LA LEGA E’ DI BERLUSCONI

LA LEGA E’ DI BERLUSCONI. Ennesime dichiarazioni che nel corso degli anni “non sono mai state smentite”.

Ultimissime dichiarazioni di Luigi Moncalvo (ex direttore de “LA PADANIA” ed esponente della Lega), confermano che da molti anni la LEGA sia in mano a Berlusconi.

Seguiranno nuovi video sull’argomento

                                                                               

LA LEGA E’ DI BERLUSCONI Parte 2 Le dichiarazioni di Onetto

LA LEGA E’ DI BERLUSCONI Parte 2 Le dichiarazioni di Onetto

Ennesime dichiarazioni che nel corso degli anni “non sono mai state smentite”.

Dopo recentissime dichiarazioni video di Gigi Moncalvo (vedi clamoroso video)  (ex direttore de “LA PADANIA” ed esponente della Lega), ALTRE DICHIARAZIONI DEL SIG. ONETTO, confermano che da molti anni la LEGA sia in mano a Berlusconi.

Seguiranno nuovi video sull’argomento

                                                                               

CI AVETE ROTTO IL CAZZO!

CI AVETE ROTTO IL CAZZO!

CI AVETE ROTTO IL CAZZO! SI, SI E’ VERO. 

Ci avete rotto il cazzo? SIIIII Le seghe mentali e la ricerca demenziale di qualcosa di sbagliato da parte di politici e giornalai sudditi, tentano di nascondere un fatto INELUDIBILE: IL SOGNO DI CASALEGGIO E GRILLO SI E’ AVVERATO E IN 7 ANNI ABBIAMO APERTO IL PARLAMENTO COME UNA SCATOLA DI TONNO

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Il pollaio, l’oca, il rincoglionito esaltato, il politicante

Il pollaio, l’oca, il rincoglionito esaltato, il politicante.

Il pollaio, l’oca, il rincoglionito esaltato, il politicante

Il pollaio, l’oca, il rincoglionito esaltato, il politicante
CHE BELLO SPETTACOLO, LA “CREME” E LA CLOACA DELLA TELEVISIONE ITALIANA.

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Di Maio: Qui dentro ci siamo tutti.

Di Maio: Qui dentro ci siamo tutti.

Di Maio: Qui dentro ci siamo tutti.

Eletti, attivisti, simpatizzanti e gente comune. E’ un programma che rivoluziona le liturgie della vecchia politica.

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Di Maio: il discorso di un nuovo e grande politico.

Di Maio: il discorso di un nuovo e grande politico.

LA FORZA DELLA VERITA’ E DEI FATTI INCONTROVERBILI
Sig.re e sig.ri, potete anche avere preconcetti verso Di Maio ed il M5S, ma questo è il primo politico italiano che fa un discorso simile. Questa è la politica che può salvare questo Paese, pulita, trasparente, innovativa. Potete continuare a fissare il dito e non vedere la Luna, ma prendete in giro voi stessi, NOI STESSI. Fino a quando?

MA I FATTI NON SONO CONTESTABILI, SI ASPETTANO SMENTITE A QUESTE PAROLE, MA DEBBONO ESSERE CIRCOSTANZIALI COME QUESTE. 

Salvini può contestare queste parole? ALLORA LO FACCIA, SMENTENDOLE E CHIARENDO COME SI SONO SVOLTI I FATTI.

SALVINI CI DICA COME SI SONO SVOLTI I CONTATTI TRA LA LEGA ED IL M5S.

LA GENTE DEVE SAPERE DI CHI E’ LA COLPA DI UN MANCATO GOVERNO PER IL PAESE.

E PERCHE’…….

                                                                                

Di Maio: “Vi spiego la trattativa del governo”

Di Maio: “Vi spiego la trattativa del governo”

Di Maio: “Vi spiego la trattativa del governo”

                                                                               

                                                                       

Tre guitti al quirinale, parodia di un paese allo sbando.

Tre guitti al quirinale, parodia di un paese allo sbando.

Rappresentazione del teatro comico: ” OGGI AL QUIRINALE IL CENTRO DESTRA “

Atto Unico

Penosa constatazione, su come siamo combinati male in Italia. Espressione della pochezza ed irresponsabilità di 3 espressioni politiche, difficili da inquadrare come forza unica e/o forze politiche singole.

Della serie: “Se questo è il meglio che vuole governare l’Italia……..”

Buon divertimento ed in bocca al lupo. 

                                                                        

 

 

 

 

Diventa Ambasciatore del M5S e sali sul palco il 2 Marzo come ospite

Diventa Ambasciatore del M5S e sali sul palco il 2 Marzo come ospite.

Luigi Di Maio
 
Ciao a tutti! 
 
Manca ormai solo una settimana al 2 marzo, giorno in cui ci vedremo tutti a Roma, in piazza del Popolo, per chiudere insieme questa straordinaria campagna elettorale. Sarà un evento molto importante. Ci saremo io, Beppe Grillo, Alessandro Di Battista, Virginia Raggi e tutti i portavoce e i candidati del MoVimento 5 Stelle.
 
 

Per rendere questa serata davvero indimenticabile abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti quanti voi. Pertanto oggi lanciamo una nuova iniziativa speciale: potete diventare “ambasciatori a 5 stelle” ed essere protagonisti della serata salendo sul palco di piazza del Popolo con me, Alessandro, Beppe e gli altri!
 
In che modo? È semplicissimo! Iscrivetevi su partecipa.ilblogdellestelle.it e seguite queste semplici indicazioni: 
 

– crea la tua pagina personalizzata con il tuo nome e la tua foto per aiutarci a raccogliere fondi;

– condividi la tua pagina, invita i tuoi amici e aiutaci a raccogliere quante più donazioni possibili.

 

I 6 ambasciatori più bravi, insieme ai 4 fortunati che verranno sorteggiati tra i donatori, avranno la possibilità di salire sul palco il 2 marzo. I donatori che sosterranno gli ambasciatori saranno premiati con i gadget ufficiali della campagna elettorale.

 
Forza non perdere tempo, diventa un “Ambasciatore a 5 Stelle” Ti aspettiamo il 2 Marzo a Roma! 
 
Partecipa. Scegli. CAMBIA! 

 

MILAN: L’ennesima ombra sull’imprenditore e politico Berlusconi

Certo che per uno come me che è tifosissimo del Milan, che votava PD e da parecchi anni vota ed è attivista Certificato del Movimento 5 Stelle, SIAMO IN PIENO CONFLITTO D’INTERESSI. 

MILAN: L’ennesima ombra sull’imprenditore e politico Berlusconi. Per quasi 25 anni mi sono alienato, non facendo l’equivalenza BERLUSCONI = MILAN, aiutandomi col pensiero che il Milan esisteva prima del NANO e continuerà ad esistere dopo il NANO.

Dopo aver visto SPOLPARE IL MIO MILAN negli ultimi 6 anni, pensavo che finalmente potevo tornare “normale” e tifare Milan e osteggiare il Berlusca.

Ma questo è come la gramigna, tutto quello che tocca rimane inquinato dai suoi geni e questa storia LO CONFERMA IN PIENO.

“Corriere della Sera Tutti i diritti sono del gruppo di cui fa parte”

Siamo a Shenzhen nel sud della Cina, 10 milioni di abitanti a ridosso di Hong Kong.

                                                                         

Ci sono un imprenditore, due banche e un tribunale: il cinese è titolare di una holding insolvente, le banche creditrici gli hanno fatto causa e il tribunale ha stabilito che, per saldare i debiti, il patrimonio della holding vada all’asta. Una storiella orientale apparentemente insignificante se il cinese con il patrimonio all’asta su Taobao (eBay cinese) non fosse Yonghong Li, l’imprenditore che ha pagato 740 milioni alla Fininvest per comprarsi il Milan.

L’ordine è arrivato dal tribunale del distretto di Futian: «Vendete all’asta il 2 febbraio» (data poi rinviata) la partecipazione (11,39%) che la cassaforte di Li possiede nella società di packaging Zhuhai Zhongfu, quotata alla Borsa di Shenzhen. Valore circa 60 milioni, ma il ricavato andrà a risarcire le banche.
 
Pochi giorni fa, inoltre, la China Securities Regulatory Commission, la Consob di Pechino, ha comunicato l’avvio di indagini per presunti illeciti sul mercato commessi dalla holding che si chiama «Shenzhen Jie Ande»: ha tenuto nascoste per mesi la sentenza e l’insolvenza.
IL DOCUMENTO+

Il Milan e la cassaforte vuota

In sostanza, mentre era inseguito dai creditori in patria, il 48enne finanziere residente dal ’94 a Hong Kong chiudeva in Italia, sotto i riflettori di mezzo mondo, una delle più costose acquisizioni calcistiche della storia, accreditandosi (e accreditato) come un grande e ricchissimo imprenditore dai mille interessi.

Ma molto riservato. La sua credibilità, storia e consistenza patrimoniale l’ha riassunta in un documento consegnato alle parti nella trattativa e fatto circolare dagli uomini di Li, anche di recente, senza modifiche. Tra gli asset fondamentali, oltre alle famose e fantomatiche miniere di fosfato, c’è anche l’11,39% di Zhuhai Zhongfu, detenuto tramite la cassaforte Jie Ande.

Occhio alle date: quella partecipazione era dal 2015 in pegno, cioè in garanzia, alla Jiangsu Bank a fronte di un prestito. Soldi mai più rimborsati tant’è che nel maggio 2016 la banca fa causa alla holding di Li, a quel punto già insolvente, e il 7 febbraio 2017 il tribunale del popolo di Futian ordina che il pacchetto in pegno vada all’asta. Parte immediato il ricorso della holding Jie Ande. Intanto a Milano, il 13 aprile 2017, il cinese di Hong Kong chiude con Fininvest (600 milioni di plusvalenza consolidata) l’acquisto da 740 milioni del Milan, dopo aver fatto «girare» centinaia di milioni off-shore e con un prestito da 300 milioni (a tassi fino all’11% con scadenza 15 ottobre prossimo) del fondo americano Elliott.

Le credenziali? Tutto ok

A metà maggio, dall’altra parte del mondo, il tribunale respinge il ricorso della holding di Li (gestita da un prestanome) confermando la vendita coattiva a favore della Banca Jiangsu. A default conclamato a Shenzhen, il nuovo proprietario del Milan presenta a giugno in Lega Calcio le credenziali su onorabilità e solidità. Tutto a posto. Il Milan è iscritto al campionato, e parte una faraonica campagna acquisti da 200 milioni.

Chiesta la liquidazione per bancarotta

Sotto Natale, l’amministratore delegato del Milan, Marco Fassone, è a caccia di 3-400 milioni per rifinanziare il prestito da 300 milioni del fondo Elliott, quando il tribunale cinese fissa al 2 febbraio l’asta di giudiziale. Senonché l’8 gennaio arriva un’altra tegola per il povero Li: a inseguirlo è la Banca di Canton, a cui non ha pagato i debiti, e che chiede la liquidazione per bancarotta della holding Jie Ande. Nel frattempo dall’Italia lo avvisano delle notizie di presunte inchieste per riciclaggio, poi smentite, sulla compravendita del Milan. Li rompe il silenzio e garantisce che tutto si è svolto «con la massima trasparenza, regolarità e correttezza». A Shenzhen l’asta su Taobao del 2 febbraio viene rinviata, perché c’è la richiesta di liquidazione per bancarotta della Banca di Canton che si accavalla alle pretese risarcitorie della Banca di Jiangsu. A Milano è tutto tranquillo, perché in ogni caso «i soldi sono arrivati» e Li «ha rispettato tutti gli impegni».

L’operazione impossibile

«Non abbiamo riscontrato nulla di pregiudizievole a carico di mister Li Yonghong che dispone di adeguate risorse finanziarie per realizzare l’operazione», scriveva a Fininvest il suo advisor finanziario, Marco Samaja, capo di Lazard Italia. Oggi sappiamo che mister Li ha esibito sul tavolo della trattativa le credenziali di una sua società-cassaforte che era già da tempo insolvente. Ha barato? E può un oscuro finanziere, sconosciuto in Cina e altrove, che mai si è occupato di calcio neppure a livello amatoriale e che presenta tra i suoi “gioielli” una holding quasi fallita per pochi milioni non restituiti, impegnarsi da solo in un’operazione da un miliardo (campagna acquisti e aumenti di capitali compresi)? Non bisogna essere un banchiere della Rothschild per rispondere che non e’ possibile. Eppure lui ce l’ha fatta, con la Rothschild come consulente. E da Rothschild, dove è vicepresidente della controllata inglese, viene il consigliere di amministrazione del Milan Paolo Scaroni, ex numero uno di Eni ed Enel e buon amico di Berlusconi.

 

I tre volti di Mister Li

A questo punto i casi sono tre: 1) Li è realmente molto ricco, finora ha tenuto nascosto il suo vero tesoro che forse non può far emergere, e non paga i debiti perché è distratto; 2) Ha fregato tutti ed è un mitomane; 3) Si è prestato a interpretare la parte in un gioco più grande di lui nel quale i soldi e le garanzie non sono suoi; 4) l’importante è che il Milan non finisca su Taobao.

“Corriere della Sera Tutti i diritti sono del gruppo di cui fa parte”

Io sondaggio, Tu sondaggi, Lui sondaggia, Noi sondaggiamo, Voi sondaggiate, Loro sondaggiano.

Io sondaggio. Oggi è la ricorrenza di San Sondaggio, SOLDATO DI RARA POTENZA, CAPACE DI MANIPOLARE LE MENTI DEBOLI, FACENDO PASSARE PER COSA BUONA E DA SEGUIRE I NUMERI E NON LE IDEE, I PROGRAMMI E L’ONESTA’ DELLA POLITICA. L’unica cosa buona che ha l’Italia e che sono vietati da oggi fino alle elezioni. Alleluia.

La realtà è che sul territorio ci sono il 40 – 45% di persone (tra Indecisi e chi non vuole votare) e non ci sono sondaggi che tengono con una massa così grande di voti UTILI.

NOI ATTIVISTI E SIMPATIZZANTI DEL MOVIMENTO 5 STELLE CHI VOGLIAMO ESSERE. La categoria 1 o la 2?

Io sondaggio. Oggi è la ricorrenza di San Sondaggio. Da oggi non è più possibile pubblicare sondaggi elettorali fino al voto del 4 marzo prossimo.

Questo non vuol dire che i sondaggi non vengano più realizzati, solo che non possono essere resi pubblici: si possono leggere in privato (i partiti ovviamente continuano a farlo), ma non possono essere resi noti a tutti.

Si possono continuare a citare invece i dati già noti, come quelli pubblicati ieri.

Ma i sondaggi elettorali quanto sono affidabili per prevedere il risultato delle urne? 

SECONDO ME NO,  o meglio, secondo me i risultati delle elezioni potrebbero subire modifiche MOLTO GRANDI.

La differenza la possono fare 2 tipi di cittadini italiani:

  1. QUELLI CHE HANNO SCELTO PER CHI VOTARE
  2. QUELLI CHE HANNO SCELTO PER CHI VOTARE MA CERCANO IN 2 SETTIMANE DI ATTIVISMO SFRENATO DI CONVINCERE GLI INDECISI E CHI NON VUOLE VOTARE.

NOI ATTIVISTI E SIMPATIZZANTI DEL MOVIMENTO 5 STELLE CHI VOGLIAMO ESSERE. La categoria 1 o la 2?

POCHE CHIACCHIERE, ABBIAMO 2 SETTIMANE PER FARE LA DIFFERENZA

VOGLIAMO ESSERE QUESTI?

 

 

 

 

 

 

 

 


O QUEST’ALTRI?

Volete ancora votare per questi? “Gli avvoltoi della politica hanno sempre fame”

Volete ancora votare per questi? “Gli avvoltoi della politica hanno sempre fame”, potete farlo, nessuno ve lo vieta, ma prima GUARDATE  a quali persone state dando fiducia. La meritano ancora oppure è il momento di dare il voto al Movimento 5 Stelle, a gente che combatte queste cose che vedrete? E’ in gioco la nostra salute, volete giocare sulla vostra salute e quella dei vostri figli e nipoti? Pensaci prima di dare il voto a chi vi avvelena.

di Luigi Di Maio

L’inchiesta giornalistica di Fanpage.it svela un sistema noto a tutti che finalmente viene fissato in video. Smaltimento di fanghi industriali, bandi di gara che vanno deserti, la politica che controlla i bandi e poi affida i lavori agli amici degli amici. Soprattutto mazzette su mazzette, milioni di euro rubati alla collettività. Il quadro devastante che emerge è di un’ampia e profonda corruzione che lega insieme tutti i partiti politici che gestiscono la cosa pubblica. Da destra con Passariello capolista di FDI indagato, a Roberto De Luca PD, figlio del governatore della Campania e anche lui indagato. Quando c’è da mangiare e affamare i cittadini la grande colazione funziona sempre.

Il figlio di Vincenzo De Luca, da assessore al Bilancio del comune di Salerno, si interessa di appalti in regione Campania dove il papà comanda. Come può accadere una cosa del genere, perché può interessarsi di appalti che non sono di sua competenza?

Il Movimento 5 Stelle in regione Campania aveva già acceso un faro sulla SMA ben sei mesi fa, la partecipata della regione Campania con un esposto. La cosa più incredibile è la figura di Passariello, pretoriano di Giorgia Meloni in Campania, presidente della commissione d’inchiesta sulle partecipate. Controllato e controllore in fin dei conti erano la stessa persona.

Sei mesi fa il Movimento 5 Stelle ha quindi presentato un esposto alla Procura della Corte dei Conti per valutare l’ipotesi di danno erariale, alla luce di tre proroghe consecutive dei lavori della Commissione regionale d’inchiesta, chieste dal presidente Luciano Passariello e puntualmente concesse dall’aula del Consiglio, attraverso una palese forzatura dello Statuto. Dopo due anni e una ennesima proroga di 60 giorni, i lavori della Commissione non hanno ancora prodotto nulla.

Nel frattempo arrivano le elezioni e c’è bisogno di soldi e appoggi e quindi l’appalto con il finto imprenditore si deve fare.

Le cifre sono chiare: da 135 euro a tonnellata di fanghi da smaltire, già comprensivi di tasse per tangenti, si arriva a 175 euro a tonnellata: tanta la politica che deve mangiare, tanta la politica che deve guadagnare. Un affare che frutterebbe ben 170 mila euro al mese solo per le tasche degli indagati.

Ma l’aspetto più grave di questa inchiesta è l’indagine a carico dei giornalisti di Fanpage: accusati di corruzione perché hanno potuto fare quello che la legge non permette di fare alle forze dell’ordine e alla magistratura: essere agenti provocatori. Il Movimento ha da sempre proposto un’apposita legge per dare i giusti mezzi per scoperchiare la corruzione e il malaffare. Tutti i partiti si sono sempre opposti, perché sanno come andrebbero a finire. Un agente provocatore è una figura necessaria nella nostra società. I giornalisti si sono finti imprenditori e così hanno potuto scoprire gli appetiti e i meccanismi che ruotano attorno alla gestione dei rifiuti nella Pubblica Amministrazione.

                                                                       

Non si può sperare di avere una società libera dalla corruzione se poi si hanno armi spuntate per combattere una battaglia così importante.

Oggi abbiamo giornalisti che pubblicano fake news e non hanno neanche una sanzione, invece i giornalisti che svelano la corruzione vengono indagati. Questa è la fotografia dell’attuale sistema informativo in Italia.

In regione Campania molti stanno tremando e stanno correndo a nascondersi, ma le prove sono evidenti e acquisite dalla procura. Si ripete la storia della politica italiana: dai rifiuti alle mazzette al consenso elettorale. Ovviamente i soldi sono quelli pubblici, rubati ai cittadini che invece di ricevere servizi si prendono l’avvelenamento della propria terra pagato con le loro tasse.  

Una follia che non si ferma solo in Campania, ma è la follia di questa classe politica che avvelena ogni cosa che tocca. L’inchiesta è solo all’inizio e travolgerà un pezzo molto grande di un sistema corrotto ma non tutto. Per farlo crollare è necessario avere persone oneste e con le mani libere. Queste immagini devono fissarsi nella testa e non dimenticarle, perché se le cose vanno male ci sono i nomi e cognomi dei responsabili. Le elezioni sono alle porte e bisogna scegliere ora che futuro vogliamo per noi e per i nostri figli. Un futuro con queste persone al comando o un futuro in cui al primo posto c’è la qualità di vita degli italiani che solo il Movimento 5 Stelle ha a cuore.

 

ORA CONTA SOLO: “Volantinaggio, gazebo, banchetti e comunicare con le persone”

ORA CONTA SOLO: “Volantinaggio, gazebo, banchetti e comunicare con le persone, in qualsiasi posto ed occasione”.  Se i nostri rappresentanti scendono per strada, per parlare con le persone, E’ IL MINIMO CHE ANCHE NOI POSSIAMO FARE. ATTIVATEVI E CONDIVIDETE. Cercate il meetup più vicino e troverete volantini. Abbiamo bisogno di tutti. TUTTI VOI. Facebook non serve da oggi in poi, lo dobbiamo usare solo per comunicare e incitare all’attivismo sul territorio. 

NUOVA BATTAGLIA, NUOVA BANDIERA SUL MIO BALCONE

GUARDATE IL VIDEO, SE LO FA “NICOLA MORRA” e la candidata alla camera al mercato di Rogliano (Cosenza), NOI CITTADINI NON POSSIAMO ESSERE DA MENO.

Facebook non serve da oggi in poi, lo dobbiamo usare solo per comunicare e incitare all’attivismo sul territorio. 

Un vero attivista o simpatizzante deve dare altrettanto. 

IL RISULTATO DIPENDERA’ DAL NOSTRO IMPEGNO, POI NON CI SARANNO SCUSE CHE TENGANO.

Contattate il meetup più vicino troverete materiale pubblicitario e date un aiuto a girare sul proprio territorio e PARLARE CON LA GENTE. Grazie.

Condividete questo post E’ TROPPO IMPORTANTE.

Roberto Saviano tenta di smontare le bufale sui migranti, ma scivola e ruzzola a terra

Lo scrittore napoletano prova a dare una rappresentazione plastica della grettezza italiana sul tema dei migranti, ma l’impresa si rivela un flop anzi un boomerang.

“CARO SAVIANO, CERTO CHE RINTANATO NEL TUO LUSSUOSO ATTICO DI NEW YORK, DOVRESTI AVERE UNA VISIONE D’INSIEME DEL PROBLEMA, MA CHE DA MILIONARIO, SPARI A ZERO SU CHIUNQUE CERCA DI AVERE UN’ALTRA VISIONE, IN MERITO AGLI IMMIGRATI, MI SEMBRA ALQUANTO DI CATTIVO GUSTO. VEDITI IL VIDEO ALLEGATO E DA “VATE” DELLA VERITA’, DAMMI UNA SOLUZIONE AL PROBLEMA CHE VEDRAI. LA REALTA’ E’ QUELLA CHE VEDRAI, MENTRE TU TI LIMITI A SPILUCCARE LA SUPERFICIE”.

Lo scrittore napoletano ha sottolineato, fra le altre cose, come, dati alla mano, i migranti costino al contribuente italiano solo lo 0,2% del PIL (circa 3,3 miliardi) mentre arricchiscano le casse dello Stato per circo 8 miliardi di euro (in pratica ci pagano le pensioni, ha chiosato Saviano), rappresentino appena il 7% della popolazione europea composta da ben cinquecento milioni di abitanti, percepiscano solo 2,5 euro al giorno e non già 35 euro, come in mala fede sarebbe stato detto in più occasioni, atteso che quest’ultima cifra, in realtà, è quanto viene speso (dal contribuente italiano) per vitto, alloggio e pagamento di servizi vari.

I migranti nella ricostruzione di Saviano, poi, svolgono lavori che gli italiani non vogliono più realizzare, vengono accolti in alloggi che tutto sono fuorché alberghi comodi e confortevoli e rappresentano l’unica risorsa per contro bilanciare il calo demografico italiano e per riequilibrare il conto complessivo delle pensioni nazionali.

Lo scopo della reprimenda è, evidentemente, quella di attribuire esclusivamente al pregiudizio italico l’atteggiamento poco conciliante manifestato da una parte dell’opinione pubblica nei confronti degli sbarchi di migranti e clandestini che negli ultimi due anni hanno tenuto banco nel dibattito politico nazionale ed europea.

 

 

SAVIANO UNISCE LA FAVA CON IL PESCE (neanche i ceci)

PECCATO CHE  Saviano non esplicita la DIFFERENZA TRA IMMIGRATI GIA’ INSERITI NEL SISTEMA ITALIA E CHE GODONO GIà DEGLI STESSI DIRITTI DEGLI ITALIANI ED I NUOVI IMMIGRATI. 

Il tentativo FURBESCO DI SAVIANO è quello di far rimanere impresso nella mente dello spettatore come la cifra principale dell’intervento apparentemente chiarificatore dello scrittore partenopeo, è quello di mettere una parte dell’opinione pubblica italiana di fronte alla propria presunta grettezza, al proprio atavico razzismo, alla propria proverbiale ignoranza. La conclusione risulta inevitabile: state buoni perché così dovete.

Saviano, tuttavia, non si avvede come nella foga della tirata d’orecchie alla gente italica abbia messo insieme problematiche del tutto eterogenee sotto l’ombrellone ampio e multiforme della nozione di migranti.

I migranti che impegnano lo 0,2% del PIL italiano, infatti, sono evidentemente quelli che ospitiamo per ragioni umanitarie e che non possiamo respingere in ossequio all’effettività della tutela dei diritti umani e del rispetto delle principali convenzioni internazionali che abbiamo sottoscritto.

I migranti che ci arricchiscono di ben 8 miliardi di euro, invece, sono quelli che grazie ad un regolare permesso di soggiorno (per lo più per ragioni di lavoro) hanno trovato in Italia una sistemazione definitiva dentro un flusso di immigrazione regolato periodicamente dalla legge dello Stato.

Per quale ragione il versamento dei contributi previdenziali da parte di immigrati residenti regolarmente in Italia, che traggono sostentamento dall’attività lavorativa esercitata all’interno del nostro sistema economico, debba diventare un merito, da ascrivere agli stessi immigranti, e da utilizzare (come fa Saviano) per controbilanciare lo sforzo che il contribuente italiano mette in atto per finanziare (anche solo con lo 0,2% del PIL) l’accoglienza di altri e ben diversi migranti, non è dato sapere.

Saviano (come altri commentatori del resto) omette di considerare che il pagamento dei contributi pensionistici da parte degli immigrati regolari non rappresenta una gentile concessione nei confronti delle casse previdenziali italiane e che quanti risiedono regolarmente in Italia pagano tasse e contributi perché viene riconosciuto loro il diritto di godere di tutti i servizi e le previdenze garantite ai cittadini italiani.

Il tentativo, pertanto, di mettere in correlazione un flusso di migrazione privo di alcun limite predeterminato da cui derivano costi non indifferenti per lo Stato ed una immigrazione periodica programmata e governata dalla legge, al fine di operare una compensazione di benefici – sacrifici che dovrebbe convincere il contribuente italiano a sopportare migliaia di sbarchi irregolari senza battere ciglio di fronte ad inerzia diplomatica e militare e nella assoluta inconsapevolezza della quantità limite dello sforzo richiesto alle tasche di ciascuno (per quanto tempo e per quanti migranti?), appare un mero espediente dialettico dietro il quale nascondere l’incapacità di dare risposte concrete alle legittime preoccupazioni di una parte dell’opinione pubblica.

Allo stesso modo non si comprende la ragione per la quale la necessità di riequilibrare il calo demografico italiano per mezzo di immigrati (che dovrebbero necessariamente vivere del loro lavoro) dovrebbe zittire quanti si pongono legittimi interrogativi circa l’entità dell’impegno economico che ci è stato sin qui richiesto in maniera pressoché esclusiva (anche a causa di quello che sino ad ora è apparso un isolamento internazionale che pare dovrebbe cessare quanto prima) e dal quale derivano in aggiunta complicazioni di sicurezza ed ordine pubblico.

Ciò detto, di quale bufala vogliamo parlare adesso? DEI TAXI DEL MARE?

CARO SAVIANO, CERTO CHE RINTANATO NEL TUO LUSSUOSO ATTICO DI NEW YORK, FAI LE PULCI E SPARI ANCHE CAZZATE , IN MERITO AGLI IMMIGRATI, MI SEMBRA ALQUANTO DI CATTIVO GUSTO. 

                                                                                   

Lega e Forza Italia comprano 24 mila mattoni per 50 milioni

Referendum Lombardia, i tablet per il voto inutilizzabili per gli alunni: “Sono voting machine e pesano due chili”. 50 MILIONI BUTTATI NEL CESSO.

ECCO GLI SPRECHI DEGLI INCOMPETENTI INFORMATICI MA GRANDI COMPETENTI NELLO SPENDERE 50 MILIONI PER OGGETTI INUTILIZZABILI. Quante cose si potevano comprare con 50 milioni? CIRCA 1.250.000 TABLET.

Un tablet di ultima generazione acquistato direttamente in Cina e presentandosi con 50 milioni d’investimento, costa tra i 35-40 euro.  Fatevi 2 conti e scoprirete a quanti studenti sarebbe andato un tablet con sistema Android. 

CIRCA 1.250.000 TABLET – INVECE CI RITROVIAMO UNA MONTAGNA DI “MATTONI INUTILIZZABILI”.

NON E’ FINITA QUI, SOLO 4000 BASTAVANO PER FARE I REFERENDUM (MA QUANTI REFERENDUM PENSANO DI FARE IN LOMBARDIA? 1 AL GIORNO?

PERCHE’ COMPRARE 20000 MATTONI IN PIU’??, PERCHE’ QUESTI SONO MATTONI LIMITATISSIMI E INGOMBRANTI.

IGNORANZA O MALAFEDE? – “È un investimento, non una spesa perché i tablet rimarranno in dotazione alle scuole come strumento didattico” aveva detto Roberto Maroni presentando le “voting machine” fornite dalla società Smartmatic. 

In realtà una spesa lo è sicuramente stata, visto che i 24.000 tablet sono costati 23 milioni di euro, a cui vanno aggiunti gli stipendi dei 7000 assistenti digitali formati appositamente che, insieme ai soldi spesi per la campagna e per gli agenti ai seggi, fanno un totale di circa 50 milioni di euro, cioè quasi il quadruplo di quanto speso dal collega Zaia per il referendum in Veneto col vecchio metodo carta e matita.

Questo è un Voting Machine, non un Tablet. Quanti referendum pensavate di fare? 1 al giorno? COSTO 1000 EURO. Cad. CIRCA

E l’investimento? Considerando che i tablet si trovano ancora ammassati nei laboratori scolastici in attesa che qualcuno trovi un modo di usarli, forse non è il termine esatto.

Così come dopotutto non lo è la stessa parola “tablet”. “Sono voting machine, meglio chiamarle con il proprio nome”, dice il dirigente scolastico Luciano Giorgi dell’Istituto comprensivo Erasmo da Rotterdam di Cisliano, uno dei 60 istituti (50 comprensivi e 10 scuole superiori) che hanno avuto in dotazione le prime 1500 macchine convertite per l’utilizzo scolastico.

“Non sono tablet e la conformazione è poco funzionale per gli alunni” spiega con un eufemismo, alludendo alla struttura elefantiaca dell’apparecchio “ma soprattutto il touchscreen è poco responsivo.

Stiamo pensando a un utilizzo come registro elettronico per i professori, magari attaccando un mouse alla porta Usb…”. 

Un tablet con il mouse è un controsenso in termini, ma i professori sono disperatamente alla ricerca di soluzioni creative per sfruttare il “regalo” di Roberto Maroni e le provano tutte.

“Se hai qualche idea ben venga…” aggiunge Paolo Camassa, responsabile tecnico del Liceo Volta di Milano. “Il problema – dice – è soprattutto il touchscreen, bambini delle primarie hanno addirittura difficoltà a premere con sufficiente forza sullo schermo”. 

Lenti, goffi e pesanti. Con i loro 2kg di peso e le dimensioni di circa 25 cm per lato, “i tablet” di Maroni non sono certo oggettini portatili ma – ci scherza su Alfonso Iannice, vicepreside dell’Istituto comprensivo Buonarroti di Corsico – “alla fine non tutto il male vien per nuocere: sicuramente non ce li ruba nessuno ed è difficile per un bambino farli cadere.

I veri problemi – continua Iannice – sono il touchscreen e il sistema operativo Ubuntu. Dobbiamo cercare programmi compatibili e non possiamo fare lezioni pratiche su Windows”.

Ubuntu è un sistema operativo open source distribuito con licenza GNU GPL che “non è proprio l’ideale per un processore Intel Atom Z8300 come quello presente nella voting-machine di Smartmatic” dice un ingegnere dell’UE specializzato su queste macchine.

“Probabilmente lo scarso feedback tattile – mi spiega – è dovuto anche al driver non ottimizzato, chi ha pianificato l’utilizzo di Ubuntu su una piattaforma del genere ha commesso un grosso errore“. Nelle specifiche tecniche della macchina, alla voce OS, si consigliano infatti Windows 10 x86 e Android 5.1.

Ammesso che potessero servire nei referendum (1 ogni 10 anni), perchè ne hanno comprato 20000 di più.

E chi ha deciso di utilizzare Ubuntu?

In Regione un tecnico che ha chiesto l’anonimato spiega che nel capitolato d’appalto era stato richiesto di installare un software open source per non pagare eventuali licenze commerciali.

“Fatto sta che così, tra hardware e software, i tablet sono inutili per gli studenti” dico. “Perché non sono tablet – mi risponde il tecnico – tablet ce li avete chiamati voi della stampa, sono voting machine“. “In realtà tablet li ha chiamati Maroni”, facciamo notare “ma se sono voting machine e quindi inutilizzabili come semplici tablet, che ci fanno in una scuola?”, “non voglio entrare in discussioni politiche – taglia corto –, vedremo come risolvere il problema dopo un incontro con i dirigenti scolastici”.

L’incontro, nei piani, dovrebbe avvenire ai primi febbraio. Maroni ha infatti spiegato che l’attuale fornitura di tablet è una sperimentazione che durerà fino a gennaio, poi si farà il punto della situazione per distribuire le altre 20.000 che al momento si trovano nei magazzini di Smartmatic.

Quattromila dovrebbero invece restare in Regione per i referendum sulle fusioni dei piccoli comuni.

“Consegniamo queste voting machine a voi, affinché ci diciate come funzionano, cosa serve di più, che cosa fare” sono state le sue parole ai dirigenti scolastici durante la consegna. 

Visti i feedback è possibile anticipare le risposte: funzionano male, e difficilmente qualche accorgimento software cambierà la situazione.

Forse soltanto la sostituzione del sistema operativo potrebbe giovare un po’, ma vorrebbe dire sborsare altri soldi per le licenze (se non per l’OS, per gli applicativi).

Quelle macchine sono infatti il modello VIU-800 di Smartmatic e sono voting machine dotate di una stampante termica e utilizzate anche per la registrazione biometrica, con tanto di sensori preposti.

Insomma, non sono tablet. D’altronde se a nessun altro paese finora era venuto in mente di utilizzarli come tali un motivo ci sarà.

Far passare queste macchine come utili alle scuole sembrerebbe piuttosto una scusa per far accettare una decisione insensata come il voto elettronico. Tra l’altro l’utilizzo di tali dispositivi, che gli istituti dovranno restituire in caso di nuove votazioni, comporta un rapporto continuativo con la società Smartmatic, che dovrà tornare per installare il software adatto.