARTIRSI. spero di sbagliarmi maaaaa.

CARA RAGGI SE DOBBIAMO SUBIRE L’ENNESIMO ATTACCO INSENSATO DEI GIORNALISTI, FAI CHE SIA PER UNA COSA POSITIVA: AVER EVITATO UNA SPECULAZIONE EDILIZIA DI DIMENSIONI IMMENSE.


ARTICOLO DEL FATTO QUOTIDIANO.

Si arena ulteriormente il progetto sullo stadio della Roma a Tor di Valle. A quanto apprende l’Adnkronos si va verso lo stop alla delibera Marino che stabilisce la pubblica utilità dello stadio dei giallorossi. La sindaca Virginia Raggi, infatti, dovrebbe inviare già in giornata la comunicazione agli uffici competenti – alla luce delle criticità emerse, in primis dalla Sopraintendenza e dall’Avvocatura capitolina – in cui chiede loro di prendere posizione, avviando la verifica della sussistenza dei presupposti per proseguire o al contrario optare per l’annullamento, la revoca o la modifica. La decisione, viene spiegato, è in via cautelativa, per non esporre il Comune a responsabilità. Intanto è slittato a venerdì l’incontro in programma oggi tra i proponenti del nuovo stadio della Roma e il Campidoglio. Tuttavia, come precisano fonti del Campidoglio all’Ansa, “non è stata presa ancora alcuna decisione da parte dell’amministrazione sullo stadio della Roma”.

 A complicare le cose le divisioni all’interno dei Cinquestelle sull’operazione stadio. Una spaccatura in maggioranza che Paolo Ferrara, il capogruppo M5s, dice che bisogna chiamare “differenza di opinione”. “Comunque – rassicura Ferrara – è stata superata molto rapidamente. Il gruppo è unito e prenderà una decisione in modo compatto”. In questo momento, ha spiegato Ferrara, “si stanno facendo tutte le valutazioni, le carte ci sono tutte. Noi abbiamo sempre detto di voler fare uno stadio nel rispetto della legge, se nell’ambito di queste valutazioni si troveranno i requisiti per poterlo fare lo faremo. Prenderemo presto una decisione”. Per quanto riguarda i tempi, “non sono dettati da noi ma dalla conferenza dei servizi che si chiude il 28 febbraio, quindi bisognerà essere rapidi”.

Ad ogni modo, se davvero la delibera sarà annullata, le opposizioni all’Assemblea Capitolina chiedono che la decisione passi per l’aula e sia presa soltanto dopo il voto di tutti i consiglieri e non con una delibera di giunta. La capogruppo del Pd in consiglio, Michela Di Biase, incalza: “Il sindaco Raggi – sottolinea – ancora non ha detto se vuole o non fare lo stadio. L’unico dato certo al momento, è il parere negativo che il comune di Roma ha inviato alla conferenza dei servizi che si chiuderà il 3 marzo. Sono mesi che si parla della vicenda stadio, negli ultimi giorni il dibattito si è fatto più serrato. Al di là delle sortite ridicole e qualunquiste di Grillo, nulla sappiamo su come il Comune intende procedere”. Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini commenta: “Roma e l’Italia muoiono di no, quindi se c’è qualche imprenditore che vuole recuperare spazi degradati facendo anche business ovviamente, ben venga”. “Non penso che gli italiani e i romani – conclude -abbiano votato i Cinquestelle solo per dire no, no e no”.

La senatrice Paola Taverna, sempre vicina alle questioni romane e della giunta M5s, dice però di non sapere nulla della delibera: “Me ne state parlando voi, io ero da Grillo per parlare della funzione Activism sulla piattaforma Rousseau”. La Taverna insiste che lo stadio “vogliamo farlo e farlo nelle regole: non vogliamo privare Roma di un’opera così importante. Noi ce la stiamo mettendo tutta e non vogliamo né una cementificazione né speculazioni. Se riuscissimo a dare uno stadio alla città, perché dire no?”.