Siamo diversi, anche da come ci intervistano, da Gestapo.

Innanzitutto faccio le mie congratulazioni a Virginia che ha deciso di dire la sua e l’ha fatto alla grande, CON UMILTA’, FERMEZZA E CHIAREZZA. Quello che è risultato chiaro e che siamo diversi dagli altri politici e qualora ci fosse stato un dubbio su questa REALTA’, il giornalaio Floris ne è la prova vivente che conferma tale realtà, con il suo sistematico tentativo di metterla in cattiva luce, con domande a ripetizione, senza aspettare le risposte. NEANCHE LA GESTAPO O I GULAG DI STALIN.

UN’INTERVISTA TUTTA BASATA SU IPOTESI, che il sig. Floris (IL GIORNALAIO TAPPETINO CON GLI ALTRI POLITICI), insisteva in modo asfissiante alle quali si rispondesse come se fossero realtà E COME VOLEVA LUI. Un’altra edificante PAGINA DI ALTO GIORNALISMO.

Vedete in particolar modo, il video dal minuto 6.45 al minuto 7.45, dove Virginia chiede scusa, ma blocca fermamente Floris che dopo aver avuto le scuse dalla Raggi, vorrebbe cambiare discorso e riceve un SECCO NO e gli rinfaccia il tentativo di fare le domande senza permettere delle risposte chiare. 

La trasmissione si è trascinata con lo stesso tentativo di Floris di fare domande CHE BATTEVANO SEMPRE SU UN FATTO, NONOSTANTE LA RAGGI AMMETTESSE RIPETUTAMENTE CHE QUALCHE ERRORE LO HA COMMESSO. A tal punto da chiedere a Floris, quante volte avrebbe dovuto ammetterlo. UNO SCHIFO ASSOLUTO dalla quale la Raggi è uscita vincitrice concludendo con una stoccata che si è ritorta contro Floris.

La GESTAPO DI SOLITO SI LIMITAVA AD UCCIDERE O MANDARE IN CAMPO DI CONCENTRAMENTO DOPO AVER AVUTO UN’AMMISSIONE. Come al solito, questi giornalai non capiscono che un’atteggiamento inquisitorio OLTRE OGNI LIMITE, si ritorce contro chi lo pratica e le persone che lui rappresenta. Non capiscono che la gente prova enpatia verso le persone che subiscono un trattamento, totalmente diverso da quando intervistano i loro”amici” e si fanno “tappetino”. CONTINUATE COSI’, CI FATE UN FAVORE.

GRANDE VIRGINIA, SEI TUTTI NOI, LE PERSONE ONESTE E LIBERE.