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Gli strani “suicidi” al MPS e alla Juventus.

Gli strani “suicidi” al MPS e alla Juventus. Avvisiamo le persone che l’articolo contiene immagini e video molto forti e che possono influenzare la suscettibilità di alcune persone.

Gli strani “suicidi” al MPS e alla Juventus. Avvisiamo le persone che l’articolo contiene immagini e video molto forti. L’italia è un paese dove sono accaduti fatti molto gravi che non hanno mai avuto una spiegazione logica ed hanno lasciato lati oscuri inquietanti.

  1. Ricordiamo velocemente il caso Sindona, morto avvelenato in carcere. Michele Sindona è stato un faccendiere, banchiere e criminale italiano. Sindona è stato un membro della loggia P2 e ha avuto chiare associazioni con Cosa Nostra e con la famiglia Gambino negli Stati Uniti.
  2. Gli strani "suicidi" al MPS e alla Juventus.

    corpo di roberto calvi

    Il 18 giugno 1982 a Londra, sotto il Blackfriars bridge, viene trovato impiccato il banchiere italiano Roberto Calvi. E’ l’epilogo di una travagliata avventura finanziaria, cominciata laddove era finita quella di un altro banchiere,Michele Sindona.
    Ad accomunare i due, oltre all’iscri- zione alla Loggia P2, le loro capacità professionali nel sistema dei mille incroci societari, la politica delle “scatole vuote” acquistate e poi rivendute.Nel 1975 Roberto Calvi diventa presidente dell’Ambrosiano.

Oggi vogliamo parlare di 2 fatti recentissimi, anche se l’elenco è lunghissimi e ci torneremo in futuro

David Rossi, responsabile della Comunicazione dei Monti dei Paschi di Siena

La scomparsa di David Rossi, il responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi volato dalla finestra del suo ufficio di Rocca Salimbeni il 6 marzo 2013, è uno dei grandi misteri d’Italia.
Dapprima inquadrata come suicidio, la sua morte costellata di eventi e coincidenze inspiegabili è presto diventata oggetto di indagini.

Un nuovo filmato esclusivo sulla fine di David Rossi, responsabile della Comunicazione dei Monti dei Paschi di Siena nel periodo in cui ancora doveva essere reso noto il suo crack, mostra con tutta evidenza che parlare di s u i c i d i o è assurdo. (tale video è stato pubblicato ed analizzato anche dai media americani che mostrano tutti i loro sospetti, sulla dinamica delle caduta

 

La scomparsa di David Rossi, il responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi volato dalla finestra del suo ufficio di Rocca Salimbeni il 6 marzo 2013, è uno dei grandi misteri d’Italia.
Dapprima inquadrata come suicidio, la sua morte costellata di eventi e coincidenze inspiegabili è presto diventata oggetto di indagini.

Ma oggi sembra si stia tornando al punto di partenza con una nuova richiesta di archiviazione da parte della procura: tale richiesta non ha convinto neppure la famiglia, che si è opposta. Il M5S ha presentato oggi una interpellanza urgente al governo affinché appuri, anche inviando un’ispezione, se la procura di Siena stia facendo tutto il possibile per arrivare alla verità sul presunto suicidio di Rossi.

Questo è ciò che ci hanno raccontato i primi due firmatari dell’interpellanza, Giulia Sarti e Daniele Pesco:

Il governo dovrebbe ripensarci e mandare gli ispettori. Lo scambio mail di due giorni prima, rispetto alla data della morte, tra Rossi e l’ex Ad Fabrizio Viola è stato acquisito, assieme a tutti gli altri contenuti della posta elettronica, in modo improprio dagli inquirenti. E che dire dei tabulati telefonici, le chiamate partite e ricevute dal cellulare del giornalista dopo la sua caduta? C’è il fatto, del tutto nuovo, che il telefono abbia addirittura agganciato una cella diversa successivamente al volo dalla finestra di Rossi, a dimostrazione che qualcuno lo ha spostato dalla sua stanza. Ci sono, infatti, tre celle vicine che vengono agganciate la sera del 6 marzo. E la cella solita di quando Rossi si trovava in ufficio viene riagganciata alle 20.09 dalle 19.16, come si evidenzia dalle chiamate dopo la morte.

Gli strani "suicidi" al MPS e alla Juventus.

Lo stranissimo suicidio di David Rossi

Sono tutti fatti ripresi tardivamente dai magistrati. Così come non sono stati fatti rilievi puntuali su eventuali tracce di altre presenze, in quel momento, nell’ufficio dell’ex capo comunicazione di Mps. Presenze che non possono essere dunque escluse. Per esempio i fazzoletti sporchi di sangue, reperto importantissimo trovato sempre nella stanza del giornalista, su cui si potevano effettuare ulteriori accertamenti. Fazzoletti che sono stati dissequestrati e successivamente distrutti già in fase di indagini preliminari. Un elemento chiave che doveva rimanere nella disponibilità delle parti per tutta la durata del procedimento e che ora non esiste più.

E poi la dinamica del volo, la natura delle lesioni sul corpo, la caduta dell’orologio dalla finestra, successiva al volo del corpo; e riflessi di luce, traffico di veicoli e di persone nel vicolo quando ancora Rossi è vivo, mille dettagli che non si possono liquidare in modo così frettoloso. Rossi sapeva molte cose, conosceva bene le attività di Mps. E appariva tentato dalla scelta di parlare con gli inquirenti. La famiglia, i senesi e tutti gli italiani hanno diritto di conoscere la verità.”

 


Gli strani “suicidi” al MPS e alla Juventus.

Capo ultrà Juve suicida dopo essere stato sentito sulle infiltrazioni della ’ndrangheta allo JUVENTUS STADIUM

Irreperibile un altro leader del tifo bianconero. Un’inchiesta ha portato all’arresto di 18 persone ipotizzando un intreccio tra la malavita calabrese e tifo organizzato

                                                                                            

La prima domanda da farsi e’: ” COME FACEVANO A CREARE UN’AZIONE DI BAGARINAGGIO , CON I PACCHI DI BIGLIETTI DATI DALLA JUVENTUS AD ESPONENTI DELLA MALAVITA ORGANIZZATA SE OGGI I BIGLIETTI SONO TUTTI A NOMINATIVO? CIOE’ DEBBONO RIPORTARE IL NOME DELLO SPETTATORE CHE DEVE MOSTRARE PER BEN 2 VOLTE IL DOCUMENTO CHE ATTESTI DI ESSERE L’EFFETTIVO PROPRIETARIO?  LA DEDUZIONE E SEMPLICE, ALLO JUVENTUS STADIUM NON CONTROLLAVANO I BIGLIETTI, O SEGNAVANO I BIGLIETTI ED I CONTROLLORI SAPEVANO QUALI CONTROLLARE E QUALI NO. UN VERO SCANDALO IN UN AMBIENTE FERTILE PER CERTE COSE.

Un leader della curva bianconera morto suicida, un altro capo ultrà al momento irreperibile e sullo sfondo un’inchiesta della magistratura che ha portato all’arresto di 18 persone, ipotizzando un intreccio tra ‘ndrangheta e tifo organizzato. È mistero fitto sulla fine di Raffaello Bucci detto Ciccio, 41enne originario di San Severo di Foggia e con un ruolo di consulente all’interno della Juventus, precipitato giovedì 7 luglio dal viadotto della Torino-Savona che aveva già assistito al tragico volo di Edoardo Agnelli.

Capo dei Drughi

Bucci, capo riconosciuto del gruppo dei Drughi, tra i principali gruppi della tifoseria organizzata bianconera, era stato sentito il giorno prima dalla pm Monica Abbatecola nell’ambito dell’inchiesta che lunedì scorso ha coinvolto il clan Dominiello, con l’accusa di essere referente della ‘ndrangheta nella zona di Chivasso, alle porte di Torino. L’accusa per i 18 arrestati è quella di associazione mafiosa, e «Ciccio» era stato ascoltato in qualità di persona informata sui fatti per quanto riguarda i supposti intrecci tra i clan e la gestione dei biglietti all’interno delle curve, visto anche il suo ruolo di intermediario ufficiale tra la società bianconera e il tifo organizzato. Poi, 24 ore dopo, il salto giù dal cavalcavia dell’autostrada. 

La madre morta da poco

Un gesto forse legato alla recente scomparsa della madre di Bucci o forse agli inconfessabili intrecci sui quali indagano i pm: la Procura di Cuneo ha comunque aperto un fascicolo e disposto l’autopsia. Intanto, un altro leader storico dei Drughi, Gerardo Mocciola detto Dino, 52 anni, è irreperibile da alcuni giorni: anche lui doveva essere sentito come persona informata sui fatti per la stessa inchiesta che ha visto sfilare in procura Raffaello «Ciccio» Bucci.

COME FUNZIONA LA GESTIONE DEI BIGLIETTI. 

Gli strani "suicidi" al MPS e alla Juventus.

                                                      Agnelli agevolava il bagarinaggio, questa è l’accusa

Il presidente della Juventus Andrea Agnelli accusato dal procuratore della Federcalcio, l’ex prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, di aver incontrato esponenti della criminalità organizzata scendendo a patti con loro per mantenere la quiete allo stadio. Come scrive  in esclusiva ‘Il Fatto Quotidiano’, la procura federale della Figc accusa la Juve e il suo presidente di illeciti con bagarini e ambienti criminali. La conclusione indagini della giustizia sportiva attribuisce però al numero uno bianconero anche rapporti personali con esponenti della malavita organizzata. Il Fatto Quotidiano in edicola pubblica l’inchiesta dei magistrati di Torino e della Figc che fa tremare la Juventus. Secondo Pecoraro, per garantire la pace e la quiete allo stadio, il club garantiva agli stessi ultras bagarinaggio esclusivo e sugli affari della malavita organizzata.

 Ecco quello che scrive il prefetto Pecoraro:”Con il dichiarato intento dimantenere l’ordine pubblico nei settori dello stadio occupatidai tifosi ‘ultras’, (Agnelli) non impediva ai tesserati, dirigenti e dipendenti della Juventus di intrattenere rapporti costanti e duraturi con i cosiddetti ‘gruppi ultras’, anche per il tramite econ il contributo fattivo di esponenti della malavita organizzata, autorizzando la fornitura agli stessi di dotazione di biglietti e abbonamenti in numero superiore al consentito, anche a credito e senza presentazione dei documenti di identità dei presunti titolari, così violando disposizione di norme di pubblica sicurezza sulla cessione dei tagliandi per assistere a manifestazioni sportive e favorendo, consapevolmente, il fenomeno del bagarinaggio”. L’accusa più grave per Agnelli, però, è quella di aver “partecipato personalmente in alcune occasioni, a incontri con esponenti della malavita organizzata e della tifoseria ‘ultras’”. La procura, come riferisce il quotidiano, cita poi un’intercettazione di Fabio Germani, un ex ultrà legato a un esponente della cosca mafiosa calabrese Pesce-Bellocco, che il 15 ennaio 2014 diceva:”Io vado a trovare il presidente Andrea Agnelli in ufficio ogni tre per due”. 

Marotta potrebbe essere sentito dall’Antimafia

L’amministratore delegato della Juventus, Giuseppe Marotta – riferisce Tuttojuve.comcitando il QS – potrebbe essere sentito dalla Commissione Antimafia, allarmata da alcuni mesi per il suicidio di un capo ultrà juventino. La procura di Torino sta facendo luce (al pari della Federcalcio che da tempo ha avviato una indagine interna parallela) sul legame tra la curva e la ’ndrangheta. Non si esclude che possa essere invitato lo stesso amministratore delegato bianconero, sottolineano fonti parlamentari della Commissione, per fornire un aiuto ad inquadrare meglio l’accaduto. Ma si tenterà di capire, spiega un altro membro della commissione, anche qual è il legame tra alcuni capo tifosi del Napoli e la camorra. 

La replica della Juventus

Attraverso il proprio sito ufficiale la Juventus risponde agli articoli usciti in mattinata sull’inchiesta del procuratore federale Pecoraro. ” Juventus Football Club e il Presidente Andrea Agnelli, alla luce di alcuni articoli pubblicati in questi giorni, comunicano di aver affidato ai legali la tutela della propria onorabilità e rispettabilità – si legge suin una nota della società pubblicata sul sito -. Si precisa che la Procura della Repubblica di Torino ha avviato, e recentemente concluso, un’indagine su alcune famiglie ritenute appartenenti alla ‘ndrangheta alle quali si contestano oltre a reati contro persone e patrimonio, anche il tentativo di infiltrazione in alcune attività di Juventus Football Club. Si ricorda inoltre che nessun dipendente o tesserato è stato indagato in sede penale. Si precisa altresì che, nel pieno rispetto delle indagini e degli inquirenti, la società ha sempre collaborato mantenendo uno stretto riserbo a tutela del segreto istruttorio. Per quanto attiene alla giustizia sportiva, la società ha già dimostrato fattivamente la propria disponibilità a collaborare”.