Il numero uno rossonero rassicura i tifosi: "Gli investitori hanno versato caparre considerevoli a riprova della serietà delle loro intenzioni"

CLOSING MILAN, altra prova d’informazione italiana scadente.

CLOSING MILAN, altra prova d’informazione italiana scadente. Ormai è chiaro che l’informazione non fa più opera d’indagine, ma si limita solo a ricercare il colpo ad effetto, basato sul “si dice”. INSOMMA “GOSSIP”

CLOSING MILAN, altra prova d’informazione italiana scadente, CLOSING slitta, Closing non si spiega il perchè del ritardo e centinaia di articoli simili, CLOSING……CLOSING…….CLOSING……..

UNA PAROLA CHE ERA SCONOSCIUTA ed ora sulla bocca di milioni di persone ed addetti ai lavori.

Non un giornalista ha mai spiegato un fatto reale: LA CINA AD OTTOBRE 2016 HA RADICALMENTE CAMBIATO E REGOLARIZZATO L’USCITA DI DANARO DAL PAESE.

Negli ultimi giorni si sta facendo un gran parlare delle autorizzazioni necessarie per l’acquisto delle quote dell’AC Milan. Il problema è che tutti ne parlano ma nessuno ci spiega come stanno realmente le cose. E questo alimenta dubbi e tesi alquanto discutibili. Per questo motivo l’Avvocato del Diavolo ci ha voluto vedere chiaro e, dopo un infaticabile lavoro di ricerca, siamo riusciti a trovare la legislazione cinese di riferimento, nonché articoli specialistici a supporto. Pertanto cercheremo di chiarirvi tutto.

Il numero uno rossonero rassicura i tifosi: "Gli investitori hanno versato caparre considerevoli a riprova della serietà delle loro intenzioni"

QUESTA E’ LA REALTA’. Il numero uno rossonero rassicura i tifosi: “Gli investitori hanno versato caparre considerevoli a riprova della serietà delle loro intenzioni”

Da circa due anni, con lo scopo di soddisfare la crescente domanda di investimenti in uscita e facilitare quindi l’ingresso delle imprese cinesi nei mercati d’oltreoceano, il regime normativo cinese relativo alle autorizzazioni per gli investimenti esteri è stato modificato e snellito rispetto al passato. 

QUESTA E’ L’INFORMAZIONE RIDICOLA FATTA ADDIRITTURA DA REPUBBLICA

Secondo le disposizioni del Foreign Exchange Administration of the Overseas Direct Investment of Domestic Institutions rilasciate dallo State Administration of Foreign Exchange (“SAFE”), per investimenti esteri diretti ci si riferisce alla formazione all’estero di un’impresa o di un progetto relativo all’acquisizione della proprietà, della partecipazione o la gestione aziendale attraverso la creazione (esistente nella forma di investimento esclusivo, investimenti congiunti o di cooperazione), fusione, acquisizione o l’acquisto di azioni.

In generale, qualsiasi investimento estero da parte di una impresa cinese deve essere approvato, verificato o registrato dal competente dipartimento per gli affari esteri prima che esso venga effettivamente smobilitato. Il dipartimento competente del governo cinese è il Ministero del Commercio (“MOFCOM”). Tuttavia il processo di approvazione degli investimenti in uscita può coinvolgere anche il National Development and Reform Commission ( “NDRC”) e lo State Administration of Foreign Exchange (“SAFE”).
A ciò va aggiunto che se l’impresa è statale oppure quotata in borsa, l’approvazione degli investimenti in uscita può coinvolgere anche lo State-owned Assets Supervision and Administration Commission of the State Council (“SASAC”) e la China Securities Regulatory Commission (“CSRC”).
Ciascuno di questi cinque organismi, se del caso, deve rilasciare le proprie autorizzazioni secondo diversi requisiti che variano a seconda del dipartimento che se ne occupa, della tipologia dell’investimento, il suo ammontare e altri fattori.
 
Innanzitutto gli investimenti esteri da parte di una impresa cinese devono essere approvati dal National Development and Reform Commission (” NDRC”) o dal LDRC locale. 
Negli ultimi anni, come detto, è stato effettuato un progressivo processo di decentralizzazione di queste autorizzazioni, tant’è che a seconda dell’ammontare dell’investimento estero sarà necessaria l’approvazione dell’autorità locale (la maggior parte) anziché dello State Council (autorità centrale). Questa normativa è entrata in vigore nel 2014 (“Measures for the Administration of Approval and Recordation of the Overseas Investment Projects“) ed ha sostituito la vecchia legge del 2004.
Lo snellimento di cui parliamo si traduce nella situazione che segue (moneta dollaro americano). 

CAPITALI 

1) Investimenti pari o superiori a 2 miliardi di USD: esame dello NDRC e successiva approvazione/conferma dello State Council;
 
2) Investimenti pari o superiori a 1 miliardo di USD / investimenti di società a partecipazione statale / progetti di imprese locali tra 300M e 1 miliardo di USD: approvazione della NDRC;
 
3) Investimenti pari o inferiori a 300M di USD: approvazione della LDRC locale

TEMPISTICHE MASSIME 

1) NDRC: 30/40 giorni.
2) MOFCOM: 15/20 giorni.
3) SAFE: 20 giorni
4-5) CSRC (per le aziende quotate) / SASAC (per le aziende statali): possono chiedere ulteriore documentazione e le aziende hanno 30 giorni di tempo per rispondere. 

Come si può notare, quindi, maggiore è l’investimento all’estero, più penetrante è il controllo dell’apparato centrale e maggiori saranno i tempi necessari ad ottenere le autorizzazioni. Stando così le cose, abbiamo già risposto a due delle domande più gettonate degli ultimi tempi: 

– “Quindi lo Stato cinese, coinvolto con determinate aziende, avrebbe problemi ad auto-concedersi le autorizzazioni?”
Risposta: Il rilascio delle autorizzazioni non ha delle scorciatoie (tipica mentalità italiana), ma le aziende statali devono passare attraverso le normali procedure di controllo che, anzi, per loro prevede un apparato a ciò preposto: il SASAC.
 
– “Come mai questi cinesi sono riusciti ad esportare così facilmente 100M (quelli della caparra), mentre ci stanno mettendo tutto questo tempo per la restante parte? Non è che forse non hanno i restanti soldi?”.  
Risposta: la caparra è stata versata in due tranche: 15M all’atto della firma del preliminare e successivi 85M circa un mese dopo: entrambe queste cifre sono bel al di sotto dei 300M e dunque le autorizzazioni necessarie erano soltanto quelle locali che richiedevano tempi molto più brevi rispetto all’espatrio di 420M (equity) + 100M (all’atto del closing). In questo caso, invece, nella peggiore delle ipotesi parliamo di circa 120 giorni, ossia proprio il tempo che intercorre tra la firma del preliminare del 5 agosto e il 2/13 dicembre 2016.
Infatti nella cordata del Milan, stando alle indiscrezioni, dovrebbero essere presenti delle aziende statali e anche aziende quotate in borsa.
Ciò vuol dire che servirebbe l’approvazione di ben 5 diversi dipartimenti del governo cinese e questo allungherebbe inevitabilmente il rilascio delle autorizzazioni che, tuttavia, salvo ritardi non preventivabili, dovrebbero arrivare entro la data prestabilita: 13 dicembre 2016.
 
E’ bene sottolineare, infatti, che il periodo relativo all’esame e all’approvazione dei vari organismi non include quello utilizzato per l’ausilio di consulenti e le consultazioni con altri dipartimenti o con le relative ambasciate. Quindi parliamo di tempistiche al lordo di queste ulteriori approfondimenti. Non a caso CITIC ha impiegato 8 mesi per ottenere il rilascio della autorizzazioni necessarie ad esportare i 400M necessari ad acquistare il 13% del Manchester City.
 

Quindi, tornando a noi, è presumibile ipotizzare che:
1) nel corso dell’estate i cinesi abbiano ottenuto preventivamente l’approvazione dei primi 15M, transitati già in Europa;
2) all’atto della firma del preliminare abbiano versato subito 15M e nel contempo avviato le procedure relative allo sblocco dei successivi 85M, arrivati puntualmente dopo 35 giorni; 
3) contestualmente al versamento degli 85M, come da accordi, abbiano avviato lo sblocco per l’espatrio della restante parte, ben superiore ai primi spiccioli;

Per questi motivi, a meno che non si siano già avviati qualche giorno fa o non abbiano smobilitato a settembre ben più di 85M (es. 200M) usufruendo quindi delle procedure più snelle, è difficile che i cinesi possano far uscire altri 100M per una seconda caparra perché servirebbe comunque un mese per lo sblocco. Più verosimile, quindi, che in caso di proroga Fininvest debba accontentarsi di vedere i soldi su un conto vincolato ad Hong Kong, contestualmente allo svelamento dei soci finali (stendiamo un velo pietoso sulla rinegoziazione dell’influenza di Berlusconi che deciderebbe schemi e mercato). 

Ciò lascia presupporre che, ovviamente, la cifra totale sia stata già trovata. O pensate che questi cinesi siano dei filantropi che hanno deciso di versare la caparra senza aver prima trovato tutti i soldi, col rischio di buttare 100M? Non scherziamo. 

Il vero dilemma è che nessuno sa quale sia la cifra esatta che i cinesi hanno deciso di smobilitare. Chi ci dice, infatti, che non abbiano voluto tirar fuori dalla Cina anche gli investimenti relativi allo stadio? E i 350M pattuiti nel preliminare, di cui 100 all’atto del closing? In ogni caso la cifra dovrebbe essere inferiore a 2 miliardi di dollari. Quindi lo State Council (governo centrale) al 99% non metterà becco nelle varie autorizzazioni che, tuttavia, dovranno essere rilasciate da altri organismi pur sempre statali anche se di grado inferiore. Quelli “regionali”, infatti, sono serviti soltanto per la caparra. Ricordate che l’8 agosto (3 giorni dopo il preliminare) uscì il comunicato del governo della “contea” di Changxing, dov’è sorta la Sino-Europe?  Beh, adesso tutto dovrebbe essere più chiaro. 

Sperando di aver fatto cosa gradita ai più curiosi e, perché no, ai diversi organi di informazione che ultimamente non fanno che alimentare dubbi e confusione. 
 

Un saluto a tutti