TIZIANO RENZI

Consip, l’arresto che scuote politica e primarie PD (Puntata 7)

Consip, l’arresto che scuote politica e primarie PD. Puntata n.7 dell’inchiesta del nostro Blog, che portiamo avanti prendendo spunti da “Il Fatto Quotidiano”, l’unico giornale che ne parla da mesi nel silenzio assoluto. Lo stesso silenzio che giornali (comprensibile) ed i simpatizzanti ed attivisti del Movimento 5 Stelle (INCOMPRENSIBILE) hanno applicato in chiave menefreghistica quando abbiamo postato molte centinaia di volte gli articoli riportanti lo scandalo più grande d’Europa. NEL SILENZIO ASSOLUTO.

Stamane su Omnibus non hanno potuto inventarsi nessun ridicolo tema per poter evitare di affrontare questo scandalo che si trascina da mesi nel silenzio di tutti.

                                                                         
Questo ha portato tutti POLITICI E GIORNALISTI  a confrontarsi e vi posso garantire che è stato uno spettacolo INDECENTE.

 

uigi-marroni-luca-lotti-filippo-vannoni

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Gente che svicolava, gente che non ricordava, gente che SMENTIVA e gente che MENTIVA SPUDORATAMENTE, gente che si arrampicava su specchi unti e miseramente ricadevano a terra.
Proprio vero, quando un problema non lo affronti subito, DIVENTA GIGANTESCO. 
Probabilmente tutti sapevano e mentivano, proprio quello che è successo all’AD Consip Luigi Marroni, che ha vuotato il sacco, davanti ai pm di Napoli Henry John Woodcock e Celeste Carrano, l’amministratore delegato di Consip Luigi Marroni era stato molto più chiaro: “L’imprenditore Carlo Russo mi ha chiesto di intervenire su un appalto da 2,7 miliardi di euro per conto del babbo di Matteo e di Verdini. Mi dissero che erano gli arbitri del mio destino professionale” praticamente un’intimidazione con tutte le regole.
Ma non solo l’imprenditore avrebbe ricordato al top manager come proprio Renzi senior e Verdini fossero “arbitri” del suo  “destino professionale“, potendo far decadere  il suo incarico di AD (ndr Amministratore Delegato)
In un incontro avvenuto nel marzo scorso a Firenze – secondo quanto riporta l’Espresso – Tiziano Renzi avrebbe insistito perché si andasse incontro alle esigenze di Russo, di “accontentare”. 
Ma a dire di Marroni, cui era stato presentato in precedenza Russo, “sono stato un muro di gomma“.
In favore di Cofely (società francese che voleva un pezzo della torta) sarebbe intervenuto il parlamentare di Ala Ignazio Abrignani, uomo vicinissimo a Verdini. Che però al settimanale spiega di essere “avvocato del Consorzio stabile energie locali, che ha partecipato alla gara FM4 insieme alla capofila Cofely”.