Hotel di Rigopiano

PROVINCE, ma non erano state cancellate?

Il disastro atmosferico che ha colpito il Centro Italia, ha un ulteriore colpevole, sono le PROVINCE. Questi carrozzoni mangiasoldi dovevano essere cancellate da tutti i governi (Berlusconi, Prodi, Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Renzi bis Gentiloni) eppure sono ancora li, in mezzo alla burocrazia che ha COMPLICATO ulteriormente i disastrosi metodi di soccorso alle persone. I fatti non lasciano scampo ad altre interpretazioni. Una catena di comando lunghissima dove ancora ci sono le province senza avere chiare le sue mansioni.

L’incredibile e lunghissima catena di comando, in presenza di fatti disastrosi che colpiscono il territorio Italiano. Quello che è successo in questi giorni dimostra l’inefficacia del sistema, ANZI LA COMPLICAZIONE, RISCHIO DI INTERRUZIONE DEL RISCHIO, NEL PASSAGGIO TRA UNA BUROCRAZIA INFINITA.

Hotel Rigopiano: morti per strada bloccata. Qualcosa non ha funzionato prima nell’evacuazione, poi nei soccorsi

Se la strada fosse stata libera dalla neve, potevano essere salvati. Anzi, non ci sarebbero proprio rimasti intrappolati sotto la slavina. Alle 15 di ieri i clienti dell’albergo Rigopiano (rimasti sepolti vivi), avevano pagato il conto ed erano scesi nella hall dell’hotel, già pronti per andarsene. Gli ospiti dell’Hotel Rigopiano volevano andare via perché avevano capito che la situazione era grave. Ma hanno dovuto aspettare. Aspettare che arrivasse lo spazzaneve. Annunciato prima per le 17 e poi per per le 19. Così era stato detto loro. Ma appunto lo spazzaneve non è riuscito ad arrivare. Visto che la strada che portava alla struttura era totalmente bloccata. Poi alle 17.40 il primo sos dopo la caduta della slavina. Dalle 15 alle 17 sono passate due ore che avrebbero potuto salvarli tutti.

Questa ricostruzione drammatica emerge dalla testimonianza di Quintino Mar-cella, ristoratore e datore di lavoro di Giampiero Parete, superstite della valanga sull’hotel Rigopiano. ”Già alle 15 erano pronti per andare via”, ha dichiarato Marcella. Ma nessuno spazzaneve è potuto arrivare.

Ed è sempre la strada completamente bloccata ad aver impedito – dopo la caduta della slavina – per oltre dodici ore che potessero salire sul luogo del disastro mezzi meccanici, dato che i primi soccorritori hanno raggiunto l’albergo sugli sci e le pelli di foca.

MA CI AVREBBE DOVUTO AGIRE CON VELOCITA’ ?  Ricostruiamo la catena di comando dalla base.

  • Arriva l’allarme di un cittadino che è successo un disastro
  • L’allarme viene comunicato agli organi competenti (115-118-113-112, questura, procura, comune, provincia, protezione civile, ecc.ecc.) e si rischia di non essere presi sul serio, anzi trattati come stupidi. Una volta creduti si apre questo incredibile scenario.
  • Per legge la protezione civile non è un compito assegnato a una singola amministrazione, ma è una funzione attribuita a un sistema complesso che funziona in base al principio di sussidiarietà. Cioè funziona o meglio dovrebbe funzionare partendo dal basso e andando via via verso l’alto: i Comuni e le Comunità montane poi le Province, le Province autonome, le Regioni, le Prefetture fino alle amministrazioni centrali dello Stato per l’emergenza nazionale. Ai sindaci in particolare spetta l’attivazione immediata anche dei livelli superiori.
  • È stato fatto nel caso dell’albergo, anche prima che cadesse giù la slavina? E se no, come mai? E con quanto ritardo? Il sindaco di Penne, il comune più grande e più prossimo a Farindola) Mario Semproni ha dichiarato oggi: “Sono scioccato, quella dell’albergo è una vicenda drammatica, ho seguito tutta la notte le operazioni di soccorso. Il nostro Comune ha fornito ogni mezzo a disposizione per accelerare e agevolare i soccorritori, nonostante, in quel momento, il territorio di Penne vestino fosse alle prese con una forte criticità legata all’emergenza neve. Sin dall’inizio ho avuto la percezione che fosse una tragedia”. Anche Penne è in ginocchio. “Già ieri mattina ho chiesto aiuto sia al presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Genitori, sia al ministro della Difesa, Roberta Pinotti, affinché potessero invitare mezzi e militari”.
  • Spetterà alla magistratura indagare e trovare colpevoli di tanti incredibili sbagli. (Anche se sappiamo di essere in Italia e nessuno è mai COLPEVOLE DI NULLA)
  • PER FINIRE, vogliamo fare una domanda rivolta alla politica. “Perche’ ancora oggi le province non sono scomparse? Forse è ancora un buon posto dove mettere le persone che debbono premiare per la TRAGICA PROCEDURA DEL VOTO DI SCAMBIO?”