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PD: “Comunichiamo agli elettori del PD, che abbiamo scherzato”

PD: “Comunichiamo agli elettori del PD, che abbiamo scherzato, credevamo che si poteva dividere in parti uguali un numero dispari”, ci riproveremo tra qualche mese, nella speranza che la matematica cambi le sue regole”. Ma il paese sprofonda!: “Sono anni che sprofonda, qualche mese in più, cosa volete cambi. Tanto c’è il governo Gentiloni”.

pdUn partito dilaniato da mille correnti, tra lotte intestine i cui componenti un giorno Si e l’altro PURE non perdono occasione di darsi “COLTELLATE, ATTENTATI, VOMITARSI ADDOSSO PAROLE POLITICAMENTE INDICIBILI E  TRA RICATTI VARI eppure loro riescono ad estraniarsi e vivere il loro lento declino ai danno del popolo.

Ehh si che una polizza sulla vita sarebbe utile averla. Sempre che Renzi da buon soldato Berlusconiano non l’abbia stipulata prima di eseguire l’azione pattuita ad ARCORE: ” DISTRUGGERE IL PD”.

Doveva essere il giorno della resa dei conti, della tanto evocata scissione o forse della pacificazione. E invece niente. O meglio: dall’assemblea del Partito democratico al Parco dei Principi di Roma emerge tutto e il contrario di tutto. A un Matteo Renzi che attacca frontalmente la minoranza dem, rea di utilizzare la scissione come mezzo di ricatto e quindi di fare il gioco di Beppe Grillo, risponde un Michele Emiliano in inedita versione di pontiere, alla ricerca di un ultimo tentativo di mediazione. Ma visto che anche in questo caso dai renziani non è arrivato alcun segnale di apertura ecco che i tre leader della minoranza accusano Renzi di avere “scelto la strada della scissione“. Una decisione che il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini definisce come”del tutto ingiustificata” ma “evidentemente già presa“.

L’ITALIA E’ PRIGIONIERA DELLE BEGHE DI UN PARTITO DISTRUTTO E CHE PRETENDE ADDIRITTURA DI GOVERNARLA.

SI SONO LASCIATI CON LA SPERANZA CHE SIA L’ALTRO A DECRETARE LA SCISSIONE. UNO “STATUS QUO” CHE BLOCCA DI FATTO IL PAESE. NIENTE LEGGE ELETTORALE, NIENTE DI NIENTE, IN UN PAESE NEL BARATRO

Renzi guarda con sfida la platea

Renzi guarda con sfida la platea

La minoranza: “Renzi ha scelto la scissione” –  Quella che sembra la rottura definitiva tra le due principali anime del Pd arriva con un comunicato congiunto, firmato da Emiliano, da Roberto Speranza e da Enrico Rossi, a due ore dalla fine dell’assemblea. “Anche oggi nei nostri interventi – scrivono  – c’è stato un ennesimo generoso tentativo unitario. È purtroppo caduto nel nulla. Abbiamo atteso invano un’assunzione delle questioni politiche che erano state poste, non solo da noi, ma anche in altri interventi di esponenti della maggioranza del partito. La replica finale non è neanche stata fatta. È ormai chiaro che è Renzi ad aver scelto la strada della scissione assumendosi così una responsabilità gravissima”. Insomma i tre leader della minoranza provano a lasciare il cerino in mano all’ex premier, al quale poco prima Emiliano aveva teso la mano, non solo metaforicamente.

Il tentativo di mediazione di Emiliano –  Ieri il governatore della Puglia aveva utilizzato toni fortissimi all’evento organizzato insieme a Rossi e  Speranza al teatro Vittoria di Roma. Ventiquattro ore dopo, invece, è un Emiliano light quello che si presenta davanti al tavolo della direzione: manifesta “fiducia nel segretario“, parla di una “soluzione vicinissima” per sanare la crisi tra i dem, definisce le divergenze interne come una semplice “mancanza di comunicazione” e chiede a Renzi di “eliminare ogni alibi al processo di scissione“.