Il “PIU’ FAZIOSO” giornalista del giorno, Gerardo Greco (Agorà).

Il “PIU’ FAZIOSO” giornalista del giorno, Gerardo Greco (Agorà). Questa mattina il premio come il più ridicolo e fazioso giornalista del giorno, se lo è aggiudicato con distacco sul secondo, Gerardo Greco, il conduttore di Agorà. VIVISSIMI COMPLIMENTI.

Il “PIU’ FAZIOSO” giornalista del giorno, Gerardo Greco (Agorà). Penso che questa notte Gerardo sia rimasto in piedi, per ripassare il copione che il suo padrone gli aveva scritto. L’eccitazione e l’agitazione gli hanno fatto un brutto scherzo.

Ha ripetuto il suo mantra decine di volte, confidando che il mantra in molte tradizioni è una formula sacra che viene ripetuta come una sorta di preghiera. Come una scialuppa di salvataggio in mezzo alle onde, il mantra ci permette di indirizzare la mente verso un porto sicuro, attraversando le tempeste a cui la vita ci confronta.

Chiaramente nel suo mantra era ben presente che quelli del M5S SONO INCAPACI mentre “LORO” sono capaci. Questo è stato l’errore che questo signore ha commesso, la scialuppa di salvataggio che doveva salvarlo, è stata investita dall’uragano Di Maio. 

LETTERA APERTA A GERARDO GRECO – CONDUTTORE AGORA’ RAITRE.

Ragazzo,

non mi è difficile immaginare la tua non proprio felice condizione di spirito dopo l’intervista di questa mattina con Luigi Di Maio. Hai fatto la fine dell’ultimo piffero di montagna: volevi suonarlo, ti ha suonato.

E già perché stamattina Di Maio ti ha proprio suonato di brutto. E ho ragione di ritenere che porterai a lungo i lividi dell’infelice (per te) match. Una paccheriata (serie di ceffoni, per i non napoletani ndr) immagino per te senza precedenti.

Hai letto bene, ho scritto match e non intervista perché hai voluto trasformare in scontro la conversazione col pentastellato vicepresidente della Camera.

Durante l’incontro ti sei posto da avversario e non da giornalista, hai espresso giudizi di valore personali inammissibili durante una intervista (“non mi piacciono le buche”, ricordi?), fingendo di scartapellare tra le inutili carte che fanno scena hai evitato di guardare negli occhi l’interlocutore.

Sguardo per buona parte basso o svagato per non incontrare quello di Di Maio. Peggio insomma non potevi fare. E peggio non ti poteva andare contro l’elegante e determinata libellula della dialettica dagli improbabili congiuntivi oggi opposta a te, ottuso e inconcludente “picchiatore” verbale. Professionalmente hai offerto uno spettacolo di immensa tristezza.

Fa testo in merito la registrazione della puntata odierna. Non so chi ti abbia portato in Rai, dubito che la tua assunzione sia avvenuta attraverso concorso. Ma tant’è.

Allo scopo di scongiurare altre figuracce come quella di oggi ti consiglio l’immediata iscrizione a un corso accelerato di giornalismo. Anche al Cepu se non trovi di meglio…

Con disistima.