Pink Floyd – Cymbaline (Extended Version) (San Francisco 1970-04-29)

Pink Floyd – Cymbaline (Extended Version) (San Francisco 1970-04-29)

Cymbaline è una canzone della progressive rock band Pink Floyd, uscito nel 1969 dall’album Soundtrack from the Film More. Nella canzone si fa riferimento ad un mago dei fumetti Marvel, il Dottor Strange.

Il testo narra di un uomo che, preda di un incubo, sogna di non riuscire più a trovare la sua amata, Cymbaline.

La registrazione della canzone presente nell’album è diversa da quella che si può udire nel film. Infatti, in quella presente nella pellicola la tonalità del canto e il testo sono molto diversi rispetto al brano originale.

Il pezzo presenta un arrangiamento di chitarra con corde di nylon, basso, pianoforte, batteria, bongo, e organo Farfisa.

Dalla sua pubblicazione, Cymbaline è stato un brano obbligatorio nei concerti del gruppo, soprattutto durante il periodo 19691971. Nei vari bootleg si può notare come il brano cambi da spettacolo a spettacolo. In particolare:

  • Il ritmo è più lento e deliberato, il che crea un’atmosfera ancora più cupa e surreale rispetto alla versione in studio.
  • Wright ha quasi sempre utilizzato il Farfisa al posto del piano (fa eccezione la loro performance negli studi KQED a San Francisco il 29 aprile 1970).
  • David Gilmour ha eseguito sempre dei lunghi assoli di chitarra elettrica al posto di quelli d’organo.
  • Nella primavera del 1970, in tutti i live dei Pink Floyd l’accordo di dissolvenza è stato cambiato da Mi minore a Si minore. Durante questa sezione, Roger Waters al posto dei bonghi suona il gong. Dopo l’accordo in Si minore, la musica cessa e prorompono una serie di effetti sonori, quali passi e porte scricchiolanti, grazie all’Azimuth Co-ordinator. Questi rappresentano l'”incubo”, che si concluderà con il suono di una forte esplosione. Wright poi usava il panning dell’Azimuth per circondare il pubblico con i rumori, per esempio i passi che si spostano da sinistra a destra delle casse. Tuttavia, queste operazioni spesso si sono rivelate inutili, poiché gli effetti sonori, al posto di incutere paura, spesso scatenavano delle forti risate del pubblico. Da una registrazione dal vivo (Roio), una persona della platea è arrivata al punto di urlare sarcasticamente “ho paura!“.

 

 

 

Bruce Springsteen – New York City Serenade (Rome 7/11/13)

‘New York City Serenade’ a Roma, il regalo di Springsteen ai fans

Il “Boss” non aveva mai cantato in Europa questo mitico pezzo del 1973 e lo fa alla grande e in una versione sonora SUPERBA E AFFASCINANTE.

A quattro mesi dal suo ultimo passaggio in Italia, Bruce Springsteen fa un regalo ai fan che la notte dell’11 luglio erano presenti all’ippodromo di Capannelle di Roma: un video ufficiale del live di ‘New York City Serenade’.

Lo storico brano, una serenata di strada che viene dal secondo disco del boss (‘The Wild, The Innocent and The E Street Shuffle’, del 1973), fu suonata quella sera con l’accompagnamento degli archi dell’orchestra di Roma Sinfonietta.

 

Testo in Inglese ed Italiano

“Billy he’s down by the railroad tracks
sittin’ low in the back seat of his Cadillac
Diamond Jackie, she’s so intact
as she falls so softly beneath him
Jackie’s heels are stacked
Billy’s got cleats on his boots
together they’re gonna boogaloo down Broadway
and come back home with the loot
it’s midnight in Manhattan
this is no time to get cute
it’s a mad dog’s promenade
so walk tall or baby don’t walk at all

Fish lady, oh fish lady
she baits them tenement walls
she won’t take corner boys
they ain’t got no money
and they’re so easy
I said – Hey, baby
won’t you take my hand
walk with me down Broadway
well mama take my arm
and move with me down Broadway –
I’m a young man, I talk it real loud
yeah babe I walk it real proud for you
ah so shake it away
so shake away your street life
shake away your city life
hook up to the train
and hook up to the night train
hook it up, hook up to the train

But I know that she won’t take the train
no she won’t take the train
oh she won’t take the train
no she won’t take the train
oh she won’t take the train
no she won’t take the train
oh she won’t take the train
no she won’t take the train
she’s afraid them tracks are gonna slow her down
and when she turns this boy’ll be gone
so long, sometimes you just gotta walk on, walk on

Hey vibes man, hey jazz man, play me your serenade
any deeper blue and you’re playin’ in your grave
save your notes, don’t spend ‘em on the blues boy
save your notes, don’t spend ‘em
on the darlin’ yearlin’ sharp boy
straight for the church note ringin’
vibes man sting a trash can
listen to your junk man
listen to your junk man
listen to your junk man
he’s singin’, he’s singin’, he’s singin’
all dressed up in satin, walkin’ past the alley
he’s singin’, singin’, singin’, singin’”.


“Billy è giù vicino ai binari
seduto nel sedile posteriore della sua Cadillac
Diamond Jackie, lei è così pura
mentre scivola dolcemente sotto di lui
Jackie hai tacchi alti
Billy ha gli stivali decorati
insieme faranno boogaloo a Broadway
e torneranno a casa col malloppo
è mezzanotte a Manhattan
questa non è ora per essere carini
è una passeggiata da pazzi
perciò cammina a testa alta
o baby non camminare affatto

Pescatrice, pescatrice
lei adesca tra le pareti dei caseggiati
non vuole i ragazzi dell’angolo
non hanno soldi
e sono così facili
dissi – Hey baby
non vuoi prendere la mia mano
fatti una camminata con me per Broadway
coraggio mama attaccati al mio braccio
e vieni con me per Broadway –
sono un giovane uomo, parlo a voce alta
sì piccola, cammino davvero orgoglioso con te
perciò scuotitela di dosso
perciò scuotiti di dosso la tua vita di strada
scrollati di dosso la tua vita di città
salta sul treno e salta sul treno della notte
saltaci sopra, salta sopra il treno
ma io lo so che non prenderà quel treno
no non prenderà quel treno
no non prenderà quel treno, no non prenderà quel treno
no non prenderà quel treno, no non prenderà quel treno
no non prenderà quel treno, no non prenderà quel treno
teme che quei binari la possano rallentare
e che quando si girerà questo ragazzo sarà sparito
lontano, a volte devi solo andare avanti, avanti

Hey vibrafonista, hey jazzista
suonatemi la vostra serenata
un po’ più triste e suonerai nella tua tomba
risparmia le tue note
non sprecarle per i ragazzi tristi
risparmia le tue note
non sprecarle per il bel ragazzo sveglio
vai insieme alle note che rintoccano dalla chiesa
il vibrafonista batte su un bidone dei rifiuti
ascolta il tuo spacciatore
ascolta il tuo spacciatore
ascolta il tuo spacciatore
sta cantando, cantando, cantando, cantando
tutto vestito di seta, cammina oltre il vicolo
sta cantando, cantando, cantando…”.

 

 

Roger Waters – “Pigs (Three Different Ones)”

Roger Waters – “Pigs (Three Different Ones)”

Città del Messico – 01 Ottobre 2016

300.000 spettatori

“Pig (three different ones)” presenta tre diversi “maiali”, che nell’immaginario orwelliano sono gli animali situati ai vertici della scala sociale. Non solo posseggono benessere e potere ma sono anche in grado di manipolare gli altri gruppi sociali, riuscendo a metterli uno contro l’altro.

Il terzo dei maiali descritti nella canzone fa riferimento a Mary Whitehouse (1910 – 2001), un’attivista politica nota per la sua opposizione al liberalismo sociale e ai mass media, colpevoli, secondo la sua visione, di incoraggiare una società libertina.

Durante l’ultimo concerto del tour “In the Flesh”, tenutosi a Montreal il 6 Giugno 1977, i Pink Floyd suonarono “Pigs (Three Different Ones)”. Verso la fine della canzone un fan esagitato fece perdere la pazienza a Waters, probabilmente lanciando una bottiglia di birra sul palco. Per tutto risposta Waters gli sputò in faccia e poi prese il microfono, cominciando ad apostrofare malamente il gruppo di persone sotto il palco: “[…] sto cercando di cantare una canzone quindi perchè non la smettete di fare tutto ‘sto casino? […]”.

Questo incidente, del quale Waters si pentì parecchio, gli fece capire quanto la fama raggiunto la avesse ormai alienato dal pubblico, come se si fosse creata una barriera, un muro, tra lui e i suoi ascoltatori. Da qui nacque l’idea base che portò alla realizzazione del più grande successo dei Pink Floyd: l’album The Wall.

Uomo importante, uomo maiale, ha ha, sei una farsa
Sei un pezzo grosso benestante, ha ha, sei una farsa
E quando tieni la mano sul cuore
sembri un tipo simpatico, quasi un buffone.
Con la testa dentro al porcile, dicendo:
“Continua a scavare”, macchie di porco sul tuo mento grasso
Che cosa speri di trovare?
Quando sei giù nella miniera dei porci,
sei quasi divertente, sei quasi divertente,
ma in verità sei una tragedia.

Fermata del bus, borsa di topo,
ha ha, sei una farsa
hai fregato la vecchia strega, ha ha, sei una farsa
Emani freddi dardi di vetri rotti.
Sei un tipo simpatico,
meriti quasi un rapido sorriso
Ti piace la sensazione dell’acciaio.
sei straordinario con uno spillo sul cappello,
e divertentissimo con la pistola in mano!
sei quasi divertente, sei quasi divertente,
ma in verità sei una tragedia.

Hei tu, Whitehouse, ha ha, sei una farsa
Tu topo di città fiero della casa, ha ha, sei una farsa
stai cercando di tenere fuori i nostri sentimenti dalla strada.
Sei quasi uno scherzo
a labbra serrate e piedi freddi,
e ti senti abusato?
Devi originare l’onda del male
e tenerla tutta dentro.
Mary, sei quasi divertente,
Mary sei quasi divertente,
ma in verità sei una tragedia.


Big man, pig man, ha ha charade you are.
You well heeled big wheel, ha ha charade you are.
And when your hand is on your heart,
you’re nearly a good laugh, almost a joker,
with your head down in the pig bin,
saying, “ Keep on digging”, pig stain on your fat chin.
What do you hope to find?
When you’re down in the pig mine
You’re nearly a laugh, you’re nearly a laugh,
but you’re really a cry.

Bus stop rat bag, ha ha charade you are.
You fucked up old hag, ha ha charade you are.
You radiate cold shafts of broken glass.
You’re nearly a good laugh,
almost worth a quick grin.
You like the feel of steel,
you’re hot stuff with a hat pin,
and good fun with a hand gun.
You’re nearly a laugh, you’re nearly a laugh,
but you’re really a cry.

Hey you, Whitehouse,
ha ha charade you are.
You house proud town mouse,
ha ha charade you are.
You’re trying to keep our feelings off the street,
you’re nearly a real treat,
all tight lips and cold feet,
and do you feel abused?
You gotta stem the evil tide,
and keep it all on the inside.
Mary, you’re nearly a treat,
Mary, you’re nearly a treat,
but you’re really a cry.

Rory Gallagher uno dei migliori chitarristi della storia.

Rory Gallagher – Bad Penny Live At Montreux 1985

                                                                                                               

William Rory Gallagher (Ballyshannon, 2 marzo 1948Londra, 14 giugno 1995) è stato un chitarrista e cantante irlandese

I primi anni e i Taste

Iniziò a suonare la chitarra all’età di nove anni ispirato da grandi bluesman come Muddy Waters, Leadbelly e da musicisti folk come Woody Guthrie. Nella seconda metà degli anni sessanta Rory si trasferì a Londra dove diede vita ai Taste, con il bassista Eric Kitteringham e il batterista Norman Damery, entrambi provenienti dagli Axels, con i quali incise anche del materiale pubblicato solo successivamente in Tattoo. In seguito la formazione mutò con l’ingresso di Richard McCraken al basso e John Wilson alla batteria. Con la nuova band Rory incise tre album in studio e due dal vivo, tra cui una formidabile esibizione al Festival dell’Isola di Wight. I Taste, forti di un hard blues muscolare e grezzo (ne è un esempio la rilettura di Sugar Mama, da Taste), si avvicinarono ai grandi trii del momento come Jimi Hendrix Experience e Cream.

L’album On The Boards riuscì meglio del precedente e permise a Gallagher di spiccare come eccellente chitarrista, cantante acutissimo, autore dallo stile particolare, sassofonista e armonicista.

I Taste si sciolsero nel 1971 per volontà di Gallagher, deciso ad avviare quella che sarebbe divenuta poi una stupenda carriera solista. McCraken e Wilson crearono così gli Stud. Il primo dei due intraprese in seguito una buona carriera da sideman con Kevin Ayers, Medicine Head e altri, mentre del secondo si persero le tracce.

La carriera solista

Gallagher ingaggiò quindi il bassista Gerry Mc Avoy e il batterista Wilger Campbell ad affiancarlo, ed esordì con un buon album omonimo nel 1971, contenente Sinnerboy, proseguendo poi con l’ottimo Deuce, contenente alcuni classici come I’m Not Awake Yet, Used To Be, Don’t Know Where I’m Going e soprattutto Crest of a Wave.

Dopo un album dal vivo nel 1972, nel 1973 fu pubblicato Blueprint, album di buon successo nel quale figurano anche i nuovi musicisti Lou Martin alle tastiere e Rod De’Ath alla batteria.

Nello stesso anno uscì anche Tattoo, altro album di buon successo, nel quale la band si dilettò a sperimentare diversi stili, con eccellenti risultati. L’album presenta canzoni a sfondo R’n’B tinto di jazz (come They Don’t Make Them Like You Anymore), funk (Livin’ Like a Trucker), oltre a pezzi acustici (20:20 Vision, Who’s That Coming), ma anche heavy (la famosa Cradle Rock) e ad alcuni capolavori come Tatoo’d Lady e A Million MIles Away.

 

Il Rory Gallagher Corner nel quartiere di Temple Bar a Dublino (Irlanda)

Nel ’74 venne pubblicato un altro album live, Irish Tour, giudicato quasi all’unanimità come il suo capolavoro e fu proprio per le sue funambolesche esibizioni dal vivo che Rory Gallagher assurse a idolo delle masse.

Nel 1975 uscì Against the Grain, un album hard rock intermezzato da alcuni splendidi pezzi acustici, tra cui la rilettura di Out on the Western Plain.

Nel 1976 incise “Calling Card”. Questo album si contraddistingue per essere uno degli album più eterogenei di Rory Gallagher, nel quale sfiora persino il jazz e, grazie all’amicizia con Roger Glover, arriva a sperimentare anche un sound simile a quello dei Deep Purple nella canzone Moonchild.

Dopo la pubblicazione del succitato album lasciarono la band Lou Martin e De’Ath, costringendo Gallagher a continuare con il solo batterista Ted McKenna.

Nel 1978 giunse quindi Photo-Finish, album che spazia tra molti generi e che sforna ottime canzoni come Shadow Play, Overnight Bag, Cruise On Out e Shin Kicker, tutte di carattere prevalentemente hard rock, pur essendo influenzate da altri generi: Cruise On Out contiene evidenti riferimenti al rock’n’roll. Fuel to the Fire, inoltre, ricorda molto A Million Miles Away.

Top Priority (1979) continua il discorso hard rock, così come l’ottimo live Stagestruck.

Jinx, del 1982, è un buon album, per il quale si aggiungono due nuovi elementi quali Dick Parry, sassofonista che ha contribuito anche a The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, e Brinsley Schwarz alle tastiere: tuttavia il sound, anche a causa della nascita del nuovo rock elettronico, risultò un po’ obsoleto e Gallagher decise di cercare di dare il meglio sul palco, dove ripropose il meglio del suo repertorio, riprendendo anche le canzoni dei Taste.

Dopo ben cinque anni Gallagher tornò in studio per incidere Defender, che evidenzia un forte ritorno al blues, così come l’album seguente, Fresh Evidence.

 

La tomba di Rory Gallagher presso il Saint Oliver’s Cemetery in Model Farm Road a Cork (Irlanda)

La morte e gli album postumi

Nel 1994, la dipendenza dagli alcolici lo costrinse a subire un trapianto di fegato che non ebbe però un buon esito. Rory Gallagher morì il 14 giugno del 1995 all’età di 47 anni in seguito a complicazioni dovute all’intervento. Il giorno della sua morte tutte le televisioni irlandesi interruppero i programmi, persino la BBC. I suoi funerali vennero trasmessi in diretta nazionale.

Nel 1996 fu pubblicato il primo album postumo, Blue Days for the Blues. Altre pubblicazioni postume sono BBC Sessions, che contiene registrazioni inedite sia dal vivo che in studio, e Wheels Within Wheels, pieno di outtakes e brani acustici eseguiti assieme a numerosi ospiti.

Pearl Jam…ed il concerto segreto

Pearl Jam…ed il concerto segreto

La scorsa estate, più precisamente il 9 giugno Eddie Vedder e soci, poco prima di esibirsi al festival Bonnaroo di Manchester, nel Tennessee, tennero un concerto segreto davanti a un ristrettissimo pubblico di 250 fortunati.

Questo concerto segreto si è tenuto presso il quartier generale della Third Man Records di Jack White, a Nashville ed i partecipanti sono stati pescati a sorte tra i fan di vecchia data.

La performance che venne registrata direttamente su vinile, sarà trasmessa a puntate sul canale dedicato ai Pearl Jam dal network radiofonico SiriusXM.

Oltre agli spezzoni dal vivo dell’esibizione, nelle undici puntate previste dall’operazione il chitarrista del gruppo Mike McCready fornirà commenti inediti ed esclusivi ai retroscena e al lavoro di preparazione dello show.

La prima puntata è andata in onda ieri, sabato 24 dicembre: a questo indirizzo è disponibile il calendario e gli orari dei prossimi contributi, che termineranno il prossimo primo gennaio.

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