Myrta-Merlino

Myrta Merlino rinviata a giudizio.

Myrta Merlino rinviata a giudizio. La paladina della guerra al Movimento 5 Stelle e depositaria della verità e della legalità (cosa che si evince nel mettere OSSESSIONATAMENTE  IN EVIDENZA IL NULLA COSMICO delle cose che solo lei vede di malvagio nel M5S) e insabbiare costantemente o trattarli come un gioco, le malefatte dei delinquenti che hanno distrutto l’Italia.

Ora si spiega perchè a lei non piacciono molto coloro che si definiscono onesti e riguardosi delle regole.

Abusi edilizi: imputata volto di La7 – Piscina e terrazza nella villa all’Argentario, sotto accusa la giornalista Merlino.

L’ossessione ridicola della Merlino contro il M5S.

MONTE ARGENTARIO. Non era presente ma il suo nome non può passare inosservato. Perché quello di Myrta Merlino, 47 anni, giornalista di origini napoletane, è un volto di La7 ormai più che conosciuto grazie anche al successo di “L’Aria che tira”.

Perché il giudice Andrea Stramenga ieri mattina ha chiamato il processo relativo a Merlino Myrta? Per un presunto abuso edilizio commesso all’Argentario, dove la conduttrice ha una villa.

A Cala Grande sarebbero stati realizzati abusivamente un terrazzamento, sei colonne, uno sbancamento e (procedimento riunito) una piscina lunga quasi dieci metri, alta 1,50, fissata al suolo su un cordolo cementizio, con accanto una vasca per idromassaggio di 3 metri per due, più varie opere esterne e modifiche di quote del piazzale.

In questo secondo fascicolo compare il nome di un secondo imputato, Marco Brocani, 41 anni, di Perugia, sotto accusa in qualità di legale rappresentante della ditta che aveva eseguito i lavori per il reato di violazione dei sigilli: dopo il sequestro probatorio del luglio 2009 effettuato dalla polizia municipale di Monte Argentario (Brocani era stato nominato custode giudiziario), avrebbe portato avanti il rivestimento interno della piscina e il posizionamento della struttura metallica adiacente. Anche il terrazzamento, le colonne e lo sbancamento erano stati sottoposti a sequestro (preventivo, poi convalidato dal gip) in epoca precedente, il 27 febbraio 2008.

Oltre alla mancanza del permesso a costruire, a Merlino (e a Brocani per la piscina) viene contestata anche la mancanza dell’autorità ambientale; alla sola Merlino (ma non per la piscina) anche la mancanza della denuncia di lavori in zona sismica, senza autorizzazione della Regione. 

Il Tirreno chiude riportando le seguenti dichiarazioni:

“Credeva che l’aver presentato la richiesta di sanatoria avesse chiuso anche la vicenda penale”, ha detto in aula la geometra che ha seguito una parte della pratica. “Perché la signora Merlino fa la giornalista, vero?”, ha chiesto conferma il difensore romano della imputata. Mancano ancora due testimoni da sentire, il processo è stato aggiornato ad aprile per il completamento dell’istruttoria.

Ma da quando essere una giornalista, da il permesso di compiere atti illegali penalmente e ignorare la legge?   Merlino, Merlino. Internet è senza pietà,  chi scaglia la prima pietra, non è mai pura.