Di Maio: Saviano parla per sentito dire

Di Maio: Saviano parla per sentito dire

Di Maio: Saviano parla per sentito dire, viene smentito pure da Zuccaro, il procuratore di Catania: “Ci sono telefonate con chi organizza gli sbarchi e gruppi finanziati da personaggi discutibili. Ma deve intervenire la politica”

Di Maio: “Saviano parla per sentito dire”, viene smentito pure da Zuccaro, il procuratore di Catania: “Ci sono telefonate con chi organizza gli sbarchi e gruppi finanziati da personaggi discutibili. Ma deve intervenire la politica”

di Luigi Di Maio

Saviano parla per sentito dire.

Saviano cerca di riavvicinarsi alla mafia

IL MODO MAFIOSO DI SAVIANO che accosta il Sanguinario Pinochet a Di Maio. Anche Saviano fa parte della pochezza di argomenti di persone che si rifanno perennemente ad un piccolissimo errore di Di Maio. SAVIANO CERCA DI FAR PACE CON LE COSCHE MAFIOSE, SMENTENDO CHE SI STA SVILUPPANDO UN’AZIONE DI SCAMBIO MAFIOSO.

Affronta il tema dei migranti come se fosse una sceneggiatura per una serie di successo, non per quello che è, ossia un problema serio che costa migliaia di vite umane ogni anno. Ci sono alcuni dati che non possono essere ignorati se vogliamo parlare con cognizione di causa della questione.

1) Definire taxi le imbarcazioni delle ONG non è un mio copyright. Prima di me, e a ragione, lo ha detto l’agenzia dell’UE Frontex nel suo rapporto “Risk analysis 2017“. Saviano questo lo ignora e parla a vanvera.

2) Saviano ignora anche che sempre Frontex ha affermato, dati alla mano, che “proprio il sovraffollamento sui barconi sta provocando più decessi” e che “i trafficanti, aspettandosi di trovare navi che salvino i migranti più vicine, forniscono poca acqua e scarsissimo cibo e carburante“. Quindi le ONG, che Saviano difende senza sapere neppure di cosa parla, stanno causando più confusione e più morti in mare.

3) Le Ong non hanno ridotto il numero di morti in mare. Il procuratore di Catania ha spiegato che “Le Ong lavorano spesso in prossimità del territorio e delle coste libiche. Abbiamo calcolato che negli ultimi quattro mesi del 2016 il 30% dei salvataggi con approdi a Catania è stato effettuato da quelle organizzazioni; nei primi mesi del 2017 quella percentuale è salita ad almeno il 50%. E accanto a questo dato emerge che il numero dei morti non è diminuito. Registriamo un dato che ci desta preoccupazione: il numero di morti in mare nel 2016 ammonta a 5000; nel triennio 2013-2015 le vittime di cui si è occupata la Procura di Catania sono state 2000: il che mi fa ritenere che la presenza di queste organizzazioni, a prescindere dagli intenti per cui operano, non ha attenuato il numero delle tragedie in mare“.

Io non cerco i voti di chi vuole i migranti in fondo al mare, Saviano invece sostiene chi materialmente ne è causa. Consiglio a Saviano di informarsi prima di parlare per evitare figuracce.


Di Giuseppe Pompili

Saviano dovrebbe spiegare gli stranissimi movimenti delle navi (anche delle ONG) che arrivano vicinissime alle coste libiche a caricare gli immigrati. Guardatevi questo VIDEO.                                                  


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Da questo video potrete osservare come ormai ai criminali – cosiddetti scafisti – basti una moto d’acqua per scortare i migranti sulla prima nave disponibile per l’Italia. Le navi delle autorità italiane dall’estate scorsa non si portano più a ridosso delle acque libiche, adesso si trovano in una posizione arretrata. Alcune navi ONG invece sembrerebbero essere a portata di acquascooter.

Le morti nel Mediterraneo non diminuiscono, bensì aumentano. Il perché ce lo spiega con una chiarezza disarmante il Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro. A Roberto Saviano che anche stamattina mi attacca dalle colonne della solita Repubblica – prestandosi chiaramente al gioco di chi vorrebbe far calare il silenzio su questa vicenda – consiglio di ascoltare sempre le procure e la magistratura, non solo quando parla (meritoriamente) di camorra nei suoi saggi e nei suoi film. Gli consiglio anche di leggere le inchieste fatte da questo quotidiano che è del gruppo editoriale per cui scrive. Il MoVimento 5 Stelle vuole verità sulle ONG e andrà fino in fondo sia nelle sedi italiane che in quelle europee. Ci aiutino anche quelle ONG che non hanno niente a che fare con ombre.

LEGGETE attentamente le parole di Zuccaro, dall’intervista a La Stampa e fatevi la vostra idea:

“È una storia che comincia nel 2012. All’epoca la Marina militare che intercettava in acque internazionali i barconi e identificava spesso gli scafisti. Molti furono gli arresti. «All’epocaha raccontato Zuccaro – il meccanismo prevedeva la navi-madre per attraversare il Mediterraneo; i migranti scendevano su barchini solo all’ultimo. Noi abbiamo fissato il principio che si poteva intervenire già in alto mare. Abbiamo intercettazioni tra la nave e l’organizzatore, con quest’ultimo che li tranquillizza: finchè state lì, gli italiani non possono fare niente. E invece…».
Archiviate le navi-madre, gli scafisti passarono ai «facilitatori», ossia chi accompagnava il viaggio dei disperati. «Li precedevano, segnavano la rotta, predisponevano le vettovaglie». Ma anche questi complici spesso venivano individuati dalla Marina militare e intercettati.
La missione italiana Mare Nostrum finì e ne subentrò una europea detta Eunavoformed-Sophia. Zuccaro ha raccontato un retroscena fondamentale. «Inizialmente le navi militari erano troppo vicine alle acque territoriali libiche, così i “facilitatori” non servivano più». La nuova missione europea rischiava di diventare controproducente. «Ho fatto presente il problema e con l’ammiraglio Berutti Bergotti (in carica dal giugno 2016, ndr) abbiamo concordato un nuovo assetto, più distante dalle acque libiche».
Con le navi militari che arretrano nell’estate del 2016, per gli scafisti torna la necessità dei «facilitatori». Ma d’improvviso la procura registra l’irruzione, su cui nutre molti sospetti, di nuovi soggetti: le Ong. A partire da settembre, infatti, molte organizzazioni umanitarie, alcune nate per l’occasione, si schierano in mare. Nasce dal nulla una flotta di ben 13 navi e due droni. Sono quelle stesse Ong che anche Frontex osserva con molta irritazione.
La procura indaga sulle loro enormi spese. Soltanto per i droni, l’associazione tedesca Moas spende 400 mila euro al mese. Zuccaro non trae ancora conclusioni, ma butta lì: «Nei primi mesi del 2017 la percentuale dei loro salvataggi è salita ad almeno il 50%». E intanto il numero dei morti non diminuisce perché gli scafisti approfittano della situazione per inzeppare i gommoni all’inverosimile.
Conclude Zuccaro: «Domando: è consentito a organizzazioni private sostituirsi alla volontà delle Nazioni?».