La serracchiani ha ragione

Debora Serracchiani ha pienamente ragione.

Debora Serracchiani ha pienamente ragione. Questi “negri” oltre al lavoro ci rubano anche le nostre SPECIALITA’ E LE NOSTRE TRADIZIONI. NON TOCCATE I NOSTRI RECORD. Noi a quelli che visitano l’Italia facciamo pagare il taxi più caro rispetto agli italiani, il cibo più caro rispetto agli italiani, più furti e borseggi rispetto agli italiani, ecc.ecc. perchè non dovrebbero pagare PENALMENTE DI PIU’ ANCHE I REATI rispetto agli italiani. Vi risulta che in qualche paese del mondo, noi italiani che lavoriamo li, se commettiamo un reato hanno leggi più dure di quelle attraverso le quali condannano i loro concittadini ??? La Serracchiani ha detto un cosa che ci riporterebbe indietro di 200 anni, all’epoca della schiavitù. FOLLE DICHIARAZIONE, la chiara conferma che la legge non è uguale per tutti e CHE NEL PD ORMAI NON C’E’ PIU’ NULLA DI SINISTRA.

Debora Serracchiani ha pienamente ragione, come si permettono questi “negri” di cercare di abbassare il record italiano degli stupri, violenze e omicidi verso le donne italiane.

Violentate e uccidete quelle del vostro colore, alle donne italiane ci pensano gli italiani e abbiamo anche il trattamento di favore con pene inferiori, se possibile anche non essere puniti.

Brava Debora, finalmente una donna che fa valere il proprio diritto ad essere stuprata dagli italiani e dar loro una pena più lieve.

CHISSA’ SE LA SERRACCHIANI CONOSCE QUESTI NUMERI O DICE UNA STRONZATA SOLO PER MANTENERE QUALCHE VOTO IN FRIULI. QUANDO LA SERRACCHIANI MI PORTERA’ LA PROVA CHE LEI IN PASSATO HA CONDANNATO LA VIOLENZA ITALIANA SU DONNE ITALIANE, POTREMMO “quasi” PARLARNE.

DEBORA SERRACCHIANI HA RAGIONE

DEBORA SERRACCHIANI HA RAGIONE? Chiedetelo a queste donne e alle altre migliaia uccise da Italiani.

Il messaggio che la Serracchiani fa passare è che abbiamo introdotto un nuovo livello di colpevolezza ed automaticamente gli stupri di italiani su donne italiane SCENDONO DI GRAVITA’. folle affermazione della santarellina Debora.

QUESTI SONO I FATTI INCONFUTABILI, GIA’ SE LA CAVANO CON POCHISSIMO, ORA CHE IL “NEGRO” E’ STATO GIUDICATO PIU’ CATTIVO, SE LA CAVERANNO CON UNA PACCA SULLE SPALLE.  ATTENZIONE NON HO DETTO PALLE, MA SPALLE.

Oltre cento donne in Italia ogni anno vengono uccise da uomini, quasi sempre quelli che sostengono di amarle. E’ una vera e propria strage. E ai femminicidi si aggiungono poi violenze che sfuggono ai dati ma che, se non fermate in tempo, rischiano di fare tante altre vittime.

Sono migliaia le donne aggredite, picchiate, perseguitate, sfregiate. Quasi 7 milioni, secondo i dati Istat, quelle che nel corso della propria vita hanno subito una forma di abuso. 

 I numeri del femminicidio non sono certi e variano di qualche unita’, ma sicuramente le donne uccise da un uomo, con cui hanno o hanno avuto un rapporto affettivo o familiare, non sono in diminuzione. Nel 2016 se ne sono contate 120. E dal primo gennaio 2017 a oggi sarebbero almeno oltre 20 le donne uccise per mano maschile: una media di una vittima ogni tre giorni. Negli ultimi dieci anni le donne uccise in Italia sono state 1.740, di cui 1.251 (il 71,9%) in famiglia.

   

Gli omicidi in ambito familiare, comunque, secondo le forze dell’ordine, sono in lieve ma costante calo: 117 nel 2014, 111 nel 2015, 108 nel 2016. Ad accumunare i tanti casi spesso ci sono incomprensioni e tensioni familiari, il desiderio di separarsi, l’affidamento dei figli.

   Dall’inizio di aprile, oltre alle 4 vittime tra il primo e il 2 maggio (a Genova, Roma, nell’hinterland di Cagliari e nel salernitano), c’e’ stato il caso della ragazza ventunenne uccisa a coltellate per gelosia dal fidanzato a Pietra Ligure, e quello della donna di 47 anni ammazzata nel sonno dal compagno nel catanese. L’uomo si era stancato della loro relazione e per liberarsene l’ha accoltellata mentre dormiva accanto a lui. Secondo un’analisi dell’associazione Sos Stalking, nel 32,5% degli omicidi avvenuti negli ultimi dieci anni e’ stata utilizzata un’arma da taglio, nel 30,1% l’assassino ha dato fuoco alla vittima. Infine il 12,2% dei killer ha fatto uso di “armi improprie”, il 9% ha strangolato la vittima e il 5,6% l’ha soffocata. La sensibilità’ nei confronti di questo fenomeno sta crescendo tanto che l’8 marzo scorso, nel mondo, invece di festeggiare le donne hanno scioperato. Ci sono stati cortei, veglie, assemblee, flash mob per dire no alla violenza di genere e discriminazioni.

                                                   

                                                                         

Il preoccupante fenomeno dello stalking – Sono 3 milioni e 466 mila in Italia, secondo l’Istat, le donne che nell’arco della propria vita hanno subito stalking, ovvero atti persecutori da parte di qualcuno, il 16% delle donne tra i 16 e i 70 anni. Di queste, 2 milioni e 151 mila sono le vittime di comportamenti persecutori dell’ex partner. Ma il 78% delle donne che ha subito stalking, quasi 8 su 10, non si è rivolta ad alcuna istituzione e non ha cercato aiuto. 

   Cinque milioni per le vittime di violenza – Alle donne vittime di violenza e ai loro figli saranno destinati 5 milioni annui nel triennio 2017-2019. Lo prevede un emendamento alla legge di bilancio approvato in Commissione alla Camera. Le risorse andranno al piano antiviolenza, ai servizi territoriali, ai centri antiviolenza e ai servizi di assistenza alle donne. Il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità sarà quindi incrementato di 5 milioni annui.

ECCO COME LA “PAGLIUZZA” CHE DEVE ESSERE GIUSTAMENTE PERSEGUITA E CONDANNATA, OSCURA, ANZI CANCELLA L’IMMENSO PAGLIAIO DI ANNI, DECENNI, SECOLI DI OMICIDI E VIOLENZA.

COME E’ INCREDIBILMENTE FACILE, MANIPOLARE LE MENTI, QUELLE DEGLI ITALIANI POI!!!!!!!!…………

Debora Serracchiani ha pienamente ragioneClicca qui per vedere:  IL LUNGO L’ELENCO DEI FALLIMENTI DI DEBORA SERRACCHIANI

LA CRONACA DI OGGI SULLE DICHIARAZIONI DELLA SERRACCHIANI.

“La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza”. La frase è di Debora Serracchiani, presidente Pd del Friuli Venezia Giulia e fino a quindici giorni fa vicesegretaria dei democratici. Il 10 maggio scorso, di fronte allo stupro subito il 10 maggio da una minorenne a Trieste e per cui è accusato un cittadino iracheno che ha chiesto l’asilo nel nostro Paese, ha deciso di pubblicare un comunicato stampa per condannare l’atto. Ma le parole scelte hanno scatenato una lunga serie di polemiche: prima il caos in rete degli utenti e poi Roberto Saviano in prima linea (“Spero la candidi Salvini”). Il Pd ha registrato in un primo momento ha registrato solo la timida reazione dei consiglieri dem di Milano, città dove il 20 maggio si terrà la marcia per i diritti dei migranti (sul modello di Barcellona): “Siamo sconcertati”, hanno detto in una nota. Il sindaco Beppe Sala si è proprio schierato: “Ha sbagliato, secondo me le è scappata”. Ma le cose non stanno così: niente ha fatto cambiare idea alla Serracchiani che, anche dopo le critiche, ha continuato sulla sua posizione: “Ho solo detto una cosa di buon senso“, ha ribadito su Facebook. Ha risposto con il silenzio il suo partito, nel migliore dei casi perché imbarazzato, nel peggiore perché d’accordo con la scelta di linea. “Polemiche assurde e pretestuose“, ha detto addirittura in sua difesa il deputato dem Paolo Coppola. Ha fatto eccezione solo il senatore Francesco Russo, forse convinto che gli altri lo avrebbero seguito: “Stupro sempre da condannare con stesso rigore”, ha scritto su Twitter. E poi il deputato Roberto Giachetti: “Voglio capire bene che ha detto. Però non c’è dubbio che per me le cose non stanno così”. 

Schierati compatti contro la Serracchiani anche gli ex colleghi di Mdp: “Si scusi, è inaccettabile”. Il leader del Carroccio Salvini tirato in ballo, è andato oltre e ha definito la Serracchiani “la bella addormentata nel bosco“: “Peccato che lei e il suo partito siano complici di una invasione senza precedenti, e abbiano sulla coscienza ogni reato e ogni violenza commessa da questa gentaglia”. Quindi la solita provocazione: “A prescindere dalla razza, castrazione chimica e buonanotte, con buona pace di Saviani e Boldrine”. 

La difesa della Serracchiani – La Serracchiani su Facebook ha continuato a difendere la sua linea nonostante le polemiche: “Ho detto una cosa di buon senso anche se scomoda”, ha scritto. “Al di là del caso specifico, in cui le responsabilità saranno accertate dalle autorità, credo di aver detto una cosa evidente alla stragrande maggioranza dei nostri concittadini. Non rendersene conto significa fare il gioco di quelli che razzisti lo sono veramente“. La dem è convinta del fatto che le sue parole non siano per niente discriminatorie: “I razzisti vogliono respingere i richiedenti asilo, io voglio accogliere chi scappa dalla guerra. I razzisti pensano che una violenza fatta da uno straniero sia peggiore di quella fatta da un italiano, per me la violenza è sempre e comunque da condannare, senza colore e senza graduatorie. Se occorre lo ripeto“. La presidente della regione Friuli ha aggiunto che “un richiedente asilo chiede un atto di solidarietà e la comunità che lo accoglie instaura con lui un rapporto di fiducia. Solidarietà e fiducia tengono insieme le famiglie. Per questo una violenza su un minore è odiosa, ma se viene compiuta in famiglia è ancora più odiosa. A renderla tale è il fatto che a commetterla è stata una persona “di fiducia”. Oltre alla vittima, della quale ci si dimentica sempre quando scoppiano polemiche ideologiche e pretestuose, vengono infatti traditi gli altri richiedenti asilo e tutti quelli che si battono per l’accoglienza dei migranti”.

La democratica, sotto accusa, ieri aveva deciso di aggiustare leggermente la sua posizione. E sempre sui social network aveva scritto: “Non esistono stupri di serie a o serie b”. Ma non è bastato a ridurre il danno. Il comunicato, finito al centro delle polemiche, risale al 10 maggio scorso, ed era stato diffuso a poche ore dalla notizia di cronaca delle violenza subita della 17enne: “In casi come questi”, si legge nel testo diffuso dalla Serracchiani, “riesco a capire il senso di rigetto che si può provare verso individui che commettono crimini così sordidi. Sono convinta che l’obbligo dell’accoglienza umanitaria non possa essere disgiunto da un altrettanto obbligatorio senso di giustizia, da esercitare contro chi rompe un patto di accoglienza. Per quanto mi riguarda, gesti come questo devono prevedere l’espulsione dal nostro Paese, ovviamente dopo assolta la pena. Se c’è un problema di legislazione carente in merito bisogna rimediare”. 

Gli attacchi: da Saviano al Pd di Milano – Dopo le accuse in rete, il primo a prendere posizione pubblicamente è stato lo scrittore Roberto Saviano. “Salvini”, ha scritto su Twitter, “saluta l’ingresso di Serracchiani nella Lega. Spero la candidi lui: se lo fa ancora il Pd, vuol dire che il Pd è diventato la Lega”. A sottoscrivere la sua posizione sono stati i consiglieri del Pd di Milano: “Siamo sconcertati”, hanno scritto in una nota. “I ‘ma’ e gli ‘ancor più’ non sono accettabili. E i ‘socialmente’ e ‘moralmente’ ugualmente ingiustificabili. È ‘più’ accettabile, più ‘socialmente’ e ‘moralmente’ accettabile quella di un compagno, di un amico, di un marito, un vicino di casa, un compaesano? La lista potrebbe continuare. I reati e delitti hanno forme e aggettivi diversi a seconda di chi li fa? La violenza e la violenza su una donna, è sempre inaccettabile e non si pesa”. In serata è intervenuto a dargli sostegno il sindaco Giuseppe Sala: “Secondo me alla Serracchiani, che è persona che stimo, è scappata questa frase. Ha sbagliato, ma adesso si sta facendo una polemica eccessiva. Uno stupro è comunque sempre un fatto gravissimo. Non farei classifiche su questo. Rimane il fatto che certamente non è peggio” se commesso da un richiedente asilo.

Gli ex colleghi di Mdp sono stati tra i primi a condannare la dichiarazione: “Qui non si tratta solamente”, ha scritto su Facebook il deputato Francesco Laforgia, “della deriva di un partito, che mi interessa meno. Ma dello scivolamento di un intero paese sul piano della civiltà, innanzitutto nell’uso delle parole. Spero che qualcuno fermi questo delirio“. In rete la presidentessa del Friuli è stata accusata di “strizzare l’occhio all’elettorato leghista” e di scadere nel “populismo“.  Per il segretario nazionale di Sinistra italiana Nicola Fratoianni, “non esistono stupri di serie A e stupri di serie B. Semmai esistono politici di serie A e politici di serie B”: “Evidentemente la governatrice del Friuli Venezia Giulia appartiene alla seconda categoria”, ha detto. “A furia di inseguire la destra sul suo terreno per un pugno di voti dalle parti del Pd si distrugge via via una cultura politica che ha fatto la storia dell’Italia migliore. Amarezza e raccapriccio”. Poche le reazioni dalle altre parti politiche. Per il Movimento 5 stelle ha parlato solo la capogruppo alla Camera Federica Dieni: “Aspettiamo le scuse di Debora Serracchiani per le sue razziste classifiche sugli stupri. Ogni violenza è tremenda”.