MEDIASET non ha più soldi e…..perde la Champions.

Mediaset, che avesse gravi problemi di soldi è una cosa risaputa da molto tempo e che il folle contratto per i diritti sulla Champions, abbia ulteriormente aggravato la situazione è altrettanto risaputo e la perdita dei diritti sul calcio sembra ormai data per scontata dai vertici Mediaset.

Mediaset ha gravi problemi finanziari, e la cosa avviene ormai da anni. Anche se per qualche anno in borsa il titolo è andato bene (ricordandoci che la società era talmente piena di debiti che non avrebbe potuto entrare in Borsa. Per GRAZIA DIVINA ci riesce, alla faccia dei controlli della Consob e dell’Ente di controllo). Ripercorriamo un pò di storia, per fare mente locale.

Nel 1990 la situazione del biscione è già disperata e si tiene a galla,  grazie all’amico Bettino Craxi. Con la caduta del protettore, a Mediaset capiscono che devono entrare in politica per fare DIRETTAMENTE I PROPRI INTERESSI.  la cosa riesce talmente bene che gli Italiani vengono “letteralmente COLPITI” dal sogno “americano” di Berlusconi e la parola d’ordine era: “BENVENUTO AL MESSIA CHE SI E’ FATTO DA SOLO E FUORI I POLITICANTI DI PROFESSIONE”. 

Mai a cosa più stupida e falsa avrebbero potuto credere gli Italiani. Popolo notoriamente poco incline al controllo, poco incline alla partecipazione politica e all’impegno politico, ma in compenso molto LAMENTOSI quando si accorgono di aver commesso un grave errore che magicamente scompare dopo pochi giorni e rientrano nel loro perenne torpore menefreghista.

In compenso l’italiano è un popolo molto incline a seguire il primo losco individuo che si propone di risolvere i loro problemi e FIRMANO IL SOLITO ASSEGNO IN BIANCO e come”topi seguono il pifferaio magico” nel baratro.

Nel suo nuovo ruolo di leader politico, la prima cosa che fa Berlusconi è arricchirsi: con la legge Tremonti guadagna 250 miliardi di lire per minori tasse versate, nei suoi primi 6 mesi di governo. Nel frattempo ha venduto la Standa che ha perduto gran parte del suo valore nel corso degli anni, per avere altra liquidità. Ma i suoi debiti restano cospicui.

E allora, grazie alle garanzie politiche di D’Alema, ottiene che la neonata Mediaset venga quotata in Borsa, anche se le leggi lo impediscono a causa dell’elevata quantità di debiti. La quotazione in Borsa consente a Berlusconi di guadagnare abbastanza da ripianare gran parte dei suoi debiti; e la successiva nomina a Presidente del Consiglio gli consente di aumentare le entrate pubblicitarie di Mediaset.

Nel frattempo dimostra la sua incapacità comprando Endemol, la società che ha creato tutti i migliori reality dell’ultimo ventennio. Spende 2,7 miliardi di euro per l’acquisto e la vende dopo pochi anni per 69 milioni. 

L’unica fonte di denaro resta quindi Mediaset. Ma è una fonte che regge finchè c’è la politica e gli scambi di affari dietro il suo mantello. E il potere di Berlusconi come politico – nonostante gli aiuti continui fornitigli dal centrosinistra fino a pochi mesi fa – si comincia a sgretolare dopo il 2009.

Prima lo scandalo di Noemi Letizia (la 18enne napoletana al cui compleanno Berlusconi andò disertando la Fiera del Mobile di Milano, una delle più importanti in Italia). Poi Veronica Lario che chiede la separazione, poi la vicenda giudiziaria di “Ruby Rubacuori”, prostituta all’epoca minorenne.

In politica, la sua maggioranza si sfalda, prima con la lite con Gianfranco Fini, poi con la perdita della maggioranza alla Camera, fino alle dimissioni da Presidente del Consiglio. Nel frattempo Berlusconi comincia ad avere problemi di liquidità. Quindi comincia prima a lasciar andare il Milan per i fatti suoi (è dal 2010 che compra solo giovani di belle speranze a 4 soldi e giocatori anziani con contratto scaduto). Poi a vendere alcune delle sue proprietà immobiliari.

E infine a vendere il Milan. (O meglio sta tentando di vendere il Milan alle condizioni dei cinesi) e se il 3 Marzo non c’è il closing e non arrivano i 340 milioni che mancano saranno guai grossi. Perchè i cinesi lo stanno comprando a rate, ben sapendo che Berlusconi non ha via d’uscita. (n.d.r. Per un milanista come me spero si chiuda una telenovela con la quale Silvio Berlusconi si è giocato il prestigio sportivo conquistato. UNA FINE MISEREVOLE che negli ultimi 6 anni ha massacrato l’A.C.MILAN, vergogna….).
La stessa cosa sta subendo da Vivendi, che prima doveva comprare IL CARROZZONE “PREMIUM” pieno di debiti, a tal punto che sembra possa perdere l’esclusiva CALCIO (Champions) per mancati pagamenti delle rate. Vivendi li hanno presi in giro e di soppiatto ha fatto la scalata al gruppo, rastrellando azioni in grandi quantità e raggiungendo oltre il 20% del capitale sociale. una spina nel fianco di Mediaset. Non sappiamo quanti altri “gioielli di famiglia) abbiano da vendere e se bastano per fermare il dissanguamento.

INCREDIBILMENTE la grave crisi mondiale ed italiana, ha talmente ridotto le possibilità delle persone di accedere a piattaforme a pagamento (come SKY) dove la ricchezza di generi d’informazione sono immensi. Infatti la gente che si è sempre più impoverita è costretta a vedere reti televisive penose (come Rai1 – Rai2 – Rai3 – Rete4 – Italia1 – Canale5 – La7). Queste non avendo una situazione economica “florida” hanno dei palinsesti da terzo mondo. UNA VERA PRIGIONE PER MILIONI DI PERSONE DOVE SUBISCONO I PEGGIORI LAVAGGI DEL CERVELLO E DOVE PROGRAMMI DI CULTURA (che dovrebbero essere obbligatori in RAI) SONO UNA PIA ILLUSIONE.