Di Maio: Qui dentro ci siamo tutti.

Di Maio: Qui dentro ci siamo tutti.

Di Maio: Qui dentro ci siamo tutti.

Eletti, attivisti, simpatizzanti e gente comune. E’ un programma che rivoluziona le liturgie della vecchia politica.

Ricordatevi di iscrivervi, grazie

http://www.attivistam5s.com

                                                                               

                                                                       

Di Maio: il discorso di un nuovo e grande politico.

Di Maio: il discorso di un nuovo e grande politico.

LA FORZA DELLA VERITA’ E DEI FATTI INCONTROVERBILI
Sig.re e sig.ri, potete anche avere preconcetti verso Di Maio ed il M5S, ma questo è il primo politico italiano che fa un discorso simile. Questa è la politica che può salvare questo Paese, pulita, trasparente, innovativa. Potete continuare a fissare il dito e non vedere la Luna, ma prendete in giro voi stessi, NOI STESSI. Fino a quando?

MA I FATTI NON SONO CONTESTABILI, SI ASPETTANO SMENTITE A QUESTE PAROLE, MA DEBBONO ESSERE CIRCOSTANZIALI COME QUESTE. 

Salvini può contestare queste parole? ALLORA LO FACCIA, SMENTENDOLE E CHIARENDO COME SI SONO SVOLTI I FATTI.

SALVINI CI DICA COME SI SONO SVOLTI I CONTATTI TRA LA LEGA ED IL M5S.

LA GENTE DEVE SAPERE DI CHI E’ LA COLPA DI UN MANCATO GOVERNO PER IL PAESE.

E PERCHE’…….

                                                                                

Di Maio: “Vi spiego la trattativa del governo”

Di Maio: “Vi spiego la trattativa del governo”

Di Maio: “Vi spiego la trattativa del governo”

                                                                               

                                                                       

CI AVETE ROTTO IL CAZZO!

CI AVETE ROTTO IL CAZZO!

CI AVETE ROTTO IL CAZZO! SI, SI E’ VERO. 

Ci avete rotto il cazzo? SIIIII Le seghe mentali e la ricerca demenziale di qualcosa di sbagliato da parte di politici e giornalai sudditi, tentano di nascondere un fatto INELUDIBILE: IL SOGNO DI CASALEGGIO E GRILLO SI E’ AVVERATO E IN 7 ANNI ABBIAMO APERTO IL PARLAMENTO COME UNA SCATOLA DI TONNO

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Il pollaio, l’oca, il rincoglionito esaltato, il politicante

Il pollaio, l’oca, il rincoglionito esaltato, il politicante.

Il pollaio, l’oca, il rincoglionito esaltato, il politicante

Il pollaio, l’oca, il rincoglionito esaltato, il politicante
CHE BELLO SPETTACOLO, LA “CREME” E LA CLOACA DELLA TELEVISIONE ITALIANA.

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Diventa Ambasciatore del M5S e sali sul palco il 2 Marzo come ospite

Diventa Ambasciatore del M5S e sali sul palco il 2 Marzo come ospite.

Luigi Di Maio
 
Ciao a tutti! 
 
Manca ormai solo una settimana al 2 marzo, giorno in cui ci vedremo tutti a Roma, in piazza del Popolo, per chiudere insieme questa straordinaria campagna elettorale. Sarà un evento molto importante. Ci saremo io, Beppe Grillo, Alessandro Di Battista, Virginia Raggi e tutti i portavoce e i candidati del MoVimento 5 Stelle.
 
 

Per rendere questa serata davvero indimenticabile abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti quanti voi. Pertanto oggi lanciamo una nuova iniziativa speciale: potete diventare “ambasciatori a 5 stelle” ed essere protagonisti della serata salendo sul palco di piazza del Popolo con me, Alessandro, Beppe e gli altri!
 
In che modo? È semplicissimo! Iscrivetevi su partecipa.ilblogdellestelle.it e seguite queste semplici indicazioni: 
 

– crea la tua pagina personalizzata con il tuo nome e la tua foto per aiutarci a raccogliere fondi;

– condividi la tua pagina, invita i tuoi amici e aiutaci a raccogliere quante più donazioni possibili.

 

I 6 ambasciatori più bravi, insieme ai 4 fortunati che verranno sorteggiati tra i donatori, avranno la possibilità di salire sul palco il 2 marzo. I donatori che sosterranno gli ambasciatori saranno premiati con i gadget ufficiali della campagna elettorale.

 
Forza non perdere tempo, diventa un “Ambasciatore a 5 Stelle” Ti aspettiamo il 2 Marzo a Roma! 
 
Partecipa. Scegli. CAMBIA! 

 

Volete ancora votare per questi? “Gli avvoltoi della politica hanno sempre fame”

Volete ancora votare per questi? “Gli avvoltoi della politica hanno sempre fame”, potete farlo, nessuno ve lo vieta, ma prima GUARDATE  a quali persone state dando fiducia. La meritano ancora oppure è il momento di dare il voto al Movimento 5 Stelle, a gente che combatte queste cose che vedrete? E’ in gioco la nostra salute, volete giocare sulla vostra salute e quella dei vostri figli e nipoti? Pensaci prima di dare il voto a chi vi avvelena.

di Luigi Di Maio

L’inchiesta giornalistica di Fanpage.it svela un sistema noto a tutti che finalmente viene fissato in video. Smaltimento di fanghi industriali, bandi di gara che vanno deserti, la politica che controlla i bandi e poi affida i lavori agli amici degli amici. Soprattutto mazzette su mazzette, milioni di euro rubati alla collettività. Il quadro devastante che emerge è di un’ampia e profonda corruzione che lega insieme tutti i partiti politici che gestiscono la cosa pubblica. Da destra con Passariello capolista di FDI indagato, a Roberto De Luca PD, figlio del governatore della Campania e anche lui indagato. Quando c’è da mangiare e affamare i cittadini la grande colazione funziona sempre.

Il figlio di Vincenzo De Luca, da assessore al Bilancio del comune di Salerno, si interessa di appalti in regione Campania dove il papà comanda. Come può accadere una cosa del genere, perché può interessarsi di appalti che non sono di sua competenza?

Il Movimento 5 Stelle in regione Campania aveva già acceso un faro sulla SMA ben sei mesi fa, la partecipata della regione Campania con un esposto. La cosa più incredibile è la figura di Passariello, pretoriano di Giorgia Meloni in Campania, presidente della commissione d’inchiesta sulle partecipate. Controllato e controllore in fin dei conti erano la stessa persona.

Sei mesi fa il Movimento 5 Stelle ha quindi presentato un esposto alla Procura della Corte dei Conti per valutare l’ipotesi di danno erariale, alla luce di tre proroghe consecutive dei lavori della Commissione regionale d’inchiesta, chieste dal presidente Luciano Passariello e puntualmente concesse dall’aula del Consiglio, attraverso una palese forzatura dello Statuto. Dopo due anni e una ennesima proroga di 60 giorni, i lavori della Commissione non hanno ancora prodotto nulla.

Nel frattempo arrivano le elezioni e c’è bisogno di soldi e appoggi e quindi l’appalto con il finto imprenditore si deve fare.

Le cifre sono chiare: da 135 euro a tonnellata di fanghi da smaltire, già comprensivi di tasse per tangenti, si arriva a 175 euro a tonnellata: tanta la politica che deve mangiare, tanta la politica che deve guadagnare. Un affare che frutterebbe ben 170 mila euro al mese solo per le tasche degli indagati.

Ma l’aspetto più grave di questa inchiesta è l’indagine a carico dei giornalisti di Fanpage: accusati di corruzione perché hanno potuto fare quello che la legge non permette di fare alle forze dell’ordine e alla magistratura: essere agenti provocatori. Il Movimento ha da sempre proposto un’apposita legge per dare i giusti mezzi per scoperchiare la corruzione e il malaffare. Tutti i partiti si sono sempre opposti, perché sanno come andrebbero a finire. Un agente provocatore è una figura necessaria nella nostra società. I giornalisti si sono finti imprenditori e così hanno potuto scoprire gli appetiti e i meccanismi che ruotano attorno alla gestione dei rifiuti nella Pubblica Amministrazione.

                                                                       

Non si può sperare di avere una società libera dalla corruzione se poi si hanno armi spuntate per combattere una battaglia così importante.

Oggi abbiamo giornalisti che pubblicano fake news e non hanno neanche una sanzione, invece i giornalisti che svelano la corruzione vengono indagati. Questa è la fotografia dell’attuale sistema informativo in Italia.

In regione Campania molti stanno tremando e stanno correndo a nascondersi, ma le prove sono evidenti e acquisite dalla procura. Si ripete la storia della politica italiana: dai rifiuti alle mazzette al consenso elettorale. Ovviamente i soldi sono quelli pubblici, rubati ai cittadini che invece di ricevere servizi si prendono l’avvelenamento della propria terra pagato con le loro tasse.  

Una follia che non si ferma solo in Campania, ma è la follia di questa classe politica che avvelena ogni cosa che tocca. L’inchiesta è solo all’inizio e travolgerà un pezzo molto grande di un sistema corrotto ma non tutto. Per farlo crollare è necessario avere persone oneste e con le mani libere. Queste immagini devono fissarsi nella testa e non dimenticarle, perché se le cose vanno male ci sono i nomi e cognomi dei responsabili. Le elezioni sono alle porte e bisogna scegliere ora che futuro vogliamo per noi e per i nostri figli. Un futuro con queste persone al comando o un futuro in cui al primo posto c’è la qualità di vita degli italiani che solo il Movimento 5 Stelle ha a cuore.

 

ORA CONTA SOLO: “Volantinaggio, gazebo, banchetti e comunicare con le persone”

ORA CONTA SOLO: “Volantinaggio, gazebo, banchetti e comunicare con le persone, in qualsiasi posto ed occasione”.  Se i nostri rappresentanti scendono per strada, per parlare con le persone, E’ IL MINIMO CHE ANCHE NOI POSSIAMO FARE. ATTIVATEVI E CONDIVIDETE. Cercate il meetup più vicino e troverete volantini. Abbiamo bisogno di tutti. TUTTI VOI. Facebook non serve da oggi in poi, lo dobbiamo usare solo per comunicare e incitare all’attivismo sul territorio. 

NUOVA BATTAGLIA, NUOVA BANDIERA SUL MIO BALCONE

GUARDATE IL VIDEO, SE LO FA “NICOLA MORRA” e la candidata alla camera al mercato di Rogliano (Cosenza), NOI CITTADINI NON POSSIAMO ESSERE DA MENO.

Facebook non serve da oggi in poi, lo dobbiamo usare solo per comunicare e incitare all’attivismo sul territorio. 

Un vero attivista o simpatizzante deve dare altrettanto. 

IL RISULTATO DIPENDERA’ DAL NOSTRO IMPEGNO, POI NON CI SARANNO SCUSE CHE TENGANO.

Contattate il meetup più vicino troverete materiale pubblicitario e date un aiuto a girare sul proprio territorio e PARLARE CON LA GENTE. Grazie.

Condividete questo post E’ TROPPO IMPORTANTE.

Grande discorso di Alessandro Di Battista a Pontedera

Grande discorso di Alessandro Di Battista a Pontedera

La sua parola d’ordine, IMPEGNO, ATTIVISMO, INCONTRARE LE PERSONE a pochi giorni dalle elezioni dobbiamo fare il MASSIMO SFORZO

Grande discorso di Alessandro Di Battista a Pontedera

Amici a 5 Stelle ora dobbiamo parlare sul territorio con le persone deluse e che non vogliono andare a votare o sono indecisi

                                                                     

Alessandro svernicia Formigli, Padellaro e miss italia del giornalismo.

Grande risposta al solito plotone inquisitorio “RISERVATO ESCLUSIVAMENTE” ai rappresentanti del M5S. Agli altri partiti si fanno “tappetino e tirano fuori la lingua sbavante”. 

Grande discorso di Alessandro Di Battista a Pontedera

La parola d’ordine è, IMPEGNO, ATTIVISMO, INCONTRARE LE PERSONE a pochi giorni dalle elezioni dobbiamo fare il MASSIMO SFORZO.

Amici a 5 Stelle, ora dobbiamo parlare sul territorio con le persone deluse e che non vogliono andare a votare o sono indecisi.

Non c’è alternativa per prendere i voti che sui social non possiamo intercettare, perchè tante persone non sanno il nostro programma e dobbiamo parlarci per dire loro le grandi cose che vogliamo fare.

Mi raccomando facciamo capire con poche parole le nostre idee di programma e……. umiltà, umiltà e umiltà.

                                                                     
                                                                 

Il M5S candida la lotta alle “cosche”……gli altri candidano le “cosche”.

M5s, tra i candidati anche i testimoni di giustizia: l’imprenditore anti ‘ndrangheta e la prima collaboratrice di Borsellino.

In Calabria correrà per i 5 stelle Pino Masciari, mentre si lavora sul nome di Gaetano Saffioti, un altro simbolo della ribellione alle cosche.

In Sicilia Piera Aiello, la prima testimone di giustizia in Italia.

 

Poi oltre a professori e avvocati, tra cui un relatore del rapporto Ecomafia 2017, anche l’archeologa che denunciò la cementificazione di Capo Colonna e il chirurgo che raccontò del concorso “senza bando” nell’ateneo Tor Vergata

 

Emilia Romagna in campo con il M5s a Ferrara ci sarà l’ex magistrato Ezio Roi, in prima linea nella campagna per il no al Referendum Costituzionale

Testimoni di giustizia in Calabria, imprenditori che si sono ribellati alla ‘ndrangheta. Un’altra in Sicilia, collaboratrice di Paolo Borsellino. Ma anche la donna che denunciò la cementificazione di Capo Colonna e le irregolarità dello stadio “Ezio Scida” a Crotone. Poi il chirurgo romano che raccontò le pressioni da parte del rettore del suo Ateneo su un concorso. E a Ravenna uno dei relatori del rapporto Ecomafia 2017. Sono alcuni nomi dei candidati ai collegi uninominali del Movimento 5 stelle: una rosa che verrà annunciata lunedì 29 gennaio, termine di scadenza per la deposizione delle liste. Come Luigi Di Maio aveva annunciato, il M5s sta puntando su “nomi forti”. Oltre ai già noti, come il docente dell’università di Pretoria Lorenzo Fioramonti (aveva raccontato la sua storia di cervello in fuga a ilfattoquotidiano.it), il giornalista Gianluigi Paragone, il presidente del Forum disabili Vincenzo Zoccano e il giornalista Emilio Carelli, ci saranno altri professori, giornalisti, industriali e magistrati. Ma soprattutto ci saranno persone della società civile: simboli dell’antimafia, delle battaglie in difesa dei beni culturali o della correttezza di un concorso.

Pino Masciari, imprenditore con alle spalle una battaglia di più di 20 anni alla ‘ndragheta

 
 
 
 
 
Si parte dalla Calabria, dove i 5 stelle puntano sui testimoni di giustizia. Correrà Pino Masciari, imprenditore con alle spalle una battaglia di più di 20 anni alla ‘ndragheta. Originario di Catanzaro, Masciari diventa conosciuto a metà degli anni Novanta per essersi ribellato alle cosche, denunciando alcuni esponenti di spicco della malavita calabrese e i loro rapporti con la politica e le istituzioni. Le sue dichiarazioni hanno mandato in carcere diversi boss, ma hanno anche messo in pericolo di vita lui la sua famiglia. Per questo dal 1997 è sottoposto, insieme alla moglie e ai due figli, a un programma speciale di protezione.

Accanto a Masciari ci potrebbe essere un altro imprenditore dalla storia simile, Gaetano Saffioti. Per lui è pronto il collegio di Reggio-Gioa Tauro, ma pur apprezzando l’offerta non avrebbe ancora accettato. A inizio anni ’80 Saffioti ha fondato un’impresa di costruzioni e vinto vari appalti pubblici e privati, prima che la ‘ndrangheta iniziasse a minacciarlo e a sottoporlo a richieste di estorsione tramite minacce, intimidazioni e danneggiamenti. Saffioti ha deciso di denunciare tutto alla magistratura. Con le sue dichiarazioni ha mandato in carcere 48 esponenti delle famiglie mafiose dei Bellocco, Mazzagatti, Romeo, Nasone, Piromalli e Gallico. Da 16 anni vive a sotto scorta a Palmi.

Il Movimento 5 stelle ha pensato invece a un’altra testimone di giustizia in Sicilia, dove correrà Piera Aiello

La donna denunciò gli assassini del marito Nicolò Atria, il figlio del mafioso Vito che aveva sposato appena 18enne. Atria, come il padre, fu ucciso nel ristorante della Aiello nel 1991. Dopo quell’omicidio nella donna scattò qualcosa e divenne la prima testimone di giustizia in Italia, lavorando al fianco di Borsellino.

 

 

L’avvocato David Zanforlini candidato per la Camera al collegio di Ravenna. Zanforlini, ferrarese e molto conosciuto in città, è stato di recente relatore del rapporto Ecomiafia 2017

 

In Emilia Romagna in campo con il M5s a Ferrara ci sarà l’ex magistrato Ezio Roi, in prima linea nella campagna per il no al Referendum Costituzionale, mentre a Ravenna è

stato scelto David Zanforlini, avvocato presidente nazionale dei centri di azione giuridica di Legambiente e relatore del rapporto Ecomafia 2017. Nelle Marche per la Camera nel collegio di Ascoli Piceno verrà scelto secondo Il Corriere della Sera Roberto Cataldi, legale che dirige una rivista telematica di informazione giuridica. Ad Ancona invece Mauro Coltorti, professore ordinario alla Facoltà di Scienze Ambientali dell’Università di Siena. Un altro accademico a Torino, dove per il Senato ci sarà Giuseppe Mastruzzo, direttore dell’International University College of Turin. Nel 2011, insieme a Stefano Rodotà, ha condiviso la battaglia referendaria per l’acqua bene comune. Un ingegnere, scrive sempre il Corriere, correrà infine a Matera: è Gianluca Rospi, presidente dell’ordine provinciale.

 

Le coperture del programma Movimento 5 Stelle.

Le coperture del programma Movimento 5 Stelle.

Quelli “capaci” non sanno ancora che faranno da grandi. Ma veramente vorresti VOTARE per gente che non sai cosa faranno, con chi la faranno e che non hanno MAI RISPETTATO QUELLO CHE DICEVANO AVREBBERO FATTO?

di MoVimento 5 Stelle

Testa e cuore. Una visione a lungo termine e la passione per realizzarla. Ma anche il senso di responsabilità e le mani libere che solo il MoVimento 5 Stelle può garantire agli italiani, dopo almeno 25 anni di una politica che ha eroso i redditi di lavoratori e pensionati, ha intaccato il risparmio dei cittadini, ha ucciso la speranza dei ragazzi e li ha cacciati all’estero, ha sepolto le imprese sotto una montagna di tasse, ha massacrato il territorio e ha lasciato l’Italia indietro rispetto ai partner più competitivi.

SCARICA IL VOLANTINO DEL PROGRAMMA M5S http://www.ilblogdellestelle.it/immagini/immagini/Volantino%2020%20punti_def.pdf

LE COPERTURE

I 20 punti per la qualità della vita degli italiani liberano nuove energie e ci proiettano verso un’altra idea di Paese. Tutti ci chiedono: da dove prenderete i soldi? I soldi ci sono, eccome, in un bilancio da 800 miliardi. Basta avere lungimiranza e, appunto, le mani libere da condizionamenti di lobby e gruppi di interesse che finora hanno sempre prosperato in modo parassitario, attaccati alle gonne dello Stato.

Per far contenti gli scettici, partiamo proprio dalle cosiddette “coperture” (i serbatoi da cui prendiamo i soldi per attuare il nostro programma). Fondamentalmente sono tre: 1) circa 30 miliardi annui, a regime, di spending review in senso stretto (compreso 1 miliardo di tagli ai costi della politica e senza considerare la foresta di agevolazioni fiscali) che sono stati già individuati da una sequela di commissari alla spesa, con in testa Carlo Cottarelli (ma i partiti preferiscono tagliare i commissari piuttosto che la spesa); 2) 40 miliardi l’anno, a regime, di tax expenditures (agevolazioni fiscali) che si possono ripensare e spostare da obiettivi dannosi o improduttivi verso finalità ad alto moltiplicatore (in totale l’erosione fiscale dovuta ad esenzioni, detrazioni e deduzioni supera i 300 miliardi); 3) infine il MoVimento 5 Stelle farà una riflessione politico-economica su 10-15 miliardi di maggiore deficit annuo che comunque, partendo da una base programmatica dell’1,6 di deficit/Pil 2018, ci terrebbe ancora abbondantemente sotto il vetusto e stupido parametro del 3%.

Tirando una prima somma, dunque, stiamo parlando di 70 miliardi di coperture annue a regime derivanti da tagli agli sprechi, più una quota di maggiore deficit da decidere (anche in base al ciclo economico). Con l’obiettivo, però, di ridurre del 40% il debito/Pil in 10 anni.

GLI INVESTIMENTI PER 50 MILIARDI

Il cuore della nostra visione per il rilancio del Paese è il piano da 50 miliardi in cinque anni di investimenti pubblici produttivi. La spesa buona che i governi hanno tagliato per fare austerity e che serve a rilanciare la domanda aggregata: green economy, bonifiche, rete idrica, rete elettrica, adeguamento sismico, mobilità pulita e sostenibile, dissesto idrogeologico, riqualificazione urbanistica, edilizia scolastica e sanitaria, banda ultra larga, infrastrutture immateriali. Settori che, a differenza delle grandi opere inutili, creano centinaia di migliaia di posti di lavoro e non offendono il territorio.

Non è lo Stato che ritorna contro il mercato, ma lo Stato che fa nuovo mercato e mercati nuovi in cui possono fiorire start-up e occasioni di lavoro per i giovani. E’ lo Stato innovatore, un grande “business angel” che finanzia alcune delle idee del futuro da cui si genera ricchezza.

Per la digitalizzazione della Pa, invece, ci sono già 5,7 miliardi dell’agenda digitale. Ma non esiste una “smart nation” senza un rilancio forte di formazione, università e ricerca. Entro la legislatura, riportiamo la spesa in media con l’Unione europea: al 5% del Pil per la formazione e al 3% per la ricerca. Servono 25 miliardi che però hanno un moltiplicatore altissimo e darebbero ingenti entrate allo Stato.

Gli investimenti possono essere coperti in parte con i piani di spending review e in parte con maggiore deficit. Ma il MoVimento conta pure di ricavare 5-9 miliardi nel corso della legislatura dal taglio delle già citate grandi opere inutili.

LO SHOCK FISCALE

Accanto alla leva degli investimenti, il MoVimento 5 Stelle darà uno shock fiscale in favore di imprese e cittadini. Alle aziende dimezziamo la tassa più odiata: l’Irap. Oggi costa 21 miliardi, se ne possono eliminare almeno 11-12 usando il taglio trasferimenti improduttivi (7 miliardi a regime, ciò che resta dello studio Giavazzi-Cottarelli) e una quota di tax expenditures riviste (gasolio, accise, ecc…). Ma a fine legislatura potremmo arrivare persino ad abolirla, se il ciclo economico, come immaginiamo, lo consentirà.

Sul fronte dell’Irpef (e quindi del cuneo fiscale nel caso del lavoro dipendente), rivediamo il sistema dell’imposizione in modo da semplificare, garantendo comunque progressività. L’impianto sarà a tre aliquote, ogni cittadino pagherà meno di quanto paga oggi, il risparmio per il ceto medio è oltre mille euro all’anno. La no tax area sale a 10mila euro (con benefici che si ripercuotono fino a 55mila euro di reddito) e in relazione al nucleo familiare la stessa no tax area arriva fino a 26mila euro. La riforma costerebbe oltre 13 miliardi (un intervento di rilievo), ma in essa inglobiamo gli 80 euro e ne utilizziamo le coperture: rifiutiamo infatti la logica del bonus del tutto regressivo (senza quoziente familiare e per giunta “flat”, nel senso che è uguale per tutte le categorie di reddito che lo percepiscono) e preferiamo una riforma organica dell’Irpef che distribuisce in modo più esteso e progressivo i benefici fiscali (a partire dai ceti medio-bassi). Dunque, restano poi poco meno di 4 miliardi scoperti che compensiamo con le tax expenditures.

BEN 17 MILIARDI ALLE FAMIGLIE

L’Italia è il Paese con il più basso tasso di natalità in Ue. La Francia è in cima alla classifica. Dobbiamo aumentare progressivamente fino a un punto di Pil in più la spesa per il welfare familiare, in modo da portarci sul livello francese. La spesa a regime è 17 miliardi annui.

Si tratta di riorganizzare i sostegni per il baby sitting e per l’acquisto dei prodotti dell’infanzia. Bisogna pure coinvolgere gli enti locali, rafforzando le loro dotazioni (per asili, assistenza…) con trasferimenti pubblici. Ma anche le imprese, sostenendone le politiche family friendly.

Le detrazioni per colf e badanti possono essere in parte coperte con l’introduzione di efficaci controlli anti-evasione (modello “Red colf”) sul pagamento dei loro emolumenti. Per il resto si compensa con un mix di agevolazioni tra quelle rivedibili già citate e tagli agli sprechi. E va considerato che questo piano si avvarrà anche di 2,5 miliardi strutturali già previsti per il Reddito di inclusione (dal canto suo rimpiazzato dal Rdc, una misura più grande, più seria, più orientata alle politiche attive e alla competitività del fattore lavoro e quindi anche delle imprese).

SUPERAMENTO DELLA FORNERO

Il MoVimento 5 Stelle ha promesso il superamento della riforma Fornero sulle pensioni. Oggi c’è troppa flessibilità in ingresso del mondo del lavoro e troppa rigidità in uscita. Vogliamo dare più libertà a chi vuole progettare il proprio futuro e consentire ai giovani di inserirsi con più facilità. Sia la Pa che le imprese, infatti, hanno bisogno di uno svecchiamento che garantisca loro efficienza e competitività.

Una certa flessibilità in uscita intorno a quota 100, la quota 41 per lavoratori precoci, opzione donna e la staffetta generazionale (già finanziata) sono gli elementi centrali del pacchetto che costa 7,5-8 miliardi annui. Ai quali si aggiungono 3 miliardi annui per il blocco graduale dell’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita. Il MoVimento 5 Stelle li copre, a regime, per 4 miliardi con la spending review e per circa 6,5 miliardi con le tax expenditures sul settore lavoro (disponibili fino a 10 miliardi annui). Si possono utilizzare pure le risorse legate a mancette poco influenti come l’ape social, che viene inglobata.

SANITA’ E SICUREZZA

Il MoVimento 5 Stelle punta a riportare la spesa oltre il 6,5% del Pil in favore della sanità pubblica. Facciamo tra l’altro investimenti in prevenzione, puntiamo sulla digitalizzazione e aumentiamo il Fondo non autosufficienze. Servono 12,5 miliardi nella legislatura per il nostro programma. Come coperture, a una parte dei sussidi e agevolazioni su fossili o dannosi per l’ambiente (in totale 16,6 miliardi annui così come certificati dal ministero dell’ambiente) si aggiungono il payback delle case farmaceutiche e i risparmi legati alla distribuzione diretta dei farmaci ospedalieri (circa 1 miliardo di gettito l’anno, 4 miliardi a legislatura).

Sulla sicurezza, ripensiamo e rendiamo strutturale l’operazione “strade sicure”. Invece dell’esercito, la affidiamo alle forze dell’ordine. Il MoVimento 5 Stelle assume 10mila unità e altre 10mila per rafforzare le commissioni territoriali che valutano le domande di diritto d’asilo, in modo da accelerarne le risposte. L’operazione costa complessivamente 1 miliardo l’anno che copriamo con la riduzione delle spese per le missioni internazionali (oltre 500milioni l’anno) e il superamento della pensione ausiliaria (400 milioni annui).

GIUSTIZIA E DIFESA

Il MoVimento 5 Stelle prevede poi 4 miliardi di investimenti a legislatura in ricerca e innovazione legati alla cyber security. Invece sulla giustizia assumeremo 5mila amministrativi e 1.400 magistrati per rendere più efficiente e rapido il comparto (costo a regime 600 milioni annui). In totale, tra spesa in conto capitale e spesa corrente, si tratterebbe di circa 7 miliardi, coperti con un mix di spending review sulla difesa e revisione delle tax expenditures.

IL REDDITO DI CITTADINANZA

E’ vero che 5 miliardi di agevolazioni e 2,5 miliardi di tagli agli sprechi (pescando dai serbatoi già citati) ci serviranno, all’inizio, per mettere in piedi il Reddito di cittadinanza (già contemplati nelle coperture della misura). Ma il Reddito di cittadinanza tende a ripagarsi da solo sia in ragione degli spazi che apre ai consumi sia perché ci sosterrebbe nel dibattito con la Ue circa una revisione del nostro Pil potenziale, dell’output gap e dunque in merito ai più ampi margini finanziari utilizzabili persino a regole invariate. Senza dimenticare che la riforma dei centri per l’impiego darà forza lavoro qualificata a sostegno della competitività delle imprese.

TIRANDO LE SOMME…

Tirando le somme, i punti salienti del nostro programma, Reddito di cittadinanza incluso, valgono a regime una spesa annua intorno ai 75 miliardi. Il MoVimento 5 Stelle può arrivare a coprirli, dunque, senza dover fare i salti mortali. Anzi.

Peraltro, si tratta di calcoli a bocce ferme, che non tengono conto degli effetti benefici sulla crescita, effetti che utilizzeremo per due finalità chiave: garantire maggiore benessere ai cittadini attraverso la conversione del sistema e abbattere il debito/Pil.

Il MoVimento 5 Stelle è l’unico che può realizzare il proprio programma senza alcun condizionamento (di alleati riottosi o lobby fameliche). Abbiamo le mani libere per fare il bene degli italiani.

 

Il 99% della ricchezza in mano all’1% della popolazione. Quale futuro ci attende?

Rapporto Oxfam: il 99% della ricchezza in mano all’1% della popolazione. Ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri. Il divario cresce, nel mondo e anche in Italia. Con questo trend, dove andiamo a finire?

Ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri. CHE BEL FUTURO CI ATTENDE!!!!

E L’italia? l’Italia occupa la ventesima posizione su 28 paesi Ue per la disuguaglianza di reddito disponibile. La disuguaglianza è crescita esponenzialmente sia con Berlusconi ed il Centro Destra che con Renzi ed il Centro Sinistra. (Che bella sinistra ed il Berlusconi operaio è morto!!!!).

Il divario cresce, nel mondo e anche in Italia, L’Italia è infatti parte integrante della fotografia mondiale che vede contrasti.

La ricchezza è sempre più concentrata in poche mani.

  • A metà 2017 il 20% più ricco degli italiani deteneva oltre il 66% della ricchezza nazionale netta,

  • Il successivo 20% ne controllava il 18,8%,

  • Lasciando al 60% più povero appena il 14,8% della ricchezza nazionale.

  • In Italia – è un’altro dei dati allarmanti – la quota di ricchezza dell’1% più ricco degli italiani supera di 240 volte quella detenuta complessivamente dal 20% più povero della popolazione.

  • Il divario, poi, cresce. Nel periodo 2006-2016 la quota di reddito nazionale disponibile lordo del 10% più povero degli italiani è diminuita del 28%, mentre oltre il 40% dell’incremento di reddito complessivo registrato nello stesso periodo è andato al 20% dei percettori di reddito più elevato.

  • L’1% più ricco della popolazione mondiale continua a possedere quando il restante 99%. Ma si arricchisce sempre di più: l’82% dell’incremento di ricchezza netta registrato nel mondo tra marzo 2016 e marzo 2017 è andato in tasca a questi Paperoni. Nemmeno un centesimo, invece, è finito alla metà più povera del pianeta, che conta 3,7 miliardi di persone. Il contrasto è evidente visto che, conti alla mano, ogni due giorni si registra l’arrivo di un nuovo miliardario.

L’ong britannica Oxfam ha pubblicato un nuovo rapporto sulla ricchezza nel mondo alla vigilia del World Economic Forum di Davos, che vedrà riuniti nella cittadina svizzera il gotha mondiale dell’economia e della politica. «Ricompensare il lavoro, non la ricchezza», è il titolo del report che utilizza i dati elaborati dal Credit Suisse tenendo conto di nuove informazioni che arrivano sui nuovi ricchi di Russia, Cina e India.

Il rapporto si sintetizza in due parole: «miseri e disuguali». «Un miliardario ogni due giorni non è sintomo di un’economia fiorente se a pagarne il prezzo sono le fasce più povere e vulnerabili dell’umanità», afferma la presidente di Oxfam Italia, Maurizia Iachino.

La sezione italiana dell’organizzazione, in vista delle elezioni politiche italiane, ha inviato una lettera ai candidati premier: un’indagine realizzata da Demopolis per l’organizzazione indica che il 61% degli italiani percepisce una crescita della disuguaglianza nel Paese. Per questo la lettera propone interventi su fisco, lavoro, spesa pubblica.

L’indice di Oxfam, in quest’ultimo rapporto, è puntato sul lavoro, sempre più sotto-retribuito e precario, pieno di abusi e rischi. «Basta pensare – spiega Maurizia Iachino – che oggi il 94% degli occupati nei processi produttivi delle maggiori 50 compagnie del mondo è costituito da persone “invisibili” impiegate in lavori ad alta vulnerabilità senza adeguata protezione». Un dato rende bene il paradosso di un lavoro meno pagato della ricchezza. 

Nel settore dell’abbigliamento gli azionisti dei cinque principali «marchi» hanno riscosso nel 2016 dividendi per 2,2 miliardi di dollari: basterebbe un terzo di questa cifra per garantire un salario dignitoso a 2,5 milioni di vietnamiti che lavorano nello stesso settore, producendo un capo che magari ora stiamo indossando.

Ma il divario è anche tra lavoro e lavoro: basta un giorno da amministratore delegato in Usa per guadagnare quanto un lavoratore della stessa compagnia in un solo anno. Proprio per questo, tra le proposte di Oxfam, c’è quella di porre un tetto ai superstipendi dei top manager per impedire che il divario superi il rapporto 20 a 1.

La linea che separa il ricco dal povero in Brasile = UN MURO

Le disparità tra top manager e lavoratori 
I salari non hanno mantenuto il passo con la produttività e il lavoro vale sempre meno: con il rischio di un avvitamento dovuto al ricorso al credito non garantito, come è accaduto nella crisi del 2008. È l’allarme contenuto nel rapporto Oxfam sulla ricchezza che quest’anno sceglie di focalizzare all’attenzione proprio sulla necessità di «ricompensare il lavoro, non la ricchezza». 

I dati indicano come ad un costante incremento dei profitti di azionisti e top manager corrisponde un peggioramento altrettanto costante dei salari e delle condizioni dei lavoratori.

Con una discriminazione che – come dimostrano anche gli ultimi dati dell’Onu – diventa ancora più acuta per le donne. Oxfam ha messo a punto dei confronti che consentono di comprendere meglio. 

Il primo riguarda la remunerazione della ricchezza nel settore dell’abbigliamento. Nel 2016 i primi cinque marchi del settore hanno pagato agli azionisti dividendi per 2,2 miliardi di dollari: basterebbe un terzo di questi denari per dare un salario dignitoso ai 2,5 milioni di vietnamiti impiegati nello stesso settore, le cui storie sono raccontati in una video inchiesta della Ong. 
Bisognerebbe – suggerisce Oxfam nelle proposte inviate ai governi – incentivare modelli imprenditoriali che adottino politiche di maggiore equità retributiva e sostengano livelli salariali dignitosi, fissando anche livelli minimi. Ma anche qualche tetto. Il rapporto tra la paga di un top manager e un suo dipendente non dovrebbe superare “mai” la quota di 20 a 1. Ora invece non è così.

Nel Regno Unito i manager esecutivi delle prime 100 compagnie quotate percepiscono 130 volte lo stipendio di un dipendente. Negli Usa, invece, si calcola che un amministratore delegato possa percepire in poco più di un giorno una cifra pari al reddito medio che un lavoratore della sua stessa compagnia percepisce in un anno.

Disoccupate e schiave, la fotografia delle donne italiane

Disoccupate e schiave, la fotografia delle donne italiane

Ma, nel lavoro, c’è una categoria ancora più bistrattata. È quella delle lavoratrici. Le donne subiscono in media un divario retributivo del 23%, spiega Oxfam rilanciando l’allarme dell’Onu.

E questo vale per tutte le fasce di ricchezza se si pensa che 9 miliardari su 10 sono uomini. Inoltre sono loro a subire le maggiori vessazioni. «In ogni parte del mondo abbiamo raccolto testimoniane di donne schiacciate dall’ingiustizia e dalla diseguaglianza – racconta Maurizia Iachino, presidente italiana di Oxfam – In Vietnam le lavoratrici del settore abbigliamento non vedono i loro figli per mesi, per via delle lunghissime giornate lavorative.

Negli Usa abbiamo scoperto che alle lavoratrici dell’industria del pollame non era consentito andare in bagno ed era imposto di indossare i pannolini». 

E in Italia? Nel 2016 le donne rappresentavano appena il 28,4% dei profili dirigenziali e, nel global gender gap del Wef, che misura i divari uomo-donna, l’Italia è solo all’82mo posto su 144 Paesi.

Certo non è il Bangladesh dove il top manager di una delle prime cinque compagnie dell’abbigliamento guadagna in 4 giorni quando una sua lavoratrice in una intera vita, ma è un dato che dovrebbe far riflettere per un Paese (L’ITALIA) che si fregia di essere tra le prime sette-otto economie del mondo.

NOI DEL MOVIMENTO 5 STELLE VOGLIAMO FARE LA NOSTRA PARTE, PER FERMARE QUESTA FOLLIA, CHE PORTERA’ ALLA RIBELLIONE DELLE CLASSI PIU’ POVERE. NON HANNO ALTRA SOLUZIONE. 
                                                  
 

Video-Messaggio urgente di Alessandro Di Battista

Video-Messaggio urgente di Alessandro Di Battista – Vediamo e condividiamo. Importantissimo

Cari amici,

Siamo agli sgoccioli, manca molto poco alle prossime elezioni politiche.

Il MoVimento 5 Stelle ce la può fare, se riusciremo a fare una grande campagna elettorale.

Io credo che riusciremo a vincere le prossime elezioni, ci credo tanto, vedo i partiti politici che si difendono reciprocamente, che tentano di spaventare gli italiani per un possibile governo del MoVimento 5 Stelle.

Lorsignori sono terribilmente spaventati e hanno anche ragione: faremo nuove leggi sui costi della politica e sul taglio dei vitalizi, sulla creazione di una banca pubblica di investimento per le imprese gestita dallo Stato.

Abbiamo norme pronte sulla trasparenza bancaria, per la tutela del risparmio dei cittadini, norme anticorruzione.

Abbiamo pronto il Reddito di cittadinanza per rendere la povertà illegale.

Oltretutto, se passasse il Reddito di cittadinanza, si annienterebbe il voto di scambio, un cancro del nostro paese e certi soggetti politici senza voto di scambio non verrebbero mai eletti.

Per questo vi chiediamo un sostegno economico: Luigi sta girando l’Italia e io anche nel mese di febbraio partirò, sarà qualcosa di grande come il Costituzione Coast to Coast.

Anche se non sarò candidato per me non cambia niente, sosterrò il MoVimento 5 Stelle, il mio unico obiettivo è vincere le elezioni, permettere al Movimento 5 Stelle di andare al governo e a Luigi Di Maio di essere il futuro presidente del consiglio.

Sosteneteci con una donazione: http://www.movimento5stelle.it/programma/donazioni.html 

Sapete come siamo, abbiamo rifiutato 42 milioni di euro di rimborsi elettorali, ci siamo tagliati tanti soldi dei nostri stipendi e questo è il segnale di credibilità che noi mettiamo sul piatto e attraverso il quale ci sentiamo assolutamente in diritto di chiedervi un sostegno volontario. Microdonazioni, perché attraverso le microdonazioni noi riusciamo a fare la nostra campagna elettorale.

E soprattutto non dobbiamo dire grazie a nessuno, a parte l’unico nostro lobbista: il popolo italiano.

Sosteneteci! Viva il MoVimento 5 Stelle!

                                                                    

Poco Facebook, TANTO contatto diretto. E’ l’unica ricetta.

Poco Facebook, tanto contatto diretto. Lo fanno Di Maio, Di Battista e tanti altri, perchè noi no? E’ l’unica ricetta per farci fare quel salto DECISIVO. Ogni occasione deve essere sfruttata per convincere un indeciso o uno che non vota. NON CI SONO ALTERNATIVE.

Poco Facebook, tanto contatto diretto, lo fanno Di Maio, Di Battista e tanti altri, perchè noi no?

Giuseppe Pompili – Attivista Certificato

E’ inutile nasconderlo: il 4 Marzo sarà il momento in cui i cittadini italiani potranno presentare il conto ai partiti e alla politica.

Sarà il momento nel quale ogni italiano potrà esprimere il proprio dissenso verso i politici e i partiti che hanno portato in circa 20 anni lì’Italia al disastro economico, sociale, produttivo ed etico nel quale si trova.

Sarà il momento in cui poter esprimere un vero e proprio verdetto di condanna, senza appello, verso i ladri, verso le caste, verso gli affaristi, verso i corrotti, verso i lobbisti e i mafiosi che hanno occupato le poltrone nazionali, facendo soltanto i loro interessi personali e riducendo la gente alla povertà come mai era successo prima.

Ricordiamoci il 4 Marzo di non dare alcuna ulteriore possibilità a chi ha tradito la Costituzione e la Repubblica di poter tornare a sedersi in Parlamento e al Governo e che oggi pretenderebbe di ripetere il disastro a suon di promesse elettorali mai mantenute indirizzate a cittadini che loro stessi dimostrano di ritenere incapaci di giudicare ritenendoli sottosviluppati intellettualmente.

Andiamo tutti a votare, convincere a votare per cambiare e diamo il nostro consenso a chi non ha mai avuto a che fare con questa politica fino ad oggi, a chi ha le mani pulite per davvero, a chi non racconta favole e crede nella Democrazia e nella Costituzione: IL MOVIMENTO 5 STELLE