“Sepolti per 58 ore bevendo soltanto la neve”

Le storie dei superstiti alla valanga di Rigopiano, dove si continua a scavare, anche se le speranze si affievoliscono. Identificati i corpi di Sebastiano Di Carlo e Barbara Nobilio. 5 morti accertati, 23 dispersi.

Si scava ancora, in condizioni estreme, mentre la speranza di salvare altre vite si affievolisce. Le vittime salgono a 5, i dispersi 23 e 11 i sopravvissuti. I loro racconti, tra paura e speranza: uno dei salvati “Stringevo la mano a mia moglie e le parlavo per tenerla sveglia poi ho capito che mi stava lasciando”

Anche oggi sarà una lunga giornata tra le nevi e le macerie dell’hotel Rigopiano, spazzato via da una valanga il 18 gennaio, con la speranza di trovare ancora qualcuno in vita sotto cumuli di ghiaccio e detriti. Una speranza che ogni ora si fa più debole. Finora i soccorritori hanno recuperato 11 sopravvissuti e cinque corpi senza vita ormai riconosciuti, mentre sono ancora 23 i dispersi segnalati. Drammatiche le testimonianze di chi è rimasto imprigionato per 58 ore sotto i ghiacci: “La paura, il buio, la fame. Ci siamo salvati succhiando neve”, racconta Giorgia Galassi, la donna giuliese scampata insieme al fidanzato Vincenzo Forti dopo due giorni di prigionia sotto le macerie de Rigopiano di Farindola. “Il momento peggiore – racconta Giorgia – è stato il secondo giorno lì sotto. Eravamo chiusi in una scatola, senza la cognizione del tempo. Non sentivamo rumori da fuori. Continuavamo a dissetarci succhiando ghiaccio, ma non mangiavamo, e le forze e le speranze cominciavano a venire meno”. Poi quei rumori che non erano più solo scricchiolii del ghiaccio, le voci. “Allora abbiamo cominciato a bussare sul soffitto a più non posso. Loro ci hanno chiamati. Io subito ho urlato “sono Giorgia e sono viva”. Ed è stata la cosa più bella che abbia mai detto”. Ai due sopravvissuti recuperati all’alba di giovedì – il cuoco Giampiero Parente e il manutentore dell’hotel Fabio Salzetta – si aggiungono la moglie di Parete, Adriana Vranceanu, e il figlio Gianfilippo, salvati nella mattinata di ieri, e i tre bimbi recuperati nel pomeriggio: l’altra figlia di Parete, Ludovica, Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo.  

Non c’è gioia, non c’è speranza per i corpi recuperati. Ieri sono state riconosciute altre tre vittime: si tratta di Sebastiano Di Carlo, 49 anni, di Loreto Aprutino (Pescara), della moglie Nadia Acconciamessa, papà e mamma di Edoardo, e di Barbara Nobilio, di 51 anni, anch’essa di Loreto Aprutino. La tragedia ha per ora lasciato soli due bimbi, Edoardo Di Carlo che nella tragedia ha perso entrambi i genitori, mentre per Samuel Di Michelangelo non si hanno notizie del papà e della mamma, il poliziotto, Domenico, 41 anni, di Chieti, e Marina Serraiocco, che vivono a Osimo (Ancona). Le altre due vittime della tragedia sono il maitre dell’hotel Alessandro Giancaterino e il cameriere Gabriele D’Angelo.

Drammatico anche il racconto di Giampaolo Matrone. Quest’ultimo è stato sottoposto ad un intervento chirurgico ad un braccio. Il 34enne, residente in provincia di Roma è stato trasferito nell’Unità Operativa di Rianimazione del “Santo Spirito”. Le sue condizioni, come hanno riferito i medici, sono discrete. Matrone ha raccontato di essere stato mano nella mano con la moglie, Valentina Cicioni, fino a quando i vigili del fuoco lo hanno salvato. “Le stringevo la mano e le parlavo per tenerla sveglia perché volevo che rimanesse sempre vigile. La chiamavo, poi a un certo punto non l’ho sentita più e ho capito che mi stava lasciando”.