Il Blog Delle Stelle

Io sondaggio, Tu sondaggi, Lui sondaggia, Noi sondaggiamo, Voi sondaggiate, Loro sondaggiano.

Io sondaggio. Oggi è la ricorrenza di San Sondaggio, SOLDATO DI RARA POTENZA, CAPACE DI MANIPOLARE LE MENTI DEBOLI, FACENDO PASSARE PER COSA BUONA E DA SEGUIRE I NUMERI E NON LE IDEE, I PROGRAMMI E L’ONESTA’ DELLA POLITICA. L’unica cosa buona che ha l’Italia e che sono vietati da oggi fino alle elezioni. Alleluia.

La realtà è che sul territorio ci sono il 40 – 45% di persone (tra Indecisi e chi non vuole votare) e non ci sono sondaggi che tengono con una massa così grande di voti UTILI.

NOI ATTIVISTI E SIMPATIZZANTI DEL MOVIMENTO 5 STELLE CHI VOGLIAMO ESSERE. La categoria 1 o la 2?

Io sondaggio. Oggi è la ricorrenza di San Sondaggio. Da oggi non è più possibile pubblicare sondaggi elettorali fino al voto del 4 marzo prossimo.

Questo non vuol dire che i sondaggi non vengano più realizzati, solo che non possono essere resi pubblici: si possono leggere in privato (i partiti ovviamente continuano a farlo), ma non possono essere resi noti a tutti.

Si possono continuare a citare invece i dati già noti, come quelli pubblicati ieri.

Ma i sondaggi elettorali quanto sono affidabili per prevedere il risultato delle urne? 

SECONDO ME NO,  o meglio, secondo me i risultati delle elezioni potrebbero subire modifiche MOLTO GRANDI.

La differenza la possono fare 2 tipi di cittadini italiani:

  1. QUELLI CHE HANNO SCELTO PER CHI VOTARE
  2. QUELLI CHE HANNO SCELTO PER CHI VOTARE MA CERCANO IN 2 SETTIMANE DI ATTIVISMO SFRENATO DI CONVINCERE GLI INDECISI E CHI NON VUOLE VOTARE.

NOI ATTIVISTI E SIMPATIZZANTI DEL MOVIMENTO 5 STELLE CHI VOGLIAMO ESSERE. La categoria 1 o la 2?

POCHE CHIACCHIERE, ABBIAMO 2 SETTIMANE PER FARE LA DIFFERENZA

VOGLIAMO ESSERE QUESTI?

 

 

 

 

 

 

 

 


O QUEST’ALTRI?

Volete ancora votare per questi? “Gli avvoltoi della politica hanno sempre fame”

Volete ancora votare per questi? “Gli avvoltoi della politica hanno sempre fame”, potete farlo, nessuno ve lo vieta, ma prima GUARDATE  a quali persone state dando fiducia. La meritano ancora oppure è il momento di dare il voto al Movimento 5 Stelle, a gente che combatte queste cose che vedrete? E’ in gioco la nostra salute, volete giocare sulla vostra salute e quella dei vostri figli e nipoti? Pensaci prima di dare il voto a chi vi avvelena.

di Luigi Di Maio

L’inchiesta giornalistica di Fanpage.it svela un sistema noto a tutti che finalmente viene fissato in video. Smaltimento di fanghi industriali, bandi di gara che vanno deserti, la politica che controlla i bandi e poi affida i lavori agli amici degli amici. Soprattutto mazzette su mazzette, milioni di euro rubati alla collettività. Il quadro devastante che emerge è di un’ampia e profonda corruzione che lega insieme tutti i partiti politici che gestiscono la cosa pubblica. Da destra con Passariello capolista di FDI indagato, a Roberto De Luca PD, figlio del governatore della Campania e anche lui indagato. Quando c’è da mangiare e affamare i cittadini la grande colazione funziona sempre.

Il figlio di Vincenzo De Luca, da assessore al Bilancio del comune di Salerno, si interessa di appalti in regione Campania dove il papà comanda. Come può accadere una cosa del genere, perché può interessarsi di appalti che non sono di sua competenza?

Il Movimento 5 Stelle in regione Campania aveva già acceso un faro sulla SMA ben sei mesi fa, la partecipata della regione Campania con un esposto. La cosa più incredibile è la figura di Passariello, pretoriano di Giorgia Meloni in Campania, presidente della commissione d’inchiesta sulle partecipate. Controllato e controllore in fin dei conti erano la stessa persona.

Sei mesi fa il Movimento 5 Stelle ha quindi presentato un esposto alla Procura della Corte dei Conti per valutare l’ipotesi di danno erariale, alla luce di tre proroghe consecutive dei lavori della Commissione regionale d’inchiesta, chieste dal presidente Luciano Passariello e puntualmente concesse dall’aula del Consiglio, attraverso una palese forzatura dello Statuto. Dopo due anni e una ennesima proroga di 60 giorni, i lavori della Commissione non hanno ancora prodotto nulla.

Nel frattempo arrivano le elezioni e c’è bisogno di soldi e appoggi e quindi l’appalto con il finto imprenditore si deve fare.

Le cifre sono chiare: da 135 euro a tonnellata di fanghi da smaltire, già comprensivi di tasse per tangenti, si arriva a 175 euro a tonnellata: tanta la politica che deve mangiare, tanta la politica che deve guadagnare. Un affare che frutterebbe ben 170 mila euro al mese solo per le tasche degli indagati.

Ma l’aspetto più grave di questa inchiesta è l’indagine a carico dei giornalisti di Fanpage: accusati di corruzione perché hanno potuto fare quello che la legge non permette di fare alle forze dell’ordine e alla magistratura: essere agenti provocatori. Il Movimento ha da sempre proposto un’apposita legge per dare i giusti mezzi per scoperchiare la corruzione e il malaffare. Tutti i partiti si sono sempre opposti, perché sanno come andrebbero a finire. Un agente provocatore è una figura necessaria nella nostra società. I giornalisti si sono finti imprenditori e così hanno potuto scoprire gli appetiti e i meccanismi che ruotano attorno alla gestione dei rifiuti nella Pubblica Amministrazione.

                                                                       

Non si può sperare di avere una società libera dalla corruzione se poi si hanno armi spuntate per combattere una battaglia così importante.

Oggi abbiamo giornalisti che pubblicano fake news e non hanno neanche una sanzione, invece i giornalisti che svelano la corruzione vengono indagati. Questa è la fotografia dell’attuale sistema informativo in Italia.

In regione Campania molti stanno tremando e stanno correndo a nascondersi, ma le prove sono evidenti e acquisite dalla procura. Si ripete la storia della politica italiana: dai rifiuti alle mazzette al consenso elettorale. Ovviamente i soldi sono quelli pubblici, rubati ai cittadini che invece di ricevere servizi si prendono l’avvelenamento della propria terra pagato con le loro tasse.  

Una follia che non si ferma solo in Campania, ma è la follia di questa classe politica che avvelena ogni cosa che tocca. L’inchiesta è solo all’inizio e travolgerà un pezzo molto grande di un sistema corrotto ma non tutto. Per farlo crollare è necessario avere persone oneste e con le mani libere. Queste immagini devono fissarsi nella testa e non dimenticarle, perché se le cose vanno male ci sono i nomi e cognomi dei responsabili. Le elezioni sono alle porte e bisogna scegliere ora che futuro vogliamo per noi e per i nostri figli. Un futuro con queste persone al comando o un futuro in cui al primo posto c’è la qualità di vita degli italiani che solo il Movimento 5 Stelle ha a cuore.

 

Le coperture del programma Movimento 5 Stelle.

Le coperture del programma Movimento 5 Stelle.

Quelli “capaci” non sanno ancora che faranno da grandi. Ma veramente vorresti VOTARE per gente che non sai cosa faranno, con chi la faranno e che non hanno MAI RISPETTATO QUELLO CHE DICEVANO AVREBBERO FATTO?

di MoVimento 5 Stelle

Testa e cuore. Una visione a lungo termine e la passione per realizzarla. Ma anche il senso di responsabilità e le mani libere che solo il MoVimento 5 Stelle può garantire agli italiani, dopo almeno 25 anni di una politica che ha eroso i redditi di lavoratori e pensionati, ha intaccato il risparmio dei cittadini, ha ucciso la speranza dei ragazzi e li ha cacciati all’estero, ha sepolto le imprese sotto una montagna di tasse, ha massacrato il territorio e ha lasciato l’Italia indietro rispetto ai partner più competitivi.

SCARICA IL VOLANTINO DEL PROGRAMMA M5S http://www.ilblogdellestelle.it/immagini/immagini/Volantino%2020%20punti_def.pdf

LE COPERTURE

I 20 punti per la qualità della vita degli italiani liberano nuove energie e ci proiettano verso un’altra idea di Paese. Tutti ci chiedono: da dove prenderete i soldi? I soldi ci sono, eccome, in un bilancio da 800 miliardi. Basta avere lungimiranza e, appunto, le mani libere da condizionamenti di lobby e gruppi di interesse che finora hanno sempre prosperato in modo parassitario, attaccati alle gonne dello Stato.

Per far contenti gli scettici, partiamo proprio dalle cosiddette “coperture” (i serbatoi da cui prendiamo i soldi per attuare il nostro programma). Fondamentalmente sono tre: 1) circa 30 miliardi annui, a regime, di spending review in senso stretto (compreso 1 miliardo di tagli ai costi della politica e senza considerare la foresta di agevolazioni fiscali) che sono stati già individuati da una sequela di commissari alla spesa, con in testa Carlo Cottarelli (ma i partiti preferiscono tagliare i commissari piuttosto che la spesa); 2) 40 miliardi l’anno, a regime, di tax expenditures (agevolazioni fiscali) che si possono ripensare e spostare da obiettivi dannosi o improduttivi verso finalità ad alto moltiplicatore (in totale l’erosione fiscale dovuta ad esenzioni, detrazioni e deduzioni supera i 300 miliardi); 3) infine il MoVimento 5 Stelle farà una riflessione politico-economica su 10-15 miliardi di maggiore deficit annuo che comunque, partendo da una base programmatica dell’1,6 di deficit/Pil 2018, ci terrebbe ancora abbondantemente sotto il vetusto e stupido parametro del 3%.

Tirando una prima somma, dunque, stiamo parlando di 70 miliardi di coperture annue a regime derivanti da tagli agli sprechi, più una quota di maggiore deficit da decidere (anche in base al ciclo economico). Con l’obiettivo, però, di ridurre del 40% il debito/Pil in 10 anni.

GLI INVESTIMENTI PER 50 MILIARDI

Il cuore della nostra visione per il rilancio del Paese è il piano da 50 miliardi in cinque anni di investimenti pubblici produttivi. La spesa buona che i governi hanno tagliato per fare austerity e che serve a rilanciare la domanda aggregata: green economy, bonifiche, rete idrica, rete elettrica, adeguamento sismico, mobilità pulita e sostenibile, dissesto idrogeologico, riqualificazione urbanistica, edilizia scolastica e sanitaria, banda ultra larga, infrastrutture immateriali. Settori che, a differenza delle grandi opere inutili, creano centinaia di migliaia di posti di lavoro e non offendono il territorio.

Non è lo Stato che ritorna contro il mercato, ma lo Stato che fa nuovo mercato e mercati nuovi in cui possono fiorire start-up e occasioni di lavoro per i giovani. E’ lo Stato innovatore, un grande “business angel” che finanzia alcune delle idee del futuro da cui si genera ricchezza.

Per la digitalizzazione della Pa, invece, ci sono già 5,7 miliardi dell’agenda digitale. Ma non esiste una “smart nation” senza un rilancio forte di formazione, università e ricerca. Entro la legislatura, riportiamo la spesa in media con l’Unione europea: al 5% del Pil per la formazione e al 3% per la ricerca. Servono 25 miliardi che però hanno un moltiplicatore altissimo e darebbero ingenti entrate allo Stato.

Gli investimenti possono essere coperti in parte con i piani di spending review e in parte con maggiore deficit. Ma il MoVimento conta pure di ricavare 5-9 miliardi nel corso della legislatura dal taglio delle già citate grandi opere inutili.

LO SHOCK FISCALE

Accanto alla leva degli investimenti, il MoVimento 5 Stelle darà uno shock fiscale in favore di imprese e cittadini. Alle aziende dimezziamo la tassa più odiata: l’Irap. Oggi costa 21 miliardi, se ne possono eliminare almeno 11-12 usando il taglio trasferimenti improduttivi (7 miliardi a regime, ciò che resta dello studio Giavazzi-Cottarelli) e una quota di tax expenditures riviste (gasolio, accise, ecc…). Ma a fine legislatura potremmo arrivare persino ad abolirla, se il ciclo economico, come immaginiamo, lo consentirà.

Sul fronte dell’Irpef (e quindi del cuneo fiscale nel caso del lavoro dipendente), rivediamo il sistema dell’imposizione in modo da semplificare, garantendo comunque progressività. L’impianto sarà a tre aliquote, ogni cittadino pagherà meno di quanto paga oggi, il risparmio per il ceto medio è oltre mille euro all’anno. La no tax area sale a 10mila euro (con benefici che si ripercuotono fino a 55mila euro di reddito) e in relazione al nucleo familiare la stessa no tax area arriva fino a 26mila euro. La riforma costerebbe oltre 13 miliardi (un intervento di rilievo), ma in essa inglobiamo gli 80 euro e ne utilizziamo le coperture: rifiutiamo infatti la logica del bonus del tutto regressivo (senza quoziente familiare e per giunta “flat”, nel senso che è uguale per tutte le categorie di reddito che lo percepiscono) e preferiamo una riforma organica dell’Irpef che distribuisce in modo più esteso e progressivo i benefici fiscali (a partire dai ceti medio-bassi). Dunque, restano poi poco meno di 4 miliardi scoperti che compensiamo con le tax expenditures.

BEN 17 MILIARDI ALLE FAMIGLIE

L’Italia è il Paese con il più basso tasso di natalità in Ue. La Francia è in cima alla classifica. Dobbiamo aumentare progressivamente fino a un punto di Pil in più la spesa per il welfare familiare, in modo da portarci sul livello francese. La spesa a regime è 17 miliardi annui.

Si tratta di riorganizzare i sostegni per il baby sitting e per l’acquisto dei prodotti dell’infanzia. Bisogna pure coinvolgere gli enti locali, rafforzando le loro dotazioni (per asili, assistenza…) con trasferimenti pubblici. Ma anche le imprese, sostenendone le politiche family friendly.

Le detrazioni per colf e badanti possono essere in parte coperte con l’introduzione di efficaci controlli anti-evasione (modello “Red colf”) sul pagamento dei loro emolumenti. Per il resto si compensa con un mix di agevolazioni tra quelle rivedibili già citate e tagli agli sprechi. E va considerato che questo piano si avvarrà anche di 2,5 miliardi strutturali già previsti per il Reddito di inclusione (dal canto suo rimpiazzato dal Rdc, una misura più grande, più seria, più orientata alle politiche attive e alla competitività del fattore lavoro e quindi anche delle imprese).

SUPERAMENTO DELLA FORNERO

Il MoVimento 5 Stelle ha promesso il superamento della riforma Fornero sulle pensioni. Oggi c’è troppa flessibilità in ingresso del mondo del lavoro e troppa rigidità in uscita. Vogliamo dare più libertà a chi vuole progettare il proprio futuro e consentire ai giovani di inserirsi con più facilità. Sia la Pa che le imprese, infatti, hanno bisogno di uno svecchiamento che garantisca loro efficienza e competitività.

Una certa flessibilità in uscita intorno a quota 100, la quota 41 per lavoratori precoci, opzione donna e la staffetta generazionale (già finanziata) sono gli elementi centrali del pacchetto che costa 7,5-8 miliardi annui. Ai quali si aggiungono 3 miliardi annui per il blocco graduale dell’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita. Il MoVimento 5 Stelle li copre, a regime, per 4 miliardi con la spending review e per circa 6,5 miliardi con le tax expenditures sul settore lavoro (disponibili fino a 10 miliardi annui). Si possono utilizzare pure le risorse legate a mancette poco influenti come l’ape social, che viene inglobata.

SANITA’ E SICUREZZA

Il MoVimento 5 Stelle punta a riportare la spesa oltre il 6,5% del Pil in favore della sanità pubblica. Facciamo tra l’altro investimenti in prevenzione, puntiamo sulla digitalizzazione e aumentiamo il Fondo non autosufficienze. Servono 12,5 miliardi nella legislatura per il nostro programma. Come coperture, a una parte dei sussidi e agevolazioni su fossili o dannosi per l’ambiente (in totale 16,6 miliardi annui così come certificati dal ministero dell’ambiente) si aggiungono il payback delle case farmaceutiche e i risparmi legati alla distribuzione diretta dei farmaci ospedalieri (circa 1 miliardo di gettito l’anno, 4 miliardi a legislatura).

Sulla sicurezza, ripensiamo e rendiamo strutturale l’operazione “strade sicure”. Invece dell’esercito, la affidiamo alle forze dell’ordine. Il MoVimento 5 Stelle assume 10mila unità e altre 10mila per rafforzare le commissioni territoriali che valutano le domande di diritto d’asilo, in modo da accelerarne le risposte. L’operazione costa complessivamente 1 miliardo l’anno che copriamo con la riduzione delle spese per le missioni internazionali (oltre 500milioni l’anno) e il superamento della pensione ausiliaria (400 milioni annui).

GIUSTIZIA E DIFESA

Il MoVimento 5 Stelle prevede poi 4 miliardi di investimenti a legislatura in ricerca e innovazione legati alla cyber security. Invece sulla giustizia assumeremo 5mila amministrativi e 1.400 magistrati per rendere più efficiente e rapido il comparto (costo a regime 600 milioni annui). In totale, tra spesa in conto capitale e spesa corrente, si tratterebbe di circa 7 miliardi, coperti con un mix di spending review sulla difesa e revisione delle tax expenditures.

IL REDDITO DI CITTADINANZA

E’ vero che 5 miliardi di agevolazioni e 2,5 miliardi di tagli agli sprechi (pescando dai serbatoi già citati) ci serviranno, all’inizio, per mettere in piedi il Reddito di cittadinanza (già contemplati nelle coperture della misura). Ma il Reddito di cittadinanza tende a ripagarsi da solo sia in ragione degli spazi che apre ai consumi sia perché ci sosterrebbe nel dibattito con la Ue circa una revisione del nostro Pil potenziale, dell’output gap e dunque in merito ai più ampi margini finanziari utilizzabili persino a regole invariate. Senza dimenticare che la riforma dei centri per l’impiego darà forza lavoro qualificata a sostegno della competitività delle imprese.

TIRANDO LE SOMME…

Tirando le somme, i punti salienti del nostro programma, Reddito di cittadinanza incluso, valgono a regime una spesa annua intorno ai 75 miliardi. Il MoVimento 5 Stelle può arrivare a coprirli, dunque, senza dover fare i salti mortali. Anzi.

Peraltro, si tratta di calcoli a bocce ferme, che non tengono conto degli effetti benefici sulla crescita, effetti che utilizzeremo per due finalità chiave: garantire maggiore benessere ai cittadini attraverso la conversione del sistema e abbattere il debito/Pil.

Il MoVimento 5 Stelle è l’unico che può realizzare il proprio programma senza alcun condizionamento (di alleati riottosi o lobby fameliche). Abbiamo le mani libere per fare il bene degli italiani.

 

Vuoi convincere uno di Destra (Lega compresa)? questo è il foglio. INCREDIBILE

Vuoi convincere uno di Destra (Lega compresa)? questo è il foglio. Se la persona parla per frasi fatte, ecco il foglio dove loro hanno scritto il programma del 2013. SOLO INCREDIBILE.

ECCO LE PROMESSE DELLA VERGOGNA E DELL’INAFFIDABILITA’.

IERI SERA 23-01-2018 nella trasmissione Otto e Mezzo, in nostro grande TONINELLI, mostra questo documento al popolo italiano. UN DOCUMENTO INCREDIBILE.

Oggi parliamo di chi fa promesse (incredibili) che regolarmente non mantiene. 

In questo articolo analizziamo l’elenco delle promesse del programma della DESTRA nel 2013.

N.B. per chi avesse dubbi sull’autenticità di questo documento, basta che vada su questo link: http://www.pdl.it/notizie/24719/il-patto-del-parlamentare

 
                                                                     
 

Il 99% della ricchezza in mano all’1% della popolazione. Quale futuro ci attende?

Rapporto Oxfam: il 99% della ricchezza in mano all’1% della popolazione. Ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri. Il divario cresce, nel mondo e anche in Italia. Con questo trend, dove andiamo a finire?

Ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri. CHE BEL FUTURO CI ATTENDE!!!!

E L’italia? l’Italia occupa la ventesima posizione su 28 paesi Ue per la disuguaglianza di reddito disponibile. La disuguaglianza è crescita esponenzialmente sia con Berlusconi ed il Centro Destra che con Renzi ed il Centro Sinistra. (Che bella sinistra ed il Berlusconi operaio è morto!!!!).

Il divario cresce, nel mondo e anche in Italia, L’Italia è infatti parte integrante della fotografia mondiale che vede contrasti.

La ricchezza è sempre più concentrata in poche mani.

  • A metà 2017 il 20% più ricco degli italiani deteneva oltre il 66% della ricchezza nazionale netta,

  • Il successivo 20% ne controllava il 18,8%,

  • Lasciando al 60% più povero appena il 14,8% della ricchezza nazionale.

  • In Italia – è un’altro dei dati allarmanti – la quota di ricchezza dell’1% più ricco degli italiani supera di 240 volte quella detenuta complessivamente dal 20% più povero della popolazione.

  • Il divario, poi, cresce. Nel periodo 2006-2016 la quota di reddito nazionale disponibile lordo del 10% più povero degli italiani è diminuita del 28%, mentre oltre il 40% dell’incremento di reddito complessivo registrato nello stesso periodo è andato al 20% dei percettori di reddito più elevato.

  • L’1% più ricco della popolazione mondiale continua a possedere quando il restante 99%. Ma si arricchisce sempre di più: l’82% dell’incremento di ricchezza netta registrato nel mondo tra marzo 2016 e marzo 2017 è andato in tasca a questi Paperoni. Nemmeno un centesimo, invece, è finito alla metà più povera del pianeta, che conta 3,7 miliardi di persone. Il contrasto è evidente visto che, conti alla mano, ogni due giorni si registra l’arrivo di un nuovo miliardario.

L’ong britannica Oxfam ha pubblicato un nuovo rapporto sulla ricchezza nel mondo alla vigilia del World Economic Forum di Davos, che vedrà riuniti nella cittadina svizzera il gotha mondiale dell’economia e della politica. «Ricompensare il lavoro, non la ricchezza», è il titolo del report che utilizza i dati elaborati dal Credit Suisse tenendo conto di nuove informazioni che arrivano sui nuovi ricchi di Russia, Cina e India.

Il rapporto si sintetizza in due parole: «miseri e disuguali». «Un miliardario ogni due giorni non è sintomo di un’economia fiorente se a pagarne il prezzo sono le fasce più povere e vulnerabili dell’umanità», afferma la presidente di Oxfam Italia, Maurizia Iachino.

La sezione italiana dell’organizzazione, in vista delle elezioni politiche italiane, ha inviato una lettera ai candidati premier: un’indagine realizzata da Demopolis per l’organizzazione indica che il 61% degli italiani percepisce una crescita della disuguaglianza nel Paese. Per questo la lettera propone interventi su fisco, lavoro, spesa pubblica.

L’indice di Oxfam, in quest’ultimo rapporto, è puntato sul lavoro, sempre più sotto-retribuito e precario, pieno di abusi e rischi. «Basta pensare – spiega Maurizia Iachino – che oggi il 94% degli occupati nei processi produttivi delle maggiori 50 compagnie del mondo è costituito da persone “invisibili” impiegate in lavori ad alta vulnerabilità senza adeguata protezione». Un dato rende bene il paradosso di un lavoro meno pagato della ricchezza. 

Nel settore dell’abbigliamento gli azionisti dei cinque principali «marchi» hanno riscosso nel 2016 dividendi per 2,2 miliardi di dollari: basterebbe un terzo di questa cifra per garantire un salario dignitoso a 2,5 milioni di vietnamiti che lavorano nello stesso settore, producendo un capo che magari ora stiamo indossando.

Ma il divario è anche tra lavoro e lavoro: basta un giorno da amministratore delegato in Usa per guadagnare quanto un lavoratore della stessa compagnia in un solo anno. Proprio per questo, tra le proposte di Oxfam, c’è quella di porre un tetto ai superstipendi dei top manager per impedire che il divario superi il rapporto 20 a 1.

La linea che separa il ricco dal povero in Brasile = UN MURO

Le disparità tra top manager e lavoratori 
I salari non hanno mantenuto il passo con la produttività e il lavoro vale sempre meno: con il rischio di un avvitamento dovuto al ricorso al credito non garantito, come è accaduto nella crisi del 2008. È l’allarme contenuto nel rapporto Oxfam sulla ricchezza che quest’anno sceglie di focalizzare all’attenzione proprio sulla necessità di «ricompensare il lavoro, non la ricchezza». 

I dati indicano come ad un costante incremento dei profitti di azionisti e top manager corrisponde un peggioramento altrettanto costante dei salari e delle condizioni dei lavoratori.

Con una discriminazione che – come dimostrano anche gli ultimi dati dell’Onu – diventa ancora più acuta per le donne. Oxfam ha messo a punto dei confronti che consentono di comprendere meglio. 

Il primo riguarda la remunerazione della ricchezza nel settore dell’abbigliamento. Nel 2016 i primi cinque marchi del settore hanno pagato agli azionisti dividendi per 2,2 miliardi di dollari: basterebbe un terzo di questi denari per dare un salario dignitoso ai 2,5 milioni di vietnamiti impiegati nello stesso settore, le cui storie sono raccontati in una video inchiesta della Ong. 
Bisognerebbe – suggerisce Oxfam nelle proposte inviate ai governi – incentivare modelli imprenditoriali che adottino politiche di maggiore equità retributiva e sostengano livelli salariali dignitosi, fissando anche livelli minimi. Ma anche qualche tetto. Il rapporto tra la paga di un top manager e un suo dipendente non dovrebbe superare “mai” la quota di 20 a 1. Ora invece non è così.

Nel Regno Unito i manager esecutivi delle prime 100 compagnie quotate percepiscono 130 volte lo stipendio di un dipendente. Negli Usa, invece, si calcola che un amministratore delegato possa percepire in poco più di un giorno una cifra pari al reddito medio che un lavoratore della sua stessa compagnia percepisce in un anno.

Disoccupate e schiave, la fotografia delle donne italiane

Disoccupate e schiave, la fotografia delle donne italiane

Ma, nel lavoro, c’è una categoria ancora più bistrattata. È quella delle lavoratrici. Le donne subiscono in media un divario retributivo del 23%, spiega Oxfam rilanciando l’allarme dell’Onu.

E questo vale per tutte le fasce di ricchezza se si pensa che 9 miliardari su 10 sono uomini. Inoltre sono loro a subire le maggiori vessazioni. «In ogni parte del mondo abbiamo raccolto testimoniane di donne schiacciate dall’ingiustizia e dalla diseguaglianza – racconta Maurizia Iachino, presidente italiana di Oxfam – In Vietnam le lavoratrici del settore abbigliamento non vedono i loro figli per mesi, per via delle lunghissime giornate lavorative.

Negli Usa abbiamo scoperto che alle lavoratrici dell’industria del pollame non era consentito andare in bagno ed era imposto di indossare i pannolini». 

E in Italia? Nel 2016 le donne rappresentavano appena il 28,4% dei profili dirigenziali e, nel global gender gap del Wef, che misura i divari uomo-donna, l’Italia è solo all’82mo posto su 144 Paesi.

Certo non è il Bangladesh dove il top manager di una delle prime cinque compagnie dell’abbigliamento guadagna in 4 giorni quando una sua lavoratrice in una intera vita, ma è un dato che dovrebbe far riflettere per un Paese (L’ITALIA) che si fregia di essere tra le prime sette-otto economie del mondo.

NOI DEL MOVIMENTO 5 STELLE VOGLIAMO FARE LA NOSTRA PARTE, PER FERMARE QUESTA FOLLIA, CHE PORTERA’ ALLA RIBELLIONE DELLE CLASSI PIU’ POVERE. NON HANNO ALTRA SOLUZIONE. 
                                                  
 

Video-Messaggio urgente di Alessandro Di Battista

Video-Messaggio urgente di Alessandro Di Battista – Vediamo e condividiamo. Importantissimo

Cari amici,

Siamo agli sgoccioli, manca molto poco alle prossime elezioni politiche.

Il MoVimento 5 Stelle ce la può fare, se riusciremo a fare una grande campagna elettorale.

Io credo che riusciremo a vincere le prossime elezioni, ci credo tanto, vedo i partiti politici che si difendono reciprocamente, che tentano di spaventare gli italiani per un possibile governo del MoVimento 5 Stelle.

Lorsignori sono terribilmente spaventati e hanno anche ragione: faremo nuove leggi sui costi della politica e sul taglio dei vitalizi, sulla creazione di una banca pubblica di investimento per le imprese gestita dallo Stato.

Abbiamo norme pronte sulla trasparenza bancaria, per la tutela del risparmio dei cittadini, norme anticorruzione.

Abbiamo pronto il Reddito di cittadinanza per rendere la povertà illegale.

Oltretutto, se passasse il Reddito di cittadinanza, si annienterebbe il voto di scambio, un cancro del nostro paese e certi soggetti politici senza voto di scambio non verrebbero mai eletti.

Per questo vi chiediamo un sostegno economico: Luigi sta girando l’Italia e io anche nel mese di febbraio partirò, sarà qualcosa di grande come il Costituzione Coast to Coast.

Anche se non sarò candidato per me non cambia niente, sosterrò il MoVimento 5 Stelle, il mio unico obiettivo è vincere le elezioni, permettere al Movimento 5 Stelle di andare al governo e a Luigi Di Maio di essere il futuro presidente del consiglio.

Sosteneteci con una donazione: http://www.movimento5stelle.it/programma/donazioni.html 

Sapete come siamo, abbiamo rifiutato 42 milioni di euro di rimborsi elettorali, ci siamo tagliati tanti soldi dei nostri stipendi e questo è il segnale di credibilità che noi mettiamo sul piatto e attraverso il quale ci sentiamo assolutamente in diritto di chiedervi un sostegno volontario. Microdonazioni, perché attraverso le microdonazioni noi riusciamo a fare la nostra campagna elettorale.

E soprattutto non dobbiamo dire grazie a nessuno, a parte l’unico nostro lobbista: il popolo italiano.

Sosteneteci! Viva il MoVimento 5 Stelle!

                                                                    

“E’ IL MOMENTO DI CAMBIARE” questo è il nostro slogan.

“Devi RISPETTARE le mie Idee Politiche, DIVERSE dalle Tue! ” 

Un ACCIDENTE, dico io ! Qui non si tratta di idee politiche, ma di una LOTTA tra ONESTÀ e CORRUZIONE!

NON mi interessano le Ideologie Ma i FATTI ! L’UNICA Forza Politica composta ESCLUSIVAMENTE da Cittadini PRESTATI e NON VENDUTI alla Politica, è il MoVimento 5 stelle!

È inutile che cambino le facce o i nomi di nuovi partiti e partitini!

Al momento giusto, tutti questi Politicanti di Mestiere, si uniscono per FOTTERCI !

E scusate la parola forte ma è proprio questo che fanno …ci FOTTONO il PRESENTE e pure il FUTURO!

NON c’è alcuna TRASPARENZA in quello che fanno questi Imbroglioni, per non usare parole molto più pesanti!

Al contrario del M5S che giustamente è sempre COSTANTEMENTE sotto la lente di ingrandimento di TUTTA la STAMPA Italiana ed Estera!

Tutto quello che hanno fatto e hanno detto i nostri portavoce pentastellati è sempre stato oggetto di critiche e di approfondimenti SVIANTI, con la PRECISA intenzione di farli SEMPRE apparire in CATTIVA LUCE!

La realtà è ben diversa.

Il MoVimento 5 Stelle ha meravigliato e viene studiato  in TUTTO il MONDO, perché è L’UNICA forma di VERA Democrazia dal BASSO e PARTECIPATA!

Anche se ovviamente perfezionabile, è una ECCELLENZA ed un ORGOGLIO ITALIANO avere inventato il MoVimento 5 stelle!

PRIMA ce lo FICCHIAMO bene in testa e PRIMA riusciremo a SCONFIGGERE quell’enorme macchina POLITICO CRIMINALE che ha DEVASTATO un Paese MERAVIGLIOSO ed INIMITABILE come l’Italia…. al quale io sono FIERO di appartenere. …e che non lascerò in mano alle Invasioni Barbariche dall’esterno …e alla CORRUZIONE che lo sta facendo MARCIRE DALL’INTERNO!

Non dovete arrabbiarvi quando mi scaldo parlando di BERLUSCONI RENZI SALVINI MELONI eccetera eccetera ….

Vi dovreste piuttosto VERGOGNARE  di essere ANCORA lì a DIFENDERLI, pur sapendo tutte le enormi PORCHERIE che hanno coinvolto i loro PARTITI.

Soprattutto lo SCHIFO in cui hanno portato l’Italia con i loro INCIUCI MALEDETTI e la loro immensa INCAPACITÀ di governare facendo gli interessi dei Cittadini e NON quelli dei più Ricchi, più Potenti, delle Lobby, delle Banche, dell’Europa!

Costoro sono degli Incredibili IMPUNITI!

Gente che continua a SBAGLIARE e che vive in mezzo alla CORRUZIONE senza MAI pagarne le conseguenze.

Io voterò Movimento 5 Stelle il 4 marzo 2018 e Sono fermamente convinto che CHI NON lo farà è profondamente invischiato nel sistema corruttivo e politico che ci ha portati al disastro economico e sociale di oggi.

Oppure sono semplicemente delle povere persone DISINFORMATE e SPOCCHIOSE che pensano di sapere tutto ….oppure semplicemente non gliene può fregar di meno di tutto quello che li circonda! Praticamente un’escalation di 

Silvio Berlusconi in sintesi.

Vent’anni di leggi ad personam, condannato per frode fiscale,

falso in bilancio e appropriazione indebita,

il suo braccio destro in galera per mafia,

oltre a qualche altro galantuomo come Cosentino,

ha portato in parlamento l’autista di Cutulo (definendolo un EROE) ,

sen “Giggino a purpetta”,

il suo governo ha creato la tanto odiata Equitalia,

ha firmato e ratificato il trattato di Dublino,

ha quasi fatto fallire questo paese,

pertanto fu invitato a farsi da parte per manifesta incapacità ed incompetenza,

lasciando posto a Monti ed alle sue manovre lacrime e sangue,

ha votato la legge Fornero, e la legge ACERBO del secondo millennio,

ricordando anche che ha trattato gli italiani come deficienti volendo far credere che Ruby fosse la nipote di Mubarak, rendendoci ridicoli in ambito internazionale.

ECC.ECC.ecc.ecc.ecc.

                                                                                                   

Queste, purtroppo, non sono fake news, queste perle di Monnezza, sono parte della storia politica italiana degli ultimi venti anni.

Nonostante tutto, parte DI COLORO CHE HANNO SUBITO IL SUO “TRATTAMENTO”, SEMBRANO PRONTI A RIVOTARLO!!!!!

Noi attivisti, simpatizzanti dobbiamo impegnarci come non abbiamo fatto MAI, SEMPRE DI PIU’, DOBBIAMO ARRIVARE ALLA NOTTE DEL 4 MARZO SENZA RIMPIANTI.

Questo paese, il paese di tutti gli italiani, ha bisogno dell’impegno di coloro che voteranno M5S per portare il massimo numero di persone a far loro dire: “GLI ALTRI LI CONOSCIAMO, SAPPIAMO COSA HANNO FATTO, ORA PROVIAMO A FAR GOVERNARE QUESTA FORZA GIOVANE CHE HA TUTTE LE CARTE IN REGOLA PER FAR MEGLIO DELLA DISASTROSA STORIA DEI VECCHI POLITICI. SE FALLIRANNO, NON LI RIVOTEREMO”. E’ IL MOMENTO DI CAMBIARE.

Luigi Di Maio: “Senza di voi non andremmo da nessuna parte.”

Luigi Di Maio: “Senza di voi non andremmo da nessuna parte.”    Sostienici con una donazione: http://m5s.info/donazioni2018

Luigi Di Maio:  “Senza di voi non andremmo da nessuna parte.

Il #rally sta proseguendo senza sosta ormai da oltre un mese e mezzo, tra incontri, eventi pubblici e visite in alcune realtà produttive che ci rendono famosi in tutto il mondo. È un viaggio straordinario che mi sta dando la possibilità di portare in tutto il Paese il nostro programma di governo e spiegare le proposte che abbiamo per cambiare l’Italia. Ma questo rally non sarebbe mai partito senza di voi. Senza gli 8.618 donatori che con micro donazioni hanno sostenuto questo tour fin dal primo giorno e grazie ai quali abbiamo raccolto fino ad oggi 336.697,62 €. A tutti voi devo un grande ringraziamento, di cuore.

Mancano circa 50 giorni al giorno delle elezioni. Dopo questa prima fase al nord Inizieremo a “scendere” verso le regioni del centro Italia, poi il sud e le isole. La strada da fare è ancora tanta, molte le persone da incontrare e a cui raccontare la nostra idea di Paese. È per 

questo che vi chiedo di continuare a seguirci e a sostenere il #rally con piccole donazioni qui: http://m5s.info/donazioni2018

Come sapete bene non prendiamo finanziamenti pubblici e l’unica nostra fonte di finanziamento… siete voi!”


Amici, mi rivolgo a chi può fare anche una piccola donazione (10 – 20 euro), fatela, la democrazia ed il buon governo non sono mai stati così “economici”. Quegli che hanno governato prima, non solo non hanno fatto nulla di buono, solo tanti danni e debiti, MA SIAMO SICURI CHE L’ABBIAMO PAGATA 100 VOLTE PIU’ CARA LA “DONAZIONE” CHE IN SILENZIO ED IN ALTRI MODI CI RUBAVANO DALLE TASCHE.

Aiutate il M5S, noi attivisti certificati lo facciamo già. GRAZIE A TUTTI.

P.S. SE POI ALCUNI POSSONO E VOGLIONO DONARE DI PIU’, SIAMO CONTENTI. Ricordiamoci tutti che questi piccole cifre servono per avere un GRANDE FUTURO. 

GRAZIE A TUTTI.


 

Di Battista, l’ultimo intervento e l’addio alla Camera

Di Battista, l’ultimo intervento e l’addio alla Camera. “Avete fallito in questi 5 anni”. Battibecco con Boldrini che con atteggiamento sfottente e falsamente accondiscende, cerca la minima scusa per interromperlo durante il discorso.

                                                                                 

Alessandro Di Battista  

“Questo molto probabilmente sarà il mio ultimo discorso in Parlamento in questa legislatura. Non capisco questi commenti, quasi con giubilo, anche perché vorrei ricordare che anche per molti di voi saranno gli ultimi giorni in Parlamento.E non per decisioni personali, ma per scelta del popolo italiano”.

Esordisce così il deputato del M5s, Alessandro Di Battista, nel suo intervento in Aula sulle comunicazioni del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, in vista del Consiglio Ue. Il parlamentare pentastellato menziona la sua scelta di non ricandidarsi alle prossime elezioni e rifila scudisciate sparse ai suoi colleghi, dal Pd alla Lega, e allo stesso Gentiloni:

 

“In questi cinque anni avete fallito, signor presidente del Consiglio. Avete provato a fare un lavoro molto, molto sporco: ostacolare un cambiamento e ostacolare quello che voi definite un populismo ma, in realtà, è soltanto voglia di cambiare le cose, anche perché in questo Paese ormai nulla è più populista che accusare di populismo coloro che vogliono cambiare le cose, coloro che si vogliono riprendere un po’ di sovranità, che vogliono garantire diritti a giovani, pensionati e risparmiatori.

Questo è veramente populista, e avete fatto di tutto, signor Gentiloni, pur di ostacolare questo cambiamento. Io non me le dimentico certe cose e ho questa occasione di ricordarle”. Di Battista aggiunge: “Avete rivotato, per la seconda volta, lo stesso Presidente della Repubblica. 

Pensate a quelli che che i comunisti erano il peggior nemico al mondo e poi hanno rivotato un ex comunista come presidente della Repubblica. Questo esclusivamente per ostacolare il cambiamento e sancire un inciucio perenne e permanente che nelle vostre menti ci dovrebbe essere anche nella prossima legislatura.

Successivamente” – continua – “avete visto che questo inciucio quantomeno dal punto di vista mediatico non funzionava, per cui avete mandato fuori uno e avete chiamato un presidente del Consiglio, Renzi, che provava a fare il grillino inseguendoci sui nostri temi, con il via ai vitalizi, il via alle auto blu e il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari.

È andato in Europa, l’ex Presidente Renzi, dicendo: “Datemi qualche mancetta, datemi qualche quattrino che io do qualche bonus al popolo italiano. Così riesco a ostacolare questo cambiamento, riesco a occuparmi del populismo, di questo Movimento 5 Stelle così pericoloso per i destini di qualche banchiere senza scrupoli”.

Non ce l’ha fatta neanche lui. Siamo così passati dall’arroganza di Renzi alla irrilevanza di Gentiloni”. La presidente della Camera, Laura Boldrini, richiama severamente il deputato M5s, dando vita a un pepato battibecco.

Alla fine del suo lungo intervento, Di Battista chiosa: “Mi rivolgo al popolo italiano, citando una frase che ho letto: possiamo evitare altre scelte disastrose, soltanto cambiando gli uomini che le compiono. C’è la possibilità di cambiare gli uomini che hanno compiuto determinate scelte disastrose? Io ho un’estrema fiducia nel popolo italiano, vi ringrazio e dico agli italiani di non mollare“

 

IL #RALLY  DI “DI MAIO” CONTINUA ANCHE SOTTO LA NEVE.

Il #Rally è una corsa meravigliosa su e giù per il Paese. L’abbiamo definita così perchè sapevamo che avremmo trovato strade impervie e condizioni meteorologiche avverse. Infatti ieri abbiamo trovato la neve, ma non ci siamo fermati e stiamo continuando grazie al vostro supporto straordinario. Continuate a sostenerci, anche con un piccolo contributo, perchè da qui a marzo la strada è ancora lunga! Io non mi fermo. SOSTIENI IL RALLY CON UNA DONAZIONE QUI: http://m5s.info/donazioni2018.

Ascoltate e condividete l’appello di Paola Taverna.

Con affetto: “Luigi Di Maio”

 

Ci siamo, sono passati 5 anni, 5 anni in cui abbiamo ridato al Paese un’opposizione meravigliosa che ha dimostrato che veramente le cose si possono cambiare, ma eravamo opposizione. Ora ci troviamo davanti alla campagna elettorale che può segnare la storia di questo Paese. E per farla abbiamo bisogno del tuo sostegno: DONA ORA

Da una parte abbiamo il centro destra con Berlusconi, vi rendete conto? Berlusconi, 5 anni fa lo abbiamo mandato a casa con la decadenza. E a sinistra, se la vogliamo chiamare così, non si sa neanche chi c’è, stanno ancora decidendo tra uno o l’altro.

Ma non sono cose importanti: quello su cui ci dobbiamo concentrare è il futuro. Questo è un Paese ancorato sempre al presente, se non addirittura al passato. Ma un futuro c’è? L’abbiamo dimostrato, l’abbiamo dimostrato con il progetto di Lavoro 2025, l’abbiamo dimostrato con le proposte di legge sulle rinnovabili, sul lavoro, sulle banche, su tutto quello che oggi sembra un ostacolo insormontabile, noi abbiamo dato delle soluzioni.

 

Per questo vi chiediamo un altro piccolo sforzo: che è quello di partecipare con delle donazioni. Noi i soldi li abbiamo restituiti, abbiamo restituito quasi 90 milioni di euro: chiediamo che ognuno di voi si prenda una piccola responsabilità, e la responsabilità è quella di avere dei rappresentanti al Parlamento con le mani libere.

Se ognuno di voi donasse anche solamente un euro, questo significherebbe comunque avere decine di migliaia di euro dati dal popolo italiano, che è l’unico al quale vogliamo rispondere. Non ci sono i grandi finanziatori delle campagne elettorali, c’è un MoVimento che vuole rappresentare tutti gli italiani.

Abbiate paura di chi trova i soldi facili. Noi i soldi facili non li troviamo, perché sappiamo che anche un euro per voi può essere importante, come potevano essere importanti per noi i 90 milioni che abbiamo restituito. Ma quando uno pensa a se stesso, smette di pensare a cosa serve a tutti gli altri, e invece questo è quello che vogliamo.

E’ partita la campagna elettorale, è partito il #Rally, saremo in tutta Italia e io sono sicura che con il vostro aiuto potremo dare un nuovo futuro a questo Paese. Ci conto. DONA ORA!

Luigi Di Maio

COME SAREBBE COL MOVIMENTO 5 STELLE AL GOVERNO

Come sarebbe col Movimento 5 Stelle al governo . Presentazione del Programma del M5S

“NOI CI ABBIAMO DATO UN TAGLIO” Presentazione del Programma del M5S

COME SAREBBE COL MOVIMENTO 5 STELLE AL GOVERNO

DEPUTATI E SENATORI

Dal 2018 i parlamentari hanno uno stipendio di 3.000 euro netti e i cittadini possono controllare come vengono spesi i contributi che il Parlamento versa loro semplicemente consultando i siti web di Camera e Senato.

La pensione dei parlamentari è equiparata a quella di tutti i cittadini: età pensionabile fissata a 67 anni e assegno calcolato in base ai contributi versati durante l’arco di tutta la vita lavorativa.

Chi è stato condannato per reati come abuso d’ufficio, perde il diritto all’assegno, così come tutti gli ex parlamentari condannati e riabilitati.

Non hanno più l’assegno di fine mandato, si accontentano del tfr come tutti gli altri cittadini. Avviata la riforma che porterà, alla legislatura successiva, all’abolizione dell’immunità parlamentare.

Tutte queste misure si stima che abbiano fatto risparmiare ai cittadini oltre 110 milioni di euro, senza considerare i risparmi che derivano dal ricalcolo di tutti i 2.600 vitalizi degli ex parlamentari.

PARLAMENTO

Ogni parlamentare eletto è iscritto d’ufficio nel gruppo parlamentare corrispondente alla lista presentata alle elezioni e, se decidesse di abbandonarlo per spostarsi in un altro gruppo – o per formarne uno nuovo – le camere non attribuiranno alcuna dote finanziaria: i parlamentari saranno penalizzati dal cambio di casacca.

Non esiste più lo scandalo dei ‘portaborse’ in nero, sfruttati dagli onorevoli: tutti gli assistenti hanno regolari contratti con le camere di appartenenza dei loro assistiti.

Abbiamo detto addio ai megastipendi dei dipendenti del Parlamento: esiste un tetto a retribuzione e indennità.

Sono stati tagliati del 20 per cento i fondi destinati ai gruppi parlamentari. Non esiste più un autoparco per ogni camera, ma una convenzione per il car sharing. Non esistono più le auto blu e le auto di servizio sono state razionalizzate.

Avviata la riforma che porterà, nella legislatura successiva, a dimezzare il numero di deputati e senatori eletti, che saranno 473 e non più 945.

Tutte queste misure si stima che abbiano fatto risparmiare ai cittadini quasi 65 milioni di euro senza considerare i risparmi che derivano dal dimezzamento del numero dei parlamentari.

SOSTIENI IL RALLY PER ANDARE AL GOVERNO CON UNA DONAZIONE:

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100 giorni di rally per andare al governo! Sostienici con una donazione!

“Luigi Di Maio”

Ragazzi, voglio darvi un messaggio importante: mancano più o meno 100 giorni al voto e da oggi
inizia ufficialmente la campagna elettorale per le elezioni politiche.

Per questa campagna non mi risparmierò. 
Penso che sia mio dovere incontrare il maggior numero di persone, ascoltare le loro esigenze e proporre le nostre soluzioni. So bene che in molti casi ci avvicineremo a persone che hanno una posizione critica nei nostri confronti; voglio parlare soprattutto con loro e confrontarmi. Perché vi assicuro che chi conosce il MoVimento da vicino, poi cambia prospettiva e inizia a guardarci in maniera diversa. Per questo sarò in tutta Italia, parlerò con chiunque sia interessato ad ascoltare la proposta di un MoVimento di governo che non pensa alle ideologie o alle poltrone, ma alla vita quotidiana dei cittadini e alla loro felicità.

Non sarà un semplice tour, sarà un rally! 
Il rally nell’automobilismo è una corsa che non si fa in pista, ma in strade pubbliche asfaltate o sterrate; si va avanti anche di notte, con le intemperie, tra la nebbia o mentre nevica e non c’è strada tortuosa che non si possa percorrere perché ogni secondo è prezioso. 
E il panorama è sempre stupendo. È il ritratto perfetto del viaggio che ci aspetta. 
Lo vivrò così, col piede sull’acceleratore per sfruttare al massimo questi cento giorni o poco più che ci separano dal giorno del voto.

E ho bisogno di tutto il vostro sostegno come attivisti, simpatizzanti ed elettori del MoVimento 5 Stelle.
Voi sarete i protagonisti come sempre, ognuno con il suo gruppo. Insieme a me ci sarà anche
Alessandro Di Battista in pole position, assieme ai nostri portavoce di tutta Italia. 
Siamo una squadra formidabile!

La campagna avrà dei costi che sosterremo grazie al contributo libero di tutti i cittadini che vorranno darci una mano. 
Vi ricordo che il MoVimento 5 Stelle ha rifiutato 42 milioni di finanziamenti pubblici e ha restituito milioni di euro derivanti dal taglio degli stipendi da parlamentari. 
Noi pensiamo che la politica la finanziano liberamente i cittadini, quindi dacci una mano e FAI SUBITO UNA DONAZIONE!
Con le vostre donazioni non sosterrete solo il MoVimento 5 Stelle, sosterrete un’idea diversa di fare
politica e di pensare al bene comune. Ringrazio sin da ora tutti coloro che ci daranno una mano ad
arrivare fino alla meta.

Oggi si parte, ci vediamo al traguardo.

Luigi Di Maio

 

 

Che cosa si è detto al convegno Lavoro 2025 del Movimento 5 Stelle

PARLARE, ANALIZZARE, PREVEDERE, PROGRAMMARE E REALIZZARE: Si è svolto alla camera dei deputati la due giorni organizzata dal M5S, durante la quale si è parlato del futuro dell’impiego. Ecco che cosa è emerso:

         

PARLARE, ANALIZZARE, PREVEDERE, PROGRAMMARE E REALIZZARE: Le parole d’ordine del governo a 5 stelle. Due giorni, decine di interventi affidati a una ventina di relatori, che hanno cercato e in parte riuscito, di comprendere cosa succederà nei prossimi 10 anni è, per tanti motivi, un tentativo degno di lode. Per una volta almeno, però, si è avuta l’impressione che la politica fosse unita: la due giorni è stata voluta dal Movimento 5 Stelle ma l’aula era piena di rappresentanti di molti partiti, soprattutto del Pd. Segno che l’argomento rastrella l’interesse generale anche se, come vedremo, le risposte tardano ad arrivare, non certo per colpa del M5S. che ha dato mandato al sociologo Domenico De Masi di redigere uno studio dei possibili sviluppi futuri del lavoro. Primo lavoro serio nel suo genere e primo tentativo nel panorama di gestione e programmazione del lavoro in Italia. 

Tutti d’accordo sulla necessità di valutare l’argomento lavoro alla luce dei cambiamenti in atto e non solo tenendo conto della tecnologia ma anche di altre variabili: formazione, immigrazione, integrazione, cultura, demografia e criminalità. All’equazione partecipano una variegata quantità di incognite e nessuna di queste è calcolabile con precisione o, per lo meno, nessuno degli oratori è riuscito a farlo, nonostante il parterre fosse di prim’ordine e vale la pena citarlo. 

Sono intervenute persone con skill diversi e provenienti da ambienti disparati: Filippo Abramo (presidente Federmanagement), Leonardo Becchetti (professore di Economia Politica, Tor Vergata Roma), Federico Butera (sociologo), Nicola Cacace (economista), Romolo Calcagno (esperto gestione aziende), Antonello Calvaruso (Associazione italiana formatori), Tiziana Ciprini (deputato M5S), Claudio Cominardi (deputato, M5S), Luca De Biase (Il Sole 24 Ore), Domenico De Masi (professore di Sociologia del lavoro, La Sapienza di Roma), Donata Francescato (professoressa di psicologia di comunità, La Sapienza Roma), Beppe Grillo (M5S), Barbara Labate (Ceo di Risparmio super), Enrico Mentana (direttore del Tg di La7), Manuela Perrone (Il Sole 24 Ore), Roberto Petrini (La Repubblica) e Umberto Romagnoli (scienze politiche, Università Bologna).



La società industriale, centrata sulla produzione di beni materiali come le auto e i frigoriferi, è nata nella metà del Settecento e si è esaurita nella metà del Novecento. Ralf Dahrendorf avverte che solo nella metà dell’Ottocento, cioè cento anni dopo la sua nascita, la “società industriale” fu così definita da Lorenz V. Stein.
Qualcosa di analogo sta succedendo oggi con l’avvento postindustriale. Dopo la seconda Guerra Mondiale, grazie a una serie di fattori come il progresso tecnologico, la globalizzazione, la diffusione dei media e la scolarizzazione di massa, la società industriale ha ceduto il passo a una società profondamente diversa – che per comodità chiamiamo “postindustriale” – centrata sulla produzione di beni immateriali come i servizi, le informazioni, i simboli, i valori, l’estetica. Questo passaggio epocale non è stato ancora metabolizzato e teorizzato compiutamente dagli economisti, dai sociologi e dai politologi per cui la nuova realtà viene interpretata e gestita in base ai vecchi criteri, generando quello stato di disorientamento che gli antropologi chiamano cultural gap per cui la nuova realtà è gestita secondo vecchie regole.

La questione lavoro

Uno dei settori maggiormente toccati da questo passaggio epocale e che più ne soffre gli effetti, è il lavoro. Nella metà dell’Ottocento, quando Manchester era la città più industrializzata del mondo, i lavoratori dipendenti che vivevano in quella città erano per il 94% manovali e operai. Oggi in Italia, come in tutti i Paesi avanzati del mondo, i lavoratori che svolgono mansioni prevalentemente fisiche raggiungono appena il 33% della forza lavoro; un altro 33% è costituito da impiegati che svolgono compiti intellettuali di tipo esecutivo; un ultimo 33% è costituito da operatori che svolgono attività intellettuali di tipo creativo.
Tutti sono incalzati dalla disoccupazione tecnologica. Tutti sono compresi sotto la medesima etichetta di “lavoro” e accomunati in una medesima normativa nonostante la loro profonda diversità. Altri equivoci nascono dal tentativo di gestire per mezzo del controllo anche quelle attività intellettuali che rispondono soprattutto allo stimolo della motivazione. Altri ancora nascono dalla persistenza di sistemi organizzativi che si ostinano ad applicare i criteri dell’unità di tempo e di luogo propri della vecchia fabbrica metalmeccanica anche a tipi di attività che andrebbero organizzate per obiettivo e destrutturate nel tempo e nello spazio.
Ma gli equivoci maggiori nascono in materia di politiche occupazionali, dove più incisiva è l’influenza di variabili come la demografia, la mobilità geografica, la tecnologia, lo sviluppo organizzativo, la globalizzazione e la scolarizzazione.

Prevedere per programmare

L’essenza stessa della società postindustriale risiede nella progettazione di futuro, ma non è possibile progettare il futuro senza prevederlo. Perciò il gruppo dei parlamentari 5 Stelle che fanno parte della Commissione Lavoro della Camera ha commissionato a Domenico De Masi, professore emerito di Sociologia del Lavoro presso l’Università “La Sapienza” di Roma, una ricerca previsionale su come evolverà il lavoro nel prossimo decennio. La ricerca ha adottato il metodo Delphi e si è avvalsa dei contributi di undici prestigiosi esperti della materia: Leonardo Becchetti, Federico Butera, Nicola Cacace, Luca De Biase, Donata Francescato, Diego Fusaro, Fabiano Longoni, Walter Passerini, Umberto Romagnoli, Riccardo Staglianò, Michele Tiraboschi.


I quesiti cui la ricerca ha cercato di dare risposta sono molteplici.
Nel prossimo decennio il futuro del nostro Paese sarà connotato da crescita o da decrescita? Come evolverà il mercato del lavoro? I posti di lavoro aumenteranno o diminuiranno in rapporto alla popolazione attiva? Quali settori saranno carenti, quali adeguati e quali esuberanti di occupati? Come evolverà il mix tra lavoro fisico, lavoro intellettuale di tipo esecutivo e lavoro intellettuale di tipo creativo? La globalizzazione, lo sviluppo dei metodi organizzativi, il progresso tecnologico, la longevità, i flussi migratori come influiranno sulla creazione e sulla distruzione dei posti di lavoro? La criminalità organizzata come influirà sulla creazione e sulla distruzione dei posti di lavoro? Quali tipi di professioni vedranno crescere la domanda e quali la vedranno decrescere? Il Terzo settore si estenderà o si contrarrà? Rappresenterà un modello organizzativo anche per le imprese profit o avverrà il contrario? Quale ruolo giocheranno sul mercato del lavoro lo Stato, le istituzioni, gli imprenditori, i sindacati, i partiti politici, la società civile? Le professionalità disponibili saranno più o meno adeguate alle professionalità necessarie per produrre i beni e i servizi richiesti dal mercato? Nell’evoluzione del mercato del lavoro che ruolo e che peso avranno la scuola e la formazione? La cultura del lavoro sarà sempre più globalizzata e innovativa o prevarranno le sue connotazioni locali e tradizionali? Come evolverà l’organizzazione del lavoro? Sarà product oriented o marketing oriented? Prevarrà l’organizzazione per processo o per obiettivi? Nella gestione delle risorse umane si farà leva più sul controllo o sulla motivazione? Si diffonderanno, e in quale misura, le forme destrutturate di lavoro come il telelavoro e lo smart working? Nel mondo del lavoro aumenterà la coesione sociale o la conflittualità? Che forma assumeranno i conflitti di lavoro? Che forma assumerà la solidarietà sociale? Come saranno gestite le differenze di genere, di razza e religione? Come volveranno i rapporti di lavoro nel settore pubblico e nel settore privato? Come evolverà il reclutamento e la cultura della classe dirigente aziendale? e di quella sindacale?

PARLARE, ANALIZZARE, PREVEDERE, PROGRAMMARE E REALIZZARE: La prova che il M5S ha le idee e la forza per governare IN MODO DIVERSO DAGLI ALTRI, questo Paese.

Il fantastico codice comportamento del PD.

Il fantastico codice comportamento del PD. Sfottono quello del M5S? Preparatevi a sbudellarvi dalle risate.

In queste ore, molte “punte di diamante del PD”, stanno facendo a gara a chi ha più spazio sui giornali per commentare e sfottere il codice comportamentale che abbiamo votato sul blog, in caso di coinvolgimento dei nostri portavoce in vicende giudiziarie.

A me è subito sorta spontanea una domanda: Ma qualcuno ha mai letto il codice Etico del Partito Democratico?

Lo sono andato a cercare e leggendolo devo dire che è davvero molto bello. Peccato che però non viene rispettato praticamente nulla!

Somiglia un po’ al programma elettorale che portano quando si candidano a governare le nostre città, regioni o la Nazione stessa. Lasciando le macerie ovunque passano.

Sono 6 punti, solo 6, ma tutti spassosissimi, leggiamoli insieme:

1.Premessa

1.1. Le donne e gli uomini che aderiscono al Partito Democratico riconoscono nella

Costituzione italiana la fonte primaria delle regole della comunità politica. Considerano i suoi principi, insieme a quelli sanciti nelle Carte sui diritti umani e sulle libertà fondamentali, il riferimento di un impegno politico al pieno servizio del bene comune, della giustizia sociale, di un modello inclusivo di convivenza.

1.2. Oltre al rispetto doveroso delle leggi, l’adesione al Partito Democratico impegna a comportamenti ispirati ai principi etici contenuti in questo Codice.

Si come no… il bene comune, o meglio il bene degli iscritti al PD, di tutti gli inutili avanzi di segreteria da piazzare a destra e sinistra per continuare a bivaccare con denaro pubblico. Il PD è un partito che si è sempre contraddistinto per misure contro il popolo e a favore dei suoi rappresentanti e mandanti, noto per chiedere sacrifici a chi lavora per poter mantenere tutto un esercito di parassiti utili solo a determinare il consenso necessario alla permanenza al potere dei dirigenti dello stesso PD. Spesso il PD agisce contro il popolo senza alcuna vergogna e in modo palese, vedasi il recente governo Gentiloni in cui è stato confermato tutto il disastroso governo Renzi a partire dal conflitto di interessi vivente lady Etruria Boschi.

  1. Principi di riferimento dei comportamenti individuali e collettivi

2.1. Le donne e gli uomini del Partito Democratico sostengono l’autonomia della

politica, perché sia credibile e rafforzi il rapporto di fiducia con i cittadini. Ritengono che la politica debba assolvere la sua funzione pubblica senza essere subalterna ad alcuno. Al tempo stesso, concepiscono la politica come aperta all’ascolto della società e dei suoi bisogni, rispettosa delle altre autonomie, non autoreferenziale e soprattutto lontana da qualunque pretesa di invadenza e di lottizzazione.

2.2. Le donne e gli uomini del Partito Democratico considerano il pluralismo una ricchezza e scelgono il confronto democratico come metodo per ricercare sintesi condivise. Riconoscono e promuovono il principio di laicità della politica e delle istituzioni. Si impegnano perché le differenze non siano ostacolo alla partecipazione ma opportunità di dialogo e di crescita, e perché i diritti e le libertà si impongano sul razzismo e sulla violenza. Contrastano ogni forma di discriminazione nel nome dell’uguaglianza sostanziale. Il contributo delle donne e degli uomini immigrati è caratteristica propria dell’identità del Partito Democratico, che con loro si propone come un’esperienza politica aperta ed interculturale.

2.3. Le donne e gli uomini del Partito Democratico assicurano l’uguaglianza di genere, nel segno del rispetto e della piena partecipazione politica delle donne. Adottano tempi, modalità e stile della loro attività politica che tengano conto delle responsabilità lavorative, professionali, familiari delle persone. Assumono la democrazia paritaria come criterio di comportamento nel partito, negli organismi collegiali e in quelli monocratici, come elemento di valutazione delle decisioni prese e delle attività svolte. Per questo, gli organi nazionali del Partito Democratico sono tenuti a verificare costantemente il rispetto delle previsioni statutarie in ordine alla parità di genere e a quanto sopra previsto.

2.4. Le donne e gli uomini del Partito Democratico vivono l’impegno politico con responsabilità e, per questo, sentono il dovere di confrontarsi e di dare conto del proprio operato. Promuovono le capacità e le competenze, nella convinzione che il riconoscimento dei meriti, del lavoro svolto e dell’esperienza acquisita, così come il rinnovamento dei gruppi dirigenti, diano qualità all’azione politica. Sostengono un modello di comunicazione basato sull’ascolto, sul dialogo, sulla chiarezza di espressione. Si impegnano a condurre il confronto con “volontà d’intesa”, ricercando cioè una reale interlocuzione. Favoriscono la trasparenza dei processi decisionali e la partecipazione democratica nelle forme più inclusive.

2.5. Le donne e gli uomini del Partito Democratico ispirano il proprio stile politico all’onestà e alla sobrietà . Mantengono con i cittadini un rapporto corretto, senza limitarsi alle scadenze elettorali. Non abusano della loro autorità o carica istituzionale per trarne privilegi; rifiutano una gestione oligarchica o clientelare del potere, logiche di scambio o pressioni indebite.

 

Si come no… La politica del PD è assolutamente subalterna a poteri terzi. Dalle grandi banche d’affari alla grande finanza passando per gli interessi delle multinazionali, come nel caso dei trattati di libero scambio che stanno ammazzando la nostra agricoltura. Loro dicono che li vuole Bruxelles, omettendo di dire, con la complicità dei cinegiornali amici, che l’Italia è un paese fondatore dell’UE e che se i propri rappresentati volessero, potrebbero fare le barricate in difesa dei nostri interessi.

A proposito di immigrazione, in realtà, questa viene vista e usata dal PD come business, basti pensare a Buzzi e Carminati di mafia Capitale, organizzazione che ha dilaniato Roma e ha creato un sistema criminale di gestione dei migranti in tutta Italia. Il PD per bocca del suo “grande capo” del settore Buzzi, considera la gestione dell’ospitalità dei migranti più redditizia del traffico di stupefacenti.

A proposito di rinnovamento dei gruppi dirigenti e qualità, c’è poi da farsi delle grasse risate. Basta dare un’occhiata ai curriculum vitae dei loro dirigenti o dei loro Ministri e sottosegretari per farsi grasse risate e notare che la gran parte di loro non ha mai lavorato un giorno fuori dal partito e non ha alcun titolo di studio e competenza. Ovviamente non è una sola questione di diplomi, è un fatto etico legato alle effettive capacità di gente che non ha alcuna arte o conoscenza.

Scrivono di Sobrietà. Si come no, la stessa che usava Renzi con il suo nuovo aereo Airbus A340 simile all’Air Force One del presidente degli Stati Uniti, o le spese di Palazzo Chigi che sotto la gestione PD si sono moltiplicate così come si moltiplicano sistematicamente tutte le spese pubbliche, finalizzate ai loro interessi, ogni volta che toccano qualcosa.

  1. Responsabilità personale e autonomia della politica

3.1. Le donne e gli uomini del Partito Democratico s i impegnano, in particolare, a:

a) rinunciare o astenersi dall’assumere incarichi o decisioni che abbiano una diretta incidenza, specifica e preferenziale, sul patrimonio personale, del proprio nucleo familiare o dei conviventi, ovvero dei parenti o affini;

b) rinunciare o astenersi dall’assumere incarichi esecutivi nel Partito (incarichi monocratici nelle città capoluogo di provincia, a livello provinciale, regionale e nazionale; incarichi negli organi collegiali esecutivi di Partito a livello regionale e nazionale) qualora, a causa del ruolo ricoperto in imprese, associazioni, enti o fondazioni, aventi scopo di lucro o titolarità prevalente di interessi economico¬-finanziari, possa configurarsi un conflitto di interessi tale da condizionare i propri comportamenti;

c) non appartenere ad associazioni che comportino un vincolo di segretezza o comunque a carattere riservato, ovvero che comportino forme di mutuo sostegno, tali da porre in pericolo il rispetto dei principi di uguaglianza di fronte alla legge e di imparzialità delle pubbliche istituzioni;

d) svolgere campagne elettorali con correttezza ed un uso ponderato e contenuto delle risorse, finanziate in modo trasparente e sempre accompagnate da un rendiconto finale, senza avvalersi per fini personali della pubblicità o comunicazione istituzionali. Si impegnano, inoltre, ad evitare forme di propaganda invasiva, nel rispetto dell’ambiente e del decoro urbano.

3.2. Ciascun dirigente, ogni componente di governo a tutti i livelli, le elette e gli eletti nelle liste del Partito Democratico si impegnano a:

a) comunicare all’organo di garanzia territorialmente competente, ai sensi dello Statuto, le situazioni personali che evidenziano o possono produrre un conflitto di interessi, ovvero condizionare l’attività del partito o lederne l’immagine pubblica, in primo luogo nel caso di esistenza di un procedimento penale o di adozione di una misura di prevenzione nei propri confronti. Gli stessi, ove impegnati a livello europeo, nazionale, regionale, provinciale e nei capoluoghi di provincia, comunicano, inoltre: ¬ la proprietà , la partecipazione, la gestione o l’amministrazione di società ovvero di enti aventi fini di lucro; ¬ l’appartenenza ad associazioni, organizzazioni, comitati, gruppi di pressione che tutelino o perseguano interessi di natura finanziaria, nonché i ruoli di rappresentanza o di responsabilità eventualmente ricoperti ovvero il loro sostegno;

b) assolvere con competenza, dedizione e rigore le funzioni ricoperte, senza cumulare incarichi che precludano di svolgere compiutamente la responsabilità affidata, evitando in particolare, di: ¬ sommare più funzioni monocratiche interne al partito; ¬ assumere o ricoprire contemporaneamente più cariche istituzionali elettive; ¬ cumulare una funzione monocratica interna al partito con la titolarità di una carica istituzionale monocratica di equivalente o analogo livello territoriale, fatta eccezione per l’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri;

c) rendicontare, con una relazione dettagliata, le somme impegnate individualmente o i contributi ricevuti da terzi e destinati all’attività politica ovvero alle campagne elettorali o alle competizioni interne al partito;

d) evitare l’uso strettamente personale e lo spreco dei beni e delle risorse messi a disposizione in ragione dell’incarico svolto. Evitare, inoltre, l’impiego ingiustificato di risorse, ad esempio nel caso di acquisto di beni e arredi destinati all’ufficio, sia istituzionale che di partito;

e) rifiutare regali o altra utilità, che non siano d’uso o di cortesia, da parte di persone o soggetti con cui si sia in relazione a causa della funzione istituzionale o di partito svolta.

f) utilizzare i mezzi di comunicazione per favorire una informazione corretta dei cittadini sulle questioni politiche ed istituzionali.

3.3. Ogni componente di governo a tutti i livelli, le elette e gli eletti nelle liste del Partito Democratico si impegnano a:

a) rinunciare o astenersi dall’assumere incarichi esecutivi nelle fondazioni aventi la titolarità prevalente di interessi economico¬-finanziari, in imprese pubbliche, in società a partecipazione pubblica, salvo che l’incarico derivi da obbligo connesso alla funzione svolta;

b) rendicontare periodicamente, attraverso strumenti informativi e/o iniziative pubbliche, l’attività politica o istituzionale svolta anche con forme di corrispondenza con i cittadini e/o gli elettori.

3.4.Ogni componente di governo, a tutti i livelli, del Partito Democratico si impegna a:

a) non conferire né favorire il conferimento di incarichi a propri familiari o, tranne che negli uffici di personale collaborazione, a persone con cui si abbiano rapporti professionali;

b) avvalersi di consulenze esterne soltanto in condizioni di effettiva necessità , con adeguate motivazioni e con modalità di piena trasparenza;

c) astenersi dal partecipare a manifestazioni pubbliche organizzate contro il governo e la giunta di cui si fa parte, senza trarne le dovute conseguenze.

3.5. Ogni responsabile delle risorse finanziarie del Partito Democratico si impegna a garantire, ad ogni livello, una gestione trasparente dei finanziamenti pubblici e privati ricevuti. L’entità dei finanziamenti ed il loro utilizzo sono resi pubblici e i relativi dati sono accessibili a chiunque.

Anche qui  vien da ridere, o meglio da piangere. Basta scorrere i vari sottopunti per far saltare in mente ogni cosa contraria. Tutto il PDS-DS-PD deve il suo potere all’alleanza con interessi finanziari e bancari (vedi MPS). Quindi dall’incompatibilità particolare di Maria Elena Boschi si arriva all’incompatibilità generale degli uomini del PD con le funzioni di interesse pubblico (e alla loro compatibilità, per contro, con Verdini), perché il PD è partito fiduciario di questa classe bancaria, che ha interessi e prassi in conflitto con quelli della popolazione generale. A prescindere degli scandali individuali (che grazie al ruolo dei media mainstream sono stati mitigati alla pubblica opinione) la classe bancaria privata e sovranazionale, dopo essersi impossessata della Banca d’Italia, si impossessa delle istituzioni dello stesso Stato, del parlamento, del governo, del CSM, della Corte Costituzionale, estromettendo di fatto il ruolo dell’elettorato. Il PD si conferma quindi collaterale alla grande finanza. Il PD ha utilizzato e continua a farlo i media mainstream, come gran cassa. De Benedetti è uno dei casi più eclatante (peraltro è anche uno di quelli ad aver preso tanti soldini dalla MPS che ora devono salvare gli italiani). Giornali e tv prendono milioni e milioni di euro di soldi pubblici, di sacrifici degli italiani, sotto forma di finanziamento all’editoria, per rendere un servizio solo a se stessi e a partiti come il PD, potremmo fare decine di esempi molto noti, tra questi anche il “settimanale di provincia” del figlio di Poletti, che per il servizio reso nella provincia di Ravenna ha beccato 520.000 € solo negli ultimi 3 anni. Non dobbiamo dimenticare le quote pubblicitarie, le campagne promozionali ministeriali ed ancora gli spazi elettorali a pagamento, inserzioni e spot. Possono questi fiumi di denaro non influenzare le linee editoriali? Certo che si. Secondo voi, se un giornale non vende più copie (sono tutti in pesante calo), come volete che vadano avanti se non con i contributi pubblici all’editoria? E chi li paga? Li paghiamo noi tutti, con le nostre tasse. Ricapitolando, noi, dalle nostre tasche, paghiamo i giornali che non raccontano più la verità sostanziale di fatti e cose, ma fanno da cane da guardia a chi gli dà l’osso.

  1. Leale collaborazione e sostegno alla vita del partito

Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a:

4.1. contribuire personalmente all’attività del partito con uno specifico onere di concorso economico, proporzionale alle indennità percepite per coloro che sono eletti ovvero designati nelle istituzioni;

4.2. adottare e rispettare percorsi decisionali partecipati, trasparenti, motivati, rispettosi del pluralismo di posizioni politiche e culturali esistenti;

4.3. favorire l’informazione ed il coinvolgimento degli aderenti e dei sostenitori nella vita del Partito, evitando che le scelte organizzative producano forme di cristallizzazione interne ed esclusioni, discriminazioni o condizionamenti, e garantendo che gli orientamenti politico-¬culturali contribuiscano ad una libera dialettica interna al Partito;

4.4. promuovere e rispettare le regole per la par condicio nella partecipazione alle competizioni interne, anche in relazione ai limiti di spesa e alle modalità di utilizzo delle risorse economiche;

4.5. favorire la parità di accesso ai servizi, alle risorse e ai beni comuni nonché il loro impiego corretto e trasparente;

4.6. incoraggiare l’impegno volontario e scegliere di mantenere tendenzialmente separato il rapporto di lavoro dipendente nel partito dagli incarichi politici;

4.7. adottare la competenza, la serietà dell’impegno, lo stile, il merito e le capacità personali come criteri prevalenti di discernimento e di valutazione delle persone in relazione agli incarichi e/o alla responsabilità che possono assumere, disincentivando ed evitando di premiare comportamenti trasformistici;

4.8. non diffondere o utilizzare, senza giustificato motivo, dati, informazioni o documenti riservati conosciuti o ricevuti in ragione dell’incarico svolto o dell’appartenenza al partito.

Si, come no… Si passa dalle “quote di partecipazione” che sono un acquisto di posizione in lista e quindi in parlamento al contributo al partito, visto che non bastano le decine di milioni di euro di soldi pubblici che già prendono agli italiani di rimborsi elettorali. Poi a proposito di rispetto di pluralismo e partecipazione, saltano alla mente le recenti immagini delle varie feste de L’Unità, organizzate sul territorio, assolutamente chiuse e blindate ai liberi cittadini, come nel caso della festa organizzata ai giardini Bellini di Catania. kermesse autoreferenziale, con i docenti tenuti fuori dai cancelli e città blindate militarmente per paura che studenti o cittadini potessero sottolineare il proprio legittimo dissenso alle scellerate azioni di governo messe in campo proprio dai democratici uomini e donne del PD.

  1. Condizioni ostative alla candidatura e obbligo di dimissioni

5.1. Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a non candidare, ad ogni tipo di elezione anche di carattere interno al partito¬ coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, sia stato:

a) emesso decreto che dispone il giudizio;

b) emessa misura cautelare personale non annullata in sede di impugnazione;

c) emessa sentenza di condanna, ancorché non definitiva, ovvero a seguito di patteggiamento; per un reato di mafia, di criminalità organizzata o contro la libertà personale e la personalità individuale; per un delitto per cui sia previsto l’arresto obbligatorio in flagranza; per sfruttamento della prostituzione; per omicidio colposo derivante dall’inosservanza della normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

5.2. Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a non candidare, ad ogni tipo di elezione ¬ anche di carattere interno al partito¬, coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, ricorra una delle seguenti condizioni:

a) sia stata emessa sentenza di condanna, ancorché non definitiva ovvero a seguito di patteggiamento, per delitti di corruzione nelle diverse forme previste e di concussione;

b) sia stata emessa sentenza di condanna definitiva, anche a seguito di patteggiamento, per reati inerenti a fatti che presentino per modalità di esecuzione o conseguenze, carattere di particolare gravità ;

c) sia stata disposta l’applicazione di misure di prevenzione personali o patrimoniali, ancorché non definitive, previste dalla legge antimafia, ovvero siano stati imposti divieti, sospensioni e decadenze ai sensi della medesima normativa;

5.3. Le condizioni ostative alla candidatura vengono meno in caso di sentenza definitiva di proscioglimento, di intervenuta riabilitazione o di annullamento delle misure di cui al comma 2 lett. c).

5.4. Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a non candidare, ad ogni tipo di elezione ¬ anche di carattere interno al partito¬:

a) i proprietari o coloro che ricoprano incarichi di presidente o di amministratore delegato di imprese che operano a livello nazionale nel settore della informazione, ovvero il loro coniuge, parenti o affini;

b) i proprietari ovvero coloro che ricoprano incarichi di presidente o di amministratore delegato di imprese che operano nel settore della informazione a livello locale, nel caso in cui l’organo di garanzia territorialmente competente previsto dallo Statuto accerti che ¬ per il rilievo dell’attività dell’impresa ¬ si possa determinare un sostegno privilegiato a loro esclusivo vantaggio.

5.5. Ove sopravvengano le condizioni di cui ai commi precedenti, gli eletti, i titolari di incarichi all’interno del partito, ovvero il personale di nomina politica, rassegnano le dimissioni dal relativo incarico.

A questo punto è inutile commentare oltre, se avessero applicato questo punto la storia recente e i suoi interpreti sarebbero completamente diversi. Si può tranquillamente rispolverare il grafico Piovra che il Movimento 5 Stelle ha ricostruito nella primavera 2016, ma è sempre un utile promemoria, anche se per difetto…

di Ignazio Corrao – Portavoce M5S

Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle

“Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie”.

Di seguito riportiamo il “Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie”. Ogni eletto del MoVimento 5 Stelle sarà tenuto ad attenersi ad esso. Domani sarà votato online a partire dalle 10 per la ratifica. Potranno votare tutti gli iscritti entro il primo luglio 2016 con documento certificato.

1. PRINCIPI ISPIRATORI DEL COMPORTAMENTO DEL SINGOLO PORTAVOCE ELETTO
Il Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle ha lo scopo di garantire una condotta, da parte dei portavoce eletti, ispirata ai principi di lealtà, correttezza, onestà, buona fede, trasparenza, disciplina e onore, rispetto della Costituzione della Repubblica e delle leggi. I portavoce del Movimento 5 Stelle perseguono gli obiettivi del Movimento, così come indicati nel “Non Statuto” o negli altri atti interni di indirizzo. I portavoce sono consapevoli del fatto che, ai sensi dell’art. 54 della Costituzione, i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore: nell’adempimento di tale dovere, ogni portavoce tiene comportamenti eticamente ineccepibili, anche a prescindere dalla rilevanza penale degli stessi. Ai sensi del Regolamento del MoVimento 5 Stelle, i portavoce si astengono da comportamenti suscettibili di pregiudicare l’immagine o l’azione politica del MoVimento 5 Stelle.

2. RAPPORTI CON EVENTUALI PROCEDIMENTI PENALI
Il Garante del MoVimento 5 Stelle, il Collegio dei Probiviri od il Comitato d’appello, quando hanno notizia dell’esistenza di un procedimento penale che coinvolge un portavoce del Movimento5stelle, compiono le loro valutazioni in totale autonomia, in virtù e nell’ambito delle funzioni attribuite dal Regolamento del MoVimento 5 Stelle, nel pieno rispetto del lavoro della magistratura. Il comportamento tenuto dal portavoce può essere considerato grave dal Garante o dal Collegio dei probiviri con possibile ricorso del sanzionato al Comitato d’appello, anche durante la fase di indagine, quando emergono elementi idonei ad accertare una condotta che, a prescindere dall’esito e dagli sviluppi del procedimento penale, sia già lesiva dei valori, dei principi o dell’immagine del MoVimento 5 Stelle. La condotta sanzionabile può anche essere indipendente e autonoma rispetto ai fatti oggetto dell’indagine.

3. AUTOSOSPENSIONE
In qualsiasi fase del procedimento penale, il portavoce può decidere, a tutela dell’immagine del MoVimento 5 Stelle, di auto-sospendersi dal MoVimento 5 Stelle senza che ciò implichi di per sé alcuna ammissione di colpa o di responsabilità. L’autosospensione non vincola né condiziona né preclude il potere del Garante, del Collegio dei Probiviri e del Comitato d’appello di adottare eventuali sanzioni disciplinari. Tuttavia, l’autosospensione può essere valutata quale comportamento suscettibile di attenuare la responsabilità disciplinare.

4. PRESUNZIONE DI GRAVITÀ
Il Garante del MoVimento 5 Stelle, il Collegio dei Probiviri o il Comitato d’Appello, in virtù e nell’ambito delle funzioni attribuite dal Regolamento del MoVimento 5 Stelle, valutano la gravità dei comportamenti tenuti dai portavoce, a prescindere dall’esistenza di un procedimento penale.
E’ considerata grave ed incompatibile con il mantenimento di una carica elettiva quale portavoce del MoVimento 5 Stelle la condanna, anche solo in primo grado, per qualsiasi reato commesso con dolo, eccettuate le ipotesi indicate all’ultimo comma. A tal fine, sono equiparate alla sentenza di condanna la sentenza di patteggiamento, il decreto penale di condanna divenuto irrevocabile e l’estinzione del reato per prescrizione intervenuta dopo il rinvio a giudizio. E’ invece rimessa all’apprezzamento discrezionale del Garante, del Collegio dei Probiviri con possibile ricorso del sanzionato al Comitato d’appello la valutazione di gravità ai fini disciplinari di pronunzie di dichiarazione di estinzione del reato per esito positivo della messa alla prova, di sentenze di proscioglimento per speciale tenuità del fatto, di dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione.
La ricezione, da parte del portavoce, di “informazioni di garanzia” o di un “avviso di conclusione delle indagini” non comporta alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti potenzialmente tenuti dal portavoce stesso, sempre salvo quanto previsto al punto 5.
E’ sempre rimessa alla discrezionalità del Garante e del Collegio dei Probiviri o del Comitato d’appello (e non comporta alcuna automatica presunzione in tal senso) la valutazione della gravità di fatti che configurano i c.d. reati d’opinione ipotesi di reato concernenti l’espressione del proprio pensiero e delle proprie opinioni, ovvero di fatti commessi pubblicamente per motivi di particolare valore politico, morale o sociale.

5. DOVERE DI INFORMAZIONE
I portavoce, quando ne hanno notizia, hanno l’obbligo di informare immediatamente e senza indugio il gestore del sito (con comunicazione da inviare al link www.movimento5stelle.it/contattaci.php), dell’esistenza di procedimenti penali in corso nei quali assumono la qualità di indagato o imputato nonché di qualsiasi sentenza di condanna o provvedimento ad essa equiparato ai sensi del punto 4.

6. AMMINISTRATORI
Ogni sindaco e presidente di regione eletto nelle liste del MoVimento 5 Stelle è tenuto a far rispettare il presente codice etico ai componenti delle proprie giunte, anche se gli assessori non risultano iscritti e/o eletti nel MoVimento 5 Stelle.